sabato 16 febbraio 2013

Oltre il muro delle distanze

Tu, che avanzi nel cuore della notte
e posi gli occhi sulle vertigini e
sulle ombre cave d'occhi lacrimosi,
tu, che nel porgere candele agli ospiti
del vento, soffi aliti di zinco e rame,
tu sei l'Alfa e l'Omega,
l'eterno ritorno, indice e medium
di giorni negletti vinti per caso  
nell'ora delle carte e dei semi,
spade, bastoni, denari, coppe,
tu, che innalzi castelli di carte
e con la cura della madre li ripari
con le mani e tremi,
tu, che nonostante gli anni
e gli anni ancora,
gli anni del passato
e quelli che non passano  
e gli anni d'un futuro distopico,
incerto flusso eppure unica via d'uscita
dalla morsa di Radici donate in Sepultura,
tu, che nell'auto sbiancata
della post-adolescenza hai trovato un posto
mai più abbandonato
e un posto in fondo al mio cuore d'aria,
prodigio pulsante di fondi vasti 
come deserti siderali.
Tu. Sei. Oltre. Il. Muro. Delle. Distanze.