lunedì 11 giugno 2012

Pulp truth


Quello che trovo davvero ripugnante è il tono della sua voce, quell’incedere così affettato, da troione liquefatto al sole dell’una. Un beccamorto, uno iettatore con mocassino affilato e rigorosamente stringato. Ma non lo vedi che sei finto fino all’osso? E mi chiedi pure perché ti schifo. Mi domando come potrebbe una donna trovarti divertente, di più, attraente. Si vede che al giorno d’oggi l’asticella s’è abbassata a dismisura. Se un coglione patentato della tua forgia può aspirare a una gran fica come Costanza Rizzo, abbiamo detto cazzi. Un attore. Un attore da strapazzo di un teatrino di dementi. Ma è abbastanza. Per lei lo è. Lei con le calze fine e la minigonna a pois. E quelle mutandine rosse da monella porca. E devi vedere lui come ci gode il porcellino! Ma non è tutto qui. Il vino concia per le feste. Chi lo disse, Alceo? Seneca di sicuro ammoniva. Meglio ubriaco che cariato. A furia d’ingollare pasticciotti mi ritrovo mezza dentiera fuori uso. Ed è tutta colpa sua, dannato attorucolo. È che io volevo lei. E lei voleva me. Poi s’è messo lui di mezzo. Ha incominciato a recitare. Come un cane. Ma recitava. E lei s’è lasciata impapocchiare come una studentella alle prime armi. Potenza della cultura. Finché poi non ha mandato affanculo anche lui per un avvocato di Lecce. Beh, il conto in banca non reggeva, povero Antonuccio. Tu col teatro ti cacciavi a malapena le spese. E potevi regalarle al massimo un piatto di pezzetti di cavallo all’osteria più “in” tra i tarantati. Ma l’avvocato.. eh eh.. quello ti ha fatto le scarpe. È arrivato in BMW serie 5. Che già sono mille punti tutti in una volta. Poi le ha mostrato il sorriso: bianco come un abito da sposa. E, con estrema indifferenza, le ha fatto notare un grosso rigonfiamento nei pantaloni. Ma non sul davanti, Zozzone! Che vai a pensare! È  sul didietro che ce l’aveva il gonfiore! Leggasi portafoglio ripieno di euro. E lei s’è stesa come una canna. Immediatamente. Così, Antonuccio bello, ci siamo ritrovati al bar dell’angolo come due esauriti cronici in vena di confidenze. E ci stavamo anche azzuffando sprecando parole brille su chi se l’era trombata meglio la Vanessa. Meno male ch’è arrivato quello zombi di Riccardo a smuovere le acque. Uno zombi che salva due altri zombi. Una sceneggiatura perfetta per un film dell’orrore.