lunedì 28 gennaio 2013

TRA ANIMA E COSCIENZA di Siddharta-Asia Lomartire, edito da Albatros



Ho conosciuto Valentina Lomartire, in arte Siddharta-Asia, in occasione della presentazione del suo primo lavoro edito, La Tara dell’Ātman (Rupe Mutevole, collana La Quiete e l’Inquietudine, 2010). Una raccolta di liriche che a suo tempo mi colpì molto per i contenuti e per la forza dirompente del verso. Il suo recente ritorno in libreria con Tra anima e coscienza (Gruppo Albatros, collana Nuove Voci / Le Piume, 2012), mi ha nuovamente impressionato. Da parte mia, credo sia la conferma di un percorso poetico originale e potente, nel quale si riscontra una qualità importante della giovane autrice, classe 1987: la costanza. Un’attitudine al verso coltivata con dedizione, con un rivolgersi anima e corpo alla poesia. Ecco perché questo suo secondo lavoro, il cui titolo apre un’infinità di mondi, evocando luoghi psichici e fisici immensi, rappresenta un’ulteriore prova dell’ispirazione dell’autrice, frequentando, senza soluzione di continuità, il grande flusso della Poiesis. Oṃ Maṇi Padme Hūṃ, sottotitolo della silloge, è il mantra di Cenresig, Buddha della compassione, che protegge coloro i quali vivono un’incombente minaccia. Mantra tra i più diffusi, in particolare di scuola Mahāyāna, si può tradurre con la formula “Salve oh gioiello nel fiore di loto”, un’invocazione salvifico-soteriologica dallo spiccato simbolismo. Tutto questo non è un vezzo della giovane poetessa, bensì è una cosciente e matura apertura, in continuità con la prima raccolta, a quella presenza di contrari, bene/male, luce/ombra, cui la poetica della Lomartire attinge a piene mani. Versi magici quelli in questione, dove si respira costantemente un’aria quasi preternaturale, una dimensione sospesa tra il rarefatto e il tagliente, tra l’oscurità crepuscolare e la luce dell’anima pura. Di questo mondo pluridimensionale sembrano far parte alcune figure che l’autrice evoca con trasporto in diverse liriche. Presenze all’apparenza lontanissime, ma che pure sembrano essere reali e vive, come se nella sua poesia, nei suoi versi, le stessero accanto e, in qualche modo, interagissero con lei su un piano non soltanto ideale ma concreto. Non parliamo semplicemente di un ricordo, di un’effimera emozione, ma quasi di una giaculatoria del pensiero, di una formula invocatoria pregna di misticismo, di afflato simbolico, plasmata sul valore metafisico della parola, che si trasforma in espressione massima della trance poetico-alchemica della Lomartire: “[…] Di quest’anima / siete i custodi, / quando giace fredda, / e piano la prendete voi / e dall’ignoto la consolate […]”, Di quest’anima siete i custodi. Ecco, la Lomartire disegna i suoi mandala, le sue immagini simboliche fondate sulle geometrie figurali del cerchio e del quadrato, fluttuando sulle relazioni sussistenti tra diversi piani di realtà: “[…] Verrà la tristezza / ed entrerà senza bussare, / senza permesso, / presuntuosa / ci aggredirà e l’ameremo, / sino a che ci abbandonerà / e ne sentiremo la mancanza / quando / esploderemo di felicità, / troppa per tenervi testa […]”, L’albero della vita. I mandala non solo come forme archetipiche dell’inconscio, in cui echeggiano richiami junghiani, ma anche come figurazioni della personale sensibilità artistica dell’autrice, che scava a fondo l’animo umano, traendone nei versi un’intimità minimale e, al contempo, un’immanente universalità. Onestà intellettuale, sincerità di vedute e sensibilità intuitiva fanno di Siddharta-Asia Lomartire un’artista della parola, e il suo percorso poetico una rarità primordiale: “E il tuo sguardo non dice / di gioie, / né di passioni parla, / abbandonato ai sospiri di un paese, / respiri con esso, / delle strade di cui sei custode deriso. / Monumentale la tua presenza / ai miei occhi, / un’anima assente che urla, / una bianca ombra che mi appare. / Ricordo che mi accompagnerà / negli anni di silenzio, / quando guardando le luci di strade / nel mio pensiero ti vedrò passare”, Bianca solitudine.

Articolo pubblicato sul numero di sabato 26 gennaio del quotidiano "Il Paese Nuovo".