martedì 11 dicembre 2012

Il Sogno dei Pesci e la poesia mandalica di Michela Maria Zanon



Tra le tante raccolte poetiche pubblicate in questo 2012, Il Sogno dei Pesci di Michela Maria Zanon (edito con IlMioLibro), merita una menzione particolare.

Le liriche presenti nella raccolta, disegnate come dei mandala dalle forti valenze junghiane, sono al contempo dirette e simboliche, come a cercare un avvicinamento, un punto di contatto con l’essere doppio dell’uomo, con la sua stessa ambivalenza.

Il libro della Zanon appare quasi un viaggio iniziatico attraverso i meandri della psiche umana (intesa non solo come mente ma anche come anima), un itinerario interiore intimo e personale che tuttavia trova la sua esplicazione anche nel reale. Non soltanto un cammino dell’ego individuale dell’autrice, bensì un’illuminazione plurale dell’immaginario collettivo e archetipico nascosto dietro le figurazioni emblematiche del poetare.

L’autrice si racconta senza preamboli e giri di parole e, spogliandosi dei veli del quotidiano e smascherando le umane debolezze, ci mette di fronte alla forza evocativa delle parole e al loro significato/significante più recondito.

La ricerca poetica della Zanon – autrice di origini venete trasferitasi in pianta stabile nel Salento –  rispecchia la poliedricità del suo percorso, fatto di teatro e arti figurative, come di letture filosofico-psicologiche e trascendentali.

Questa via artistico-letteraria si riflette appieno nella raccolta in questione, la si respira in ogni singola lirica, nell’uso della simbologia, nel potere psicomagico del verso, a tratti fascinoso e ipnotico. Quasi dei mantra da recitare per varcare dei mondi, quelli poetici e psichici, che non sono poi così lontani da noi, se solo sapessimo ascoltare e vedere diversamente la realtà.

La Zanon, attiva operatrice con l’associazione culturale Eterarte e con il gruppo di lavoro Apotema, conferma, con il Sogno dei Pesci, le sue doti di artista eclettica e sensibile ad una concezione di cultura scevra da preconfezionamenti e canoni standardizzati, portando la sua ricerca a sfiorare i confini della sperimentazione e del veramente nuovo. Di questi tempi, cose non da poco.


Articolo pubblicato sul quotidiano on line "Otranto Oggi" il 10/12/2012, 
visualizzabile al seguente indirizzo: