domenica 19 agosto 2012

L'oggettivarsi della mente

Non è così che avrai ciò che vuoi, con una lingua puntuta irta, tesa, colma di iati e di suoni gutturali. Non è così, con ripetizioni continue e cicliche rimostranze. Non è così. Allora il maestro di una vita rivolse agli allievi una semplice domanda: "Sapete camminare da soli?". Disarmante. Nessuno rispose, perché temevano di sbagliare, o peggio, temevano che il maestro avesse teso loro un tranello, e che rispondendo avrebbero fatto una gran brutta figura. Il maestro allora disse: "Voi mi avete già risposto". Gli allievi furono presi da sgomento. Che cosa esattamente voleva dire il maestro? Il maestro capì lo stato di angoscia in cui erano caduti i suoi allievi e così disse loro: "Oggi ho un compito per voi. Tornati a casa mettetevi alla finestra e aspettate di vedere un uccello posarsi sull'albero di fronte a casa vostra. Lo osserverete bene, ne ammirerete i movimenti, ne ascolterete il canto. E poi ne scriverete". "Ma maestro" - rispose un allievo - "non tutti hanno una dimora con un albero di fronte". Il maestro per niente sorpreso, anzi contento dell'intervento dell'allievo, disse: "Bene, con voi, cari ragazzi, vale la pena perdere il mio tempo".