sabato 7 luglio 2012

Idea


I disegni che si perpetrano nel tempo hanno un carattere astruso. Non sai mai quando finiscono per avviare un meccanismo di autodifesa che il più delle volte lascia sfiorire le più geniali idee. Ma c’è nell’attesa una substanziale attitudine umana, una nolente volontà estrattiva portata al parossismo endogeno. Psiche non riesce ad abbandonarsi, a estraniarsi totalmente dalla voluntas.  I fattori esogeni sono estromessi dal rapporto privilegiato che Psiche instaura con il volere, e ritornano soltanto sottoforma di pulsazioni interagenti legate allo stato sensoriale-percettivo. Ciò accade perché, nell’età postmoderna, introiettare significanti e significati esterni comporta un vero e proprio conflitto identitario. Tutto quello che gravita attorno all’umano tende ad essere escluso se non è direttamente connesso alla sfera interna dell’individuo, creando una sorta di idioplasma idiosincratico-dialettico che si frappone tra l’uomo e il fuori da sé. L’assunzione oggettiva di una realtà oltre l’uomo e da esso indipendente assume le proprietà della tautologia non appena si scontra con la non-necessità volens-nolens della in-dividuazione. In questo modo il presunto teorema sconfina nella doxa, o mera opinione. È quindi implicita nel tentativo di cui sopra un’asserzione problematica e autoreferenziale. Tuttavia, la divisione pressappoco manichea o quantomeno doppia della possibilità d’azione e non-azione tra fenomeni endogeni ed esogeni potrebbe portare ad un’esasperazione del rigetto e, in ultima analisi, alla negazione dei secondi.