sabato 21 luglio 2012

Azimut (su come inimicarsi chi non vede oltre il proprio naso, in specie i finti buoni, altrimenti detti ipocriti)


"Un rumore gutturale sale dallo scarico del sanitario e invade il corridoio. Contemplando l’opera estrema, che comporta strani odori di muschio e felce, posso vedere la forma che assume la merda prima che scenda negli abissi dello scolo. Una struttura conica, come di aspidi che s’attorcigliano. Evoco evacuando. Ma anche il biscottino della nonna. Sapete? Quello che sembra un cuore.
Poi la zanzara si fa viva. Sempre a quest’ora del pomeriggio. Sempre la stessa puttana di zanzara. Viene per me. Viene a  succhiarmi il sangue. Ma io di sangue ce ne ho poco. Odio tutto ciò che vola. Compresi gli uomini che dall’alto ti guardano come fossi un verme schifoso. Li odio. Ma un po’ li trovo buffi. Così a modo, così educati, anche quando fingono di essere violenti, irrispettosi. Basta minacciarli e abbassano la cresta. Minacce fisiche, intendo. E già. Sempre la stessa vecchia storia. Parlano, parlano, non la smettono mai di parlare. Inveiscono, si irritano, si azzuffano. Ma solo verbalmente però. Mai che vadano oltre il verbo ‘sti pidocchi. Appena fai per mettergli le mani addosso, si scansano, gesticolano effeminati. La violenza fisica è sempre un’arma risolutiva, l’ultimo baluardo all’idiozia, all’incretinimento. Così mi dicono che sono fascista, o peggio nazista. Io li mando gentilmente a cacare. Loro confondono il puro essere fisico con l’ideologia. Che idioti! Loro confondono tutto. Niente li sopravvive. È tutto incastonato nelle loro menti grinzose, sfatte, consumate come candele. Non sono più animali. L’istinto è andato a farsi friggere nell’olio dei loro pensieri sciagurati. Loro non pensano nulla di proprio, ed eccoli a invocare Nietzsche. Non lo lasciano mai in pace. Lo tirano sempre in ballo, lui che non vorrebbe certo ballare con dei fantocci. Mi sfugge l’ordito delle loro trame, mi scappa. Io ho il mio di ordito. Sono io il mio ordito. Non aspettatevi nulla da me. Caccole. Ho imparato a filare, a tessere. Meglio di chiunque altro. La mediocrità, anche se tinta di nuovo, tira giù. La mediocrità è amica della legge di gravità. Costringe i corpi a seguirla in basso. Loro non sono buoni nemmeno a fare i lacchè. Servono, è vero, ma lo fanno male. Sono dei cattivi servitori". 

(Zeiong Utemberg, pseudo-scritto, XIII Sec. d.C.
redatto in pseudo-tempo)