venerdì 31 agosto 2012

Il lombrico


Due estremità che s’avvicinano. Le une contro le altre. Flessione. Terra umida, ricca d’essenze primordiali. Foglie. Strisce sul terreno brulicante di vite, piccole e decise. Sotto, più giù, lui guarda di sottecchi. Ti vede, ti parla forse. Forse racconta storie mai sentite. Calmo, deciso. Va per la sua strada, avanti, non si ferma. Un cammino elastico di tempo. Seppure striscia, seppure lento, è inesorabile. E quando affonda, rende fertile il terreno. I confini puntuti, il roseo molle ventre, gli anelli che spingono a concepire esistenze al di là del vuoto che ci assale. E' tutto in ordine nel terreno. Un ordine che non è grigia abitudine, non è cieca ripetizione. Tutto segue un corso nuovo, un nuovo modo di sentire addosso i profumi e gli umori delle terre, dei solchi, delle acque. E' il cammino la più bella parte della terra.