mercoledì 31 dicembre 2014

A NUDA VOCE. Canto per le tabacchine (musicaos:ed) di Elio Coriano a Martignano

AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI MARTIGNANO
con L'ASSESSORATO ALLA CULTURA di MARTIGNANO
Sabato 3 Gennaio 2015 - Ore 18.00 a MARTIGNANO (Le)

presso PARCO TURISTICO PALMIERI (Piazza Palmieri)

- Saluti dell'Amministrazione Comunale, a seguire,

"A NUDA VOCE. Canto per le tabacchine.

di Elio Coriano (musicaos:ed)

Elio Coriano, testi - voce
Vito Aluisi, piano
Stella Grande, voce - canto

mercoledì 10 dicembre 2014

CANI ACERBI di Gianluca Conte (musicaos:ed) a San Donato di Lecce con l'associazione La Scisciula

L'associazione la "Scisciula" con il Comune di San Donato di Lecce, organizza "Fuori dalle righe. Incontriamoci in Biblioteca", una serie di eventi culturali (presentazioni di libri, incontri con scrittori e scrittrici, conversazioni tematiche) presso la Biblioteca Comunale di San Donato di Lecce. Questo giovedi la scrittrice Chiara Cordella dialogherà con Gianluca Conte, autore di "Cani acerbi", Musicaos:Ed.
Ingresso gratuito

mercoledì 12 novembre 2014

FUORI DALLE RIGHE! Incontriamoci in Biblioteca

L'associazione la "Scisciula" con il Comune di San Donato di Lecce, organizza "Fuori dalle righe. Incontriamoci in Biblioteca", una serie di eventi culturali (presentazioni di libri, incontri con scrittori e scrittrici, conversazioni tematiche) presso la Biblioteca Comunale di San Donato di Lecce.

mercoledì 5 novembre 2014

CRISTALLI DI SALE di Andrea Jagher (Phasar Edizioni)



Care amiche, cari amici, per le recensioni di Linea Carsica, vi proponiamo questo piccolo, frizzante libro. Buona lettura. 

Scandagliando lo scenario italiano degli scritti filosofici – per la verità mai troppo nutrito – si possono fare delle interessanti quanto piacevoli scoperte. È il caso di Cristalli di sale di Andrea Jagher, Phasar Edizioni, 2007. Ponendosi tra l’aforismario e il prontuario filosofico e compendiando un’analisi a-metodica di una realtà – la nostra – spesso irreale, il libro di Jagher colpisce per la pungente ironia e per la critica mordace (mai sterile) e, ponendosi come una guida al pensiero sui generis, sembra non risentire dell’inflazione temporale, mantenendo vivissima la propria attualità.

Seppur percorrendo una strada, quella dell’aforisma, già battuta da illustrissimi pensatori (inevitabile, infatti, riportare alla mente i vari Schopenhauer, Nietzsche, ecc.) lo scritto in questione propone un percorso originale, e quanto mai frizzante, nell’odierna globalità; un denso e succoso itinerario che si addentra nell’universo filosofico contemporaneo, sintetizzato in una breve e gustosa opera. L’universo del conoscibile è immenso, trovare dei punti fermi potrebbe apparire impossibile, e forse lo è, ma l’intellettuale (non si abbia timore di questa parola!) ha il diritto/dovere di cercare delle risposte o quantomeno di formulare delle domande sensate, che vadano a fondo nei meandri delle questioni universali, prime o ultime che siano. Delle volte, quella che a prima vista potrebbe sembrare vaga frammentarietà – ci riferiamo alla forma dell’aforisma in generale – rivela una profondità che difficilmente è possibile riscontrare altrove. D’altronde, se anche una personalità infuocata come quella del filosofo di Röcken si è avvalsa di questa formula, non si può che riconoscerne un valore intrinseco, soprattutto, come a proposito di questo scritto dello Jagher, quando si ha l’impressione che nulla venga lasciato al caso e che tutto sia il risultato di un’attenta analisi (e sintesi) del Cosmos/Caos. Già, perché la dualità, l’eterna diseguaglianza di un mondo che è Ordine/Disordine e la diuturna concomitanza di questi aspetti ad un tempo contrastanti eppure impossibilitati ad escludersi l’un l’altro, traspaiono perfettamente da questo singolare viaggio filosofico. A nostro parere, poi, non è parso improprio vedere in molti passaggi alcune suggestioni che sembrano strizzare l’occhio a Karl Kraus; ci riferiamo soprattutto ad alcune bordate di stampo politico-sociale, dove il pensiero filosofico tout court si accompagna ad una sana e robusta disamina dell’esperienza fattuale della comunità/società. Essere vigili, coscienti, senzienti. Tutte qualità quasi precluse al giorno d’oggi, in cui la ragione e il senso critico sembrano dormire sonni profondi. In questa situazione di stallo psico-emozionale, il pensatore può, anzi deve, dare un segno di avvedimento, di rivalsa, di ribellione ad uno status d’immobilismo mentale e sensoriale.

