giovedì 23 agosto 2012

AtroCittà


Misura d’uomo condizionata dal soverchiante abominio d’emissioni adulterate. E il respiro si perde dentro una nuvola di nero doc. Le moderne città, nate dal bisogno (?) di avere un incommensurabile numero di uomini-operai a due passi dalle fabbriche, sono allo sbando. Attaccate dagli sprawls. La Natura, prima o poi, chiede dazio. Se lasciamo da parte le catastrofi (terremoti, inondazioni, ecc.), la normalità non ha nulla di normale. Ed è inutile perdersi in improbabili quanto sterili dissertazioni metafisiche sul senso della parola "normalità". Qui, oggi, non vogliamo aprire un dibattito filosofico su cosa è normale e cosa no. E non vogliamo nemmeno addentrarci nei meandri di una discussione che abbia come oggetto-soggetto il fatto se la normalità debba esistere o meno. Quello di cui stiamo parlando è una normalità di vita, ossia potremmo sostituire al termine "normalità" l'insieme di termini "condizioni necessarie alla sopravvivenza". Già, sopravvivenza. Se l'uomo non si deciderà a fare la pace con la natura non avrà un futuro.