lunedì 19 novembre 2012

Caina

A.D. 2012. Terzo millennio.
E' caduto l'impero romano.
E' caduto l'impero di Carlo Magno e dei suoi figli e dei suoi successori.
Sono caduti gli imperi  mongoli e cinesi.
Sono caduti i regimi fascisti, nazisti e comunisti.
Nel mezzo sono caduti milioni e milioni di uomini.
Si sono fatte scoperte scientifiche che hanno rivoluzionato il mondo.

Eppure (per molti):

l'abito fa ancora il monaco.   

Te ne puoi accorgere non frequentando la gente comune, vera anima della società, ma i salotti piccoloborghesi della cultura, dove la cultura non è cultura. E' finzione di finzione. E' platonica paura. Imitazione dell'imitazione. E' vestirsi di tutto punto, è accento ben flesso. E' vuoto espressionismo. Lo sanno bene i veri intellettuali. Lo sanno bene ma tacciono e nel segreto delle loro camerette imprecano forte contro i signori della finta cultura. Imprecano e tacciono. Perché parlare costa caro. Costa tante inimicizie, costa fegato allargato. Allora il dibattito muore nella mesta accondiscendenza, nel parlare elargendo lodi al fortunato ignorantone atteggiantesi a sapiente. Povero Socrate! Ammazzato dai trenta tiranni e ammazzato uguale dalla finta democrazia! Lo si ammazza ancora adesso. Nei somari che si credono sapienti. Negli emuli che vorrebbero il successo. In chi si accontenta della fama, fosse anche misurata in secondi. Poi, la signora per bene, agghindata per la festa, per l'evento. Supponente e melensa, tiene le redini ben salde delle ceneri della cultura.