Ma l’aforisma non è appannaggio solo dei filosofi. Oscar Wilde, nella sua eccezionale produzione letteraria, ci ha consegnato delle brevi quanto eccezionali “sentenze”. Si può essere o meno d’accordo sul contenuto delle stesse, ma non si può dubitare sul dinamismo e sulla sagacia che sprigionano queste piccole immense gemme. Condensare in poche, pochissime parole delle idee universali: quanto di più difficile si possa immaginare, ma se tale operazione viene realizzata con onestà e leggerezza il risultato diventa veramente apprezzabile. Cristalli di sale ci sembra un buon esempio di come il diktat filosofico inflessibile e il dogma cristallizzato (si perdoni il richiamo al titolo!) possano essere modellati con la fluidità di un pensiero obliquo e con l’arguzia di una mente ironica. L’antico adagio secondo cui la flessibilità avrebbe sempre vinto sulla rigidità appare quanto mai attuale.







sabato 11 ottobre 2014

CANI ACERBI di Gianluca Conte a Copertino per "Ottobre Piovono Libri"

COPERTINO...
Ottobre Piovono Libri: Gianluca Conte presenta "Cani acerbi"

Domenica 12 Ottobre 2014, alle ore 19.00, nell'ambito della manifestazione “Ottobre piovono libri”, Gianluca Conte presenterà il suo romanzo “Cani acerbi” (musicaos:ed), presso la Chiesa delle Clarisse di Copertino, in una serata organizzata dall'Assessorato alla Cultura. Dialogherà con l'autore, Luciano Pagano.

“Come in una visione hitchcockiana, il mondo di Conte viene travolto da un mistero, i cani attaccano inspiegabilmente, la terra soccombe per un momento sotto la potenza della natura, l’uomo è costretto a piangere i suoi morti.”
Il Fatto Quotidiano, Laura Mangialardo

“Uno scenario bulimico, provincialista e catramato, fatto di gigioni, miserabili e masnadieri, e uomini di dignità nei quali dimora ancora quel briciolo di civiltà.”
Mangialibri, Luca Benvenga

“Cani acerbi” è una narrazione del nostro Tempo resa con una prosa ch'è figlia della poesia la prosa del poeta Gianluca Conte è asciutta e ricercata, come di chi facendo versi ha imparato a dire molto col minor numero di parole possibile e, soprattutto, cercando e trovando l'unica parole per dar corpo a un'emozione, a uno stato, a un sentire, a un vissuto, a un desiderio, a una denuncia...”
(s)Pagine, Vito Antonio Conte

“Una scrittura leggera e al contempo sobria che ci fa scoprire la vita che scorre nel Salento. “
SatisFiction, Maria Caterina Prezioso
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CANI ACERBI, primo romanzo scritto da Gianluca Conte, racconta le vicende di Riccardo, inviato precario di un giornale locale, e Alessio Delmale, contadino km0 e aiutante fidato dell’amico giornalista. Nella noiosa routine di un Salento invernale, costellato di discariche abusive di eternit, dove il calore estivo è un ricordo sbiadito, basta poco perché si apra uno squarcio sopra un mondo che specula dove può, dal dissesto idrogeologico all’immondizia, dalla prostituzione alla corruzione politica.

