venerdì 27 gennaio 2012

Quattro nuvole ribelli

La strada è sempre la stessa, quella di anni fa. Stemperando ventri molli di bottega c'è scappato il morto, però.
E tu non puoi far altro che arrenderti all'evidenza. Tu, tu, dico. Non io. Questa seconda persona usata così, in sostituzione della prima, ha rotto il cazzo. Perché quando stai male davvero - fisicamente, intendo - allora non c'è mente che tenga. Il male s'impossessa di te e cerca di renderti schiavo. O Schivo, chi lo sa. Eppure tu tieni duro. Tu, tu, dico. Non io. Non galleggi a morto. T'hanno ucciso ieri, ma sei vivo.

mercoledì 25 gennaio 2012

Il prologo del vuoto

Cari esemplari rari, eccomi qui a voi per decidere del vostro andar per strada senza una ragione. E' forse venuto meno il tempo delle rose, dei fiori offerti per sedurre. E' rimasto quel senso di riempimento svaghito, null'altro.
Miagolo come un gatto. Faccio il mio miao. Graffio per giunta. Proprio io, che ho sempre preferito i cani ai gatti.
Schivo come un felino, zampa d'elefante. Rimane solo un topo. Chi lo mangerà?

venerdì 20 gennaio 2012

Fuori dal tempo

Forse è qualcosa che nasce dopo essere morti. O forse è semplicemente il segno dei tempi che cambiano. Nessuno lo sa. E nessuno può prendersi la libertà di parlarne come se conoscesse a fondo l'argomento. Ciononostante qualcuno lo farà. Si prenderà la briga e il gusto di sparare sentenze, di cerchiarsi gli occhi di nero e proporre la panacea. Rientra nelle regole delle cose. A patto, però, che queste regole siano rispettate da tutti.
E come farle rispettare da tutti? C'è sempre stato solo un modo: eliminare chi si discostava da esse.
A noi, la scelta: da che parte stare?

martedì 3 gennaio 2012

Le nubi quando passano

Il vento accoglie fratelli nelle nebbie di crudi altipiani
e carni crude rispondono all'eco di terre ruvide come cartapecora
e nessuno intinge nei piatti dei fratelli
mentre gechi incontrano formiche
e formiche incontrano mosche
e mosche si posano su veli neri come la notte.
Il vento sempre il vento
culla attimi lasciati altrove
nel momento del lamento
nell'andare vago della polvere.