venerdì 17 agosto 2012

Ponte Punta Penna


Un destabilizzante senso di vuoto accompagna i giorni scorti in altezze posteriori agli ingranaggi d’acciaio. Sul mare opaco/lucido di Taranto, oleoso, denso, dove l’irreale senso delle cose costringe le mani al viso, a nascondere lo sguardo ancora umano di chi non si rassegna all’avanzare delle tenebre, su quel mare si posa il nostro sguardo. Qualcuno diceva che dire la verità non è mai facile e non è inutile. Di verità ce ne sono tante, ma una sembra indubitabile: il morbo che ha colpito Taranto, la città dei due mari, l'orgoglioso borgo che diede filo da torcere agli invasori, si è insinuato subdolamente nei corpi e nelle menti dei tarantini, che si vedono costretti ad accettare assurde condizioni. L'acqua e l'aria, due degli elementi fondamentali per la vita, non sono più. A noi il triste compito di ricordarlo. E ricordare, tenere a mente, non è inutile. Non togliamoci anche questo.