Sembra filare tutto liscio, finché una sera, ai due, non viene riservata una sorpresa. Quale mistero si cela dietro i cerchi di fuoco che fanno la loro comparsa nelle campagne di Scorcia? Cosa si nasconde dietro l’improvvisa ferocia dei Cani?

GIANLUCA CONTE è nato a Galugnano, in Salento, nel 1972. Laureato in filosofia, è poeta, scrittore, operatore culturale. Con il Centro Studi Tindari Patti ha pubblicato la silloge “Il riflesso dei numeri” (2010), finalista al concorso nazionale “Andrea Vajola”. Con Il Filo Editore, ha pubblicato “Insidie” (2008). La sua terza raccolta, intitolata “Danza di nervi” (Lupo Editore, 2012), ha vinto il Premio PugliaLibre 2012 nella sezione ‘raccolta lirica’. Con musicaos:ed ha pubblicato, il romanzo “Cani acerbi”, il saggio “Carmelo Bene inorganico” e un ebook doppio, intitolato “La boutique della carne”/”Teste d'osso”.
Info:
info@musicaos.it
www.musicaos.it

martedì 23 settembre 2014

A NUDA VOCE. Canto per le tabacchine, di Elio Coriano (musicaos:ed, poesia 01)


Elio Coriano con questa sua opera intende restituire una voce alle tabacchine morte il 13 giugno 1960 a Calimera, a causa di un incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. Questo canto si unisce a quello di una generazione di salentini che hanno lavorato, anche in condizioni disumane, per garantire un futuro ai propri figli.

Introduzione di Ada Donno
Interventi di Francesco Aprile, Luciano Pagano
edizione italiana e inglese

Elio Coriano è nato a Martignano nel 1955. Poeta e operatore culturale, insegna italiano e storia presso l’Istituto Professionale “Egidio Lanoce” di Maglie. Con Conte Editore ha pubblicato “A tre deserti dall’ombra dell’ultimo sorriso meccanico” (Three deserts from the shadow of the last mechanical smile – Premio Venezia Poesia 1996), nella collana Internet Poetry, fondata da Francesco Saverio Dodaro. Con “Le pianure del silenzio” tradotto in cinque lingue, ha inaugurato sempre per Conte Editore, E 800 – European literature, collana diretta e ideata da Francesco Saverio Dodaro.

Nel 2005 ha pubblicato per “I Quaderni del Bardo”, “Dolorosa Impotenza. Il Mestiere delle Parole” con dieci disegni di Maurizio Leo e la prefazione di Antonio Errico. Nel 2006 per Luca Pensa Editore, nella collana Alfaomega, ha pubblicato “Scritture Randage”con la prefazione del filosofo cileno Sergio Vuskovic Rojo. Del 2007 è “H Letture Pubbliche (poesie 1996-2001)” con ‘i libri di Icaro’.

Nel 2004 fonda assieme a Stella Grande e Francesco Saverio Dodaro il gruppo di musica popolare “Stella Grande e Anime Bianche” di cui è curatore dei testi e direttore artistico. Inoltre, negli ultimi due anni, ha curato e messo in scena una sua orazione su Gramsci, intitolata FÜR EWIG, accompagnato dal pianista Vito Aluisi. Nel 2010 pubblica, per Lupo Editore, “Il lamento dell’insonne”, vincitore nel 2012 del premio nazionale “Città di Mesagne”. Nel 2013, pubblica “Für Ewig 3” (Lupo Editore), presentato per il “76° Gramsci, Pensatore Unitario” il 27 giugno 2013 presso la Camera dei Deputati. I testi di “A nuda voce. Canto per le tabacchine” fanno parte di uno spettacolo teatrale e musicale realizzato con Stella Grande e Anime Bianche.

Elio Coriano – A nuda voce. Canto per le tabacchine musicaos:ed poesia 01

Disponibile qui:

Libro

Ebook

giovedì 11 settembre 2014

ESTETICA E CINEMA a cura di Daniela Angelucci (il Mulino)

Da Canudo a Ejzenstein, da Benjamin a Zavattini, Pasolini e Deleuze: attraverso una scelta di testi che comprende sia alcuni scritti sul cinema dei primi del Novecento sia contributi recenti, il volume presenta i momenti più significativi della riflessione estetica intorno alla "settima arte", quella cinematografica. Vi trovano posto opere fondamentali in prospettiva filosofica, ma anche interventi che nel tempo hanno acquisito importanza dal punto di vista culturale e sociologico. Il percorso di lettura che si delinea rivela come la pratica cinematografica sia stata da sempre affiancata da un complesso di interventi critici, commenti e teorie che hanno nutrito, cambiato e arricchito il cinema. Fra i temi ricorrenti, il rapporto tra il reale e la sua riproduzione filmica, il confronto tra l'aspetto visivo e quello narrativo, il legame e il debito del cinema con le innovazioni tecnologiche e la modernità.

martedì 9 settembre 2014

GLI ULTIMI. La magnifica storia dei vinti, di Domenico Quirico (Neri Pozza)

La Storia ha assegnato ad alcuni personaggi il compito, affascinante, crudele e immane, di liquidare o di scuotere dalle fondamenta costruzioni storiche secolari, possenti ideologie, imperi e regni che avevano quasi assorbito il mondo. Un compito tragico nel senso classico del termine: perché la maggioranza tra gli Ultimi si è caricata sulla schiena questo peso essendone pienamente consapevole. Tutti erano in qualche modo certi che, comunque avessero assolto l’impegno, sarebbero rimasti nella Storia con il marchio degli infami, dei vinti, di notai miserabili di una eredità dilapidata, di traditori di fedi che dovevano essere incrollabili.
Non c’è riconoscenza per gli Ultimi che sono sempre dei vinti agli occhi dei posteri.
Eppure il Mondo Nuovo, che sorge sulle ceneri del Vecchio, spesso è opera loro.
Tanti i casi e le storie esemplari: da Dario, il fragile, umanissimo, disperato rivale di Alessandro, a Gorbaciov, tormentato e malaccorto affossatore dell’Impero rosso di Lenin e di Stalin; da Atahualpa, ultimo inca paralizzato dai presagi della fine a Pu Yi, che nacque imperatore nella città proibita e finì guardia rossa; da Romolo Augustolo, l’imperatore per conto di un padre che non voleva la porpora pur avendo il potere, a Benedetto XVI che scoprì all’improvviso che non si può guarire neppure la chiesa dall’ingiustizia e dalla stupida ferocia degli uomini.
Un libro affascinante, un grande racconto degli infami e dei vinti della Storia che invita a cercare nella sconfitta, nella decadenza e nell’oscurità del declino la luce e il vagito del Mondo Nuovo.

sabato 6 settembre 2014

SCRITTI SULL'ARTE di Charles Baudelaire (Einaudi)

