domenica 22 luglio 2012

Tra Scilla e Cariddi ci sono tanti altri mostri peggiori

Bene, anzi male. Il nostro bel Salento che, nel caso occorresse ricordarlo, in questo periodo diventa il testimonial di se stesso incarnando perfettamente (??!!) l'emblematico suo essere "sole, mare e vento", tiene a dire a noi tutti, un po' rincretiniti dal caldo e dalle vacanze (chi se le può permettere, dico!), che siamo alle solite! Siamo alle solite con il menefreghismo/lassismo/qualunquismo. Mentre Porto Selvaggio è di nuovo a rischio cementificazione (notizia già trapelata ormai da diverso tempo e all'ordine del giorno sui quotidiani ah! Se fosse tra noi Renata Fonte!!), le prove del TFA di Lecce - come ben scrive Martina Gentile sul Paese Nuovo di oggi (22.07.2012) - si rivelano essere l'ennesima presa in giro di persone assuefatte a qualsiasi sopruso e angheria, le vie e le piazze del capoluogo sono invase da cartacce ed erbacce, strade e superstrade sono a rischio propagazione incendi, le vittime in mare salgono e quelle di violenze anche, mentre avviene tutto ciò, appunto, il sonno della ragione ha preso la maggior parte della cittadinanza che, complice la congiuntura economica (??!!) e la debilitazione per tanti giorni, ore, minuti di lavoro si abbandona al torpore della controra. La prima cosa che ci si sente dire non appena provi ad affrontare il minimo problema è che dopo una giornata d'intenso (?!) lavoro (?!), uno non ha voglia di pensare a "cose serie", ché tanto i politici sono tutti uguali, che non cambia niente, che a nessuno interessa davvero niente se non rientra nel proprio personale tornaconto. Stanchi troppo stanchi questi uomini d'oggi, anche solo per usare il cervello e riflettere, ché riflettere costa fatica e magari si fa pure sangue acido. Anni e anni di berlusconismo (ma non solo) saranno pur serviti a qualcosa, no? Anni e anni di non-opposizione saranno anche quelli serviti a qualcosa! Se il senso civico è ormai ridotto a un lumicino - e ben venga che quel lumicino continui ad ardere - non è detto che si debba spegnerlo del tutto. Qui non si prospettano soluzioni da bacchetta magica - quelle lasciamole a chi fa populismo e demagogia - ma auguriamoci di incominciare (di nuovo?)  a usare un po' di più il cervello e il cuore. Solo questo. Forse, come auspicava qualcuno, una rivoluzione poetica non sarebbe male.