venerdì 7 gennaio 2011

Plasmare

E' il vento che dirige i pollini verso aree aride, dove non cresce niente. E' il vento che decide i giorni, voluti come botti antiche, persi negli androni privi di cicogne. E' il vento. A chi giova l'arsura? Chi riuscirà a scampare dopo l'acqua alta come gigli bianchi? Non puoi tornare. I fiori appassiscono, se colti. Io non voglio coglierli. Li lascerò lì. Mi confondo negli anni, ricordo malamente. Scolpisco crateri nelle crete vergini.