«Gli scritti d'arte di Baudelaire compongono un libro intimamente unitario per la costanza dei temi e delle figure che si avvicendano, in uno sviluppo a spirale, assecondando il ritmo libero e imprevedibile della contingenza, e piú ancora per la forza nativa di un temperamento e di un metodo entro cui la grande cultura romantica, da Balzac, a Delacroix, da Hoffmann a Stendhal, da Poe a Wagner, si trasforma in una speculazione appassionata e intransigente sull'arte "moderna" e sui suoi rapporti, difficili e oscuri, con lo spirito borghese della nuova società industriale. [...]. Vedere un quadro per Baudelaire è allo stesso tempo un atto di ricezione e di pensiero, dove la parola diviene necessaria proprio per illuminare il momento riflesso dell'esperienza e il suo prolungarsi in un nuovo universo di "idées" e "rêveries", nel quale si mette poi di fatto alla prova la vitalità stessa delle immagini. [...]. La forza speculare dell'immagine si traduce di continuo in tensione d'idea dinanzi ai grandi temi del colore e del grottesco, della modernità e dell'anticlassicismo, dell'immaginazione e del realismo, della tecnica e dell'artificio. Di qui viene ai Salons di Baudelaire, insieme ai limiti a cui conduce un punto di vista "esclusivo", una funzione di testo capitale e insostituibile nella critica d'arte moderna». Dall'Introduzione di Ezio Raimondi

venerdì 5 settembre 2014

HO COSTRUITO UNA CASA DA GIARDINIERE di Gilles Clément (Quodlibet)

Non lontano dalla casa di famiglia che ormai gli è vietata, in quella valle delle Farfalle dove, bambino, faceva le sue prime esplorazioni da entomologo, Gilles Clément costruisce letteralmente con le proprie mani una capanna di pietre. Nel profondo della campagna francese degli anni Settanta, egli immagina intorno alla sua nuo va casa un giardino in movimento, un osservatorio delle specie, un laboratorio della natura in cui trovano già spazio tutte le preoccupazioni ambientali che lo renderanno un paesaggista celebre e rispettato nel mondo.

giovedì 4 settembre 2014

I PRINCIPI DEL CALCOLO INFINITESIMALE di René Guénon (Adelphi)

È singolare come nei suoi ultimi anni Guénon abbia voluto dedicare un libro a una questione matematica quale il calcolo infinitesimale, introdotto da Leibniz e poi diventato un pilastro della scienza moderna. Ma evidentemente riteneva che qui fossero in gioco problemi di altissima rilevanza. Tralasciando gli aspetti pratici connessi al calcolo matematico – per lui «del tutto privi di interesse» –, Guénon si concentra sui princìpi che dovrebbero costituire il fondamento di ogni sapere particolare, e chiarisce nozioni che in realtà, in quanto passibili di essere trasposte analogicamente e di acquisire anche una valenza metafisica, attraversano l’intera sua opera: dal significato della serie dei numeri, dell’unità e dello zero alle fondamentali differenze fra l’«infinito» propriamente detto e l’«indefinito», fra il continuo e il discontinuo, fra la quantità e la qualità. Guénon mostra come le difficoltà concettuali e i dubbi affrontati da Leibniz e dai matematici che dopo di lui si cimentarono con l’idea dell’infinito discendano dall’abbandono di quel rigore intellettuale proprio del pensiero metafisico che, in rapporto alla mera indagine empirica e razionale cui sono confinate le scienze moderne, rappresenta un «passaggio al limite» – rispetto al quale, secondo Paolo Zellini, anche le «formule del calcolo più avanzato non possono sempre dichiararsi estranee».

mercoledì 3 settembre 2014

I BAMBINI DI TOREY HAYDEN. L'esperienza e gli insegnamenti della "maestra dei casi difficili", di Torey L. Hayden, Micheal J. Marlowe (Corbaccio)

Per anni Torey Hayden ha insegnato in classi speciali e a bambini "difficili": da questa sua esperienza sono nati alcuni fra i suoi racconti più belli, come Una bambina. In questo libro, la Hayden insieme a Mike Marlowe, professore universitario che si occupa di formazione degli insegnanti, analizza quello che col tempo è diventato un vero e proprio metodo di insegnamento. Torey Hayden si rifà alle sue storie e le utilizza per inquadrare le relazioni con i ragazzi. Insegnanti, studenti, genitori e figli ritroveranno negli esempi contenuti tutta l'umanità e la passione che la Hayden ha profuso nei suoi libri e uno strumento fondamentale per impostare un rapporto basato sull'amore, sulla comprensione e sul rispetto reciproci, fra adulti e ragazzi - difficili, problematici - ma anche semplicemente "ragazzi". 

