giovedì 31 gennaio 2013

PIETRE PREZIOSE IGNOMINIOSE di Zeiong Utemberg



Care amiche, cari amici. Di seguito, per "Spazio Autori" di Linea Carsica, un gradito ritorno: Zeiong Utemberg e il suo "Pietre preziose ignominiose". Racconto intriso di iperrealismo astratto, come egli stesso ama "non-definire" certa sua prosa. Buona lettura.







Gli indici puntati a cerchio, frecce o spade come cerchioni di ruota di bicicletta, mentre Radio Londra canta di case dolci, di case di zucchero. Home sweet home, di casalinghe col grembiule a pois, le fasce in testa che stringono i capelli lisciati, permanentati da amiche grasse, i tubi imbottiti di panna sparata da siringhe plastiche, i dolci in forno, tiepidi, compassionevoli, amanti dell’ordine, delle tette grosse, del sorriso morbido, degli zigomi marcati e le fossette, le fossette abbagliano, le gote inducono. Il microfono sfonda le casse. Altoparlanti celibi a caccia d’avventure. Organetti tristi dietro ombrelli in giorni di pioggia accordano stonati. La propaganda gioca forte. Bandiere e drappi sventolanti ossimori, teste rasate incontrano idee pazze, allucinanti tiritere del male. Mare di morte, prebenda oscena di mitiche fessure. Tra le dita il candore sconcio, scostumata apolide, tetta al vento, gonna super. Il palo degli altoparlanti è stato addobbato a festa: vedi le banderuole? Vedi come voltano? Girano girano girano, voltano voltano voltano. Che direzione prendono, riesci a vedere? Triangolini rossi blu verdi viola. Le ragazze fanno inchini, preparano dolci speziati, panpepati marzapani meringhe. Le ragazze fanno passi da giganti, osservano il marciare ottuso di ragazzi imbellettati. Ragazze ragazze è arrivato l’uomo nero: nascondetevi presto, nascondete il vostro seno. La Papuasia un sogno lontano, incubo perfetto anni fa, all’ombra dei negretti. Affamati di tutto. E noi a pance piene a guardare commossi. Ma mai vuoti, mai. Che ne è stato del Biafra? Del Ruanda? Del Mogadiscio? Del Nicaragua? Della stessa Cina? O dell’Iran? Com’è la Turchia a Mezzogiorno? Chi ha visto l’Iraq questa notte? E le strade di Damasco? Ancora ci si ferma in qualche tratto? È possibile vedere Il Cairo dormire? Uomo, uomo di merda com’è triste il tuo destino, tra i carri che rovinano per terra e le vite che passano vicino. Morti agghindate per la festa, morti fredde bagnate per metà riflettono menzogne a caro prezzo, finisce la cara verità. Policromi effetti disturbanti, tenui rimesse di giornata, cocomeri mangiati per la notte, molluschi vomitati a Mezzetà. Polipi maligni contrattano stasera. Stasera si porta pace per metà. Sempre in due è divisa la vita: due più due e l’intero si farà.