giovedì 28 giugno 2012

70-80


Noi nati negli anni Settanta siamo stati tirati su come eterni bambini. Piccoli, viziati, inermi, coccolati peter pan. Nessuno mai prima e nessuno dopo è stato trattato bene come noi. Noi eravamo i figli, in senso assoluto. Noi dovevamo essere i migliori. Noi eravamo i migliori. Anche le famiglie meno abbienti, per non dire povere in canna, pompavano i loro figli. Si toglievano il pane dalla bocca pur di far figurare i propri pargoli. Fin qui niente di strano direte voi: in ogni tempo e in ogni luogo la cura della prole ha rivestito sempre grande importanza. Ma non si tratta di questo. Gli anni Settanta del secolo scorso terminavano con gli Ottanta, che sono stati quelli dei famosi Yuppies. Ovvero sia, tipi arrivati/arrivisti di ogni sorta: speculatori, arrampicatori sociali, scalatori di vette politiche e/o finanziarie, palazzinari, affaristi senza scrupoli. Tutto in nome della ricchezza e dello status sociale. Il tutto ai margini della legalità, quando non nell’illegalità più totale.
Erano gli anni dell’abusivismo edilizio doc, dei condoni, delle sanatorie; degli investimenti pazzi, e chi ha osato o si è rovinato o è diventato un magnate. Ebbene, in quegli anni di immensa crescita economica, in quegli anni di immenso smarrimento della realtà vera, siamo venuti al mondo e siamo stati allevati e educati noi. Accidenti!