martedì 2 settembre 2014

FLATLANDIA di Edwin A. Abbot (Einaudi)

Flatlandia è un mondo a due dimensioni, immaginato come «un vasto foglio di carta sul quale Linee rette, Triangoli, Quadrati e altre figure geometriche si muovono senza però la facoltà di sollevarsi né di scendere al di sotto del loro livello». Ce lo racconta un Quadrato, suo abitante, che nella seconda parte del libro fa esperienza della spocchiosa tracotanza dei sovrani di Puntolandia e Linealandia, e subisce le minacce della Sfera convinta della sua superiorità. Infine, tutti sono ugualmente schiavi dei rispettivi pregiudizi dimensionali.
Favola geometrica di impareggiabile fantasia, Flatlandia è molto piú di questo; come scrive Claudio Bartocci nella sua ricca introduzione, è un'opera plurivoca: esemplificazione didattica, utopia, satira sociale, esercizio di argomentazione, riflessione teologica. 

lunedì 1 settembre 2014

I SIGNORI COL BERRETTO. La dittatura raccontata dai bambini, di Hugo Paredero (minimum fax)

Questo libro nasce la notte del 10 dicembre 1983 nel ristorante Hermann, a Buenos Aires. Dopo sette anni di dittatura militare ferocissima, dopo migliaia di omicidi di stato, di «voli della morte», di persone torturate e desaparecide, Hugo Paredero sta festeggiando, come tutta l’Argentina, il ritorno alla normalità. Al tavolo accanto al suo ci sono due bambini, mangiano il dolce e guardano lo spettacolo della festa in strada con grande serietà. A un tratto parlano:
«Perché tutti quanti sono diventati contenti all’improvviso?»
«Perché è arrivata la democrazia...»
«E allora se gli piaceva tanto perché non l’hanno fatta venire prima?»
«Perché pare che hanno dovuto discutere per un saaacco di tempo con i signori col berretto».
«Ah sì, lo so, quelli cattivi!»
Quando Paredero esce dal ristorante, sa che libro deve scrivere: la storia della dittatura raccontata esclusivamente dai bambini. Ci metterà più di un anno per fare tutte le interviste, a 150 bambini dai 5 ai 12 anni; e ci metterà più di due decenni per trovare un editore disposto a pubblicarglielo. Arricchita dalla prefazione di Marco Bechis, regista di Garage Olimpo, vi presentiamo oggi la prima traduzione italiana di questo libro unico: commovente, civile, necessario, storico. Un atto d’amore verso i testimoni più innocenti della brutalità della storia.

domenica 31 agosto 2014

ANTICA TERRA. Viaggio sentimentale nel Salento, di Vito Adamo (Lupo Editore)






Care amiche, cari amici, per le recensioni di Linea Carsica vi proponiamo questa interessante e profonda raccolta di Vito Adamo. Buona Lettura.

 
[…] Non mi importa di conoscere il tuo nome,

non mi importa cosa indosserà la mia anima

non mi importa cosa sarò domani,

… mi importa d’incontrarti in quell’attimo assoluto

di un sorriso…



(Il nostro sorriso, p.76)





Se qualcuno è convinto che la poesia contemporanea – soprattutto quella segnata da certe venature esistenzialiste – sia soltanto un coacervo di visioni distopiche e cronico pessimismo, dovrebbe leggere questa raccolta poetica firmata da Vito Adamo, Antica Terra. Viaggio sentimentale nel Salento, Lupo Editore, 2014. Nel libro in questione non c’è lirica che non inneggi alla vita, alla bellezza, alla profondità dell’emozione e del sentimento. Sentimento che, già evocato dal titolo, sottende l’intera silloge. Il lettore faccia attenzione: stiamo parlando di sentimento non di sentimentalismo. Si tratta di emozioni vere, oneste, come non se ne respirano più al giorno d’oggi. L’autore non ammicca a facili trasporti pseudo-romantici, non usa comodi espedienti poetici per attirarsi la simpatia di chi legge, tutt’altro; il poeta ci parla col cuore in mano, un po’ come un fanciullino di pascoliane reminiscenze. E proprio al Pascoli – non a caso ricordato da Luciano Pagano nella prefazione alla silloge – sembrano ispirati diversi momenti: «[…] c’è quel bambino accanto a me / mi tiene per mano, / mi dice non andare / resta ancora… e guarda insieme a me…», Paese, p. 24. Un ricco minimalismo – si perdoni il contrasto – percorre la raccolta, così che le descrizioni non appaiono come ovvi paesaggi/fraseggi da cartolina ma fotogrammi vivi, tenuti accanto al cuore come i beni più preziosi: «tira un forte vento di tramontana / il sole cattura ogni angolo tra le case / inseguendo il vento…», Vento di tramontana, p. 72.

Un lirismo puro, integro, non contaminato dalla piaggeria di certi modi di poetare alla moda, quello di Adamo; una sensibilità difficile da incontrare oggigiorno, capace di donare a chiunque s’immerga nelle righe (e nelle fotografie) di questo libro momenti di alta Poesia, anche quando i tempi sembrano farsi tristi, o quando il poeta cerca rifugio in qualcuno o qualcosa che sappia accoglierlo: «Tienimi per mano stella / …Tienimi quando tutto sembra scontato e non lo è… / Mi arrendo a volte, / ma mi riprendo quando ti vedo... […]», Tienimi per mano, p. 41.

Come non rimanere colpiti dalla dolcezza e dalla forza di certi passaggi?: «… i solchi della terra rossa, / ora sì li vedo sulla fronte di mio padre. / È vita che scorre e segna, vita che si racconta, / ritorno ad essere bambino / per sentire tra le mie piccole mani / quelle mani grandi di mio padre […] mio padre, silenzioso come questo vento / che sfiora ogni foglia.», A mio padre, p. 48.

E tante dediche – alcune dichiarate, altre più o meno velate – sono disseminate all’interno della raccolta, e sono dediche sentite, vere, oneste. Ecco: “onestà”, a nostro parere, è la parola chiave di quest’opera, che lascia alla nostalgia soltanto quel tanto che basta a struggere i cuori nel ricordo, senza crogiolarsi nella mera ricordanza ma strizzando l’occhio al presente e al futuro.



Concludiamo lasciandovi con la lirica Amico mio, p. 92, dall’immenso valore affettivo/emozionale (parte della quale si può leggere in quarta di copertina), ché, a volte, meglio di tante parole parlano i versi.



sai amico mio

… sto bene quando ci raccontiamo

e quando sappiamo trasformare il tempo

in colori inventati… sognati…



solo nostri…



e ci prende quella voglia di volare…

ci diranno che siamo matti… bambini

ma non importa…

Tu mi hai detto un giorno…

che nella vita quello che rimane è quello che siamo…

nient’altro…

e io voglio che rimangano i colori del tempo

quello condiviso con un sorriso… una lacrima

che può sciogliere… mescolare… fondere…

ogni tono di luce… ogni colore del nostro tempo…



… sai amico mio

ci diranno che siamo matti… che siamo bambini

… ma non importa.



sabato 30 agosto 2014

L'OPERA D'ARTE NELL'EPOCA DELLA SUA RIPRODUCIBILITÀ TECNICA di Walter Benjamin (Einaudi)

«L'importanza che Benjamin attribuiva a L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica (e da ciò l'esigenza di una edizione come questa, che finalmente permettesse di comprendere nel loro insieme la sua genesi e tutte le sue "varianti") risulta evidente dalla nota lettera a Kraft del dicembre del 1935: egli afferma con enfasi di ritenere di avervi fissato la cifra dell'"ora del destino" che è scoccata per l'arte. Non può trattarsi, quindi, di una semplice fenomenologia delle piú recenti tendenze, né dell'apprezzamento del loro carattere rivoluzionario rispetto alla espressione artistica tradizionale, e neppure di una teoria delle nuove Muse: fotografia e cinema. L'ambizione è incomparabilmente maggiore: si tratta di comprendere la crisi del fatto artistico, dell'arte in quanto tale, di una filosofia della crisi dell'arte, destinata, per ciò stesso, ad assumere i toni di una vera e propria filosofia della storia».
 
Massimo Cacciari

mercoledì 27 agosto 2014

CANI ACERBI di Gianluca Conte (musicaos:ed) all'Oasi Salento Residence Hotel

CANI ACERBI, NEL ROMANZO



MELENDUGNO – Un Salento “invernale”, lontano dai riflettori, ci restituisce uno spaccato impietoso della realtà quotidiana alla quale siamo abituati, con disincanto nei confronti dei vari dissesti cui purtroppo ci stiamo abituando, da quello idrogeologico a quello ambientale, passando per i crimini che molto spesso vengono taciuti. E’ il romanzo di Gianluca ConteCani acerbi” (Musicaos: ed Smartlit 2), che sarà presentato stasera alle ore 18.30 presso “Oasi Salento Residence Hotel” sulla strada provinciale che da Melendugno porta a Torre Dell’Orso.

“Come in una visione hitchcockiana, il mondo di Conte viene travolto da un mistero, i cani attaccano inspiegabilmente, la terra soccombe per un momento sotto la potenza della natura, l’uomo è costretto a piangere i suoi morti. Un’apocalisse momentanea che si riflette nel temperamento del libro” (Laura Mangialardo, Il Fatto Quotidiano).

L’evento è organizzato da Le Ali di Pandora e Secara Animazione.

Info: 34785196/ 3284185319/ 3395607242

Fonte: il tacco d'Italia
Info book: www.musicaos.it 

martedì 26 agosto 2014

UNA GEOGRAFIA PROFONDA. Scritti sulla Terra e l'Immaginazione, di Barry Lopez (Galaad Edizioni)



Care amiche, cari amici, per le recensioni di Linea Carsica vi proponiamo questo affascinantissimo libro di Barry Lopez. Buona lettura.

Quando il desiderio di conoscenza di luoghi sperduti della Terra incontra la voglia di raccontare quei luoghi e le esperienze ad essi legate, non può che nascere un’opera da cui trapela una passione incontrollabile per l’avventura, il viaggio, l’esplorazione. È il caso di Una geografia profonda. Scritti sulla Terra e l’Immaginazione di Barry Lopez, Galaad Edizioni, 2014. Amore per l’essere sempre in cammino e per la scoperta, dunque; ma a chi crede di trovarsi davanti a un semplice reportage giornalistico o all’ennesimo diario di viaggio occorrerebbe dire che questo libro è molto di più. Innanzitutto perché Lopez ha tutte le qualità (tecniche ed emozionali) del vero scrittore, poi perché la sua ricerca non si limita a descrivere le amenità di recondite aree naturali (flora e fauna comprese) ma da un lato le penetra in profondità, instaurando con i luoghi un rapporto vero, non turistico, non superficiale, non di facciata; dall’altro lato pone degli interessanti spunti di lettura riguardo i rischi (ad oggi purtroppo ancora non ben considerati!) di un progresso-regresso che, in nome di uno sviluppo folle e inarrestabile, ha causato e continua a causare apocalittici danni al nostro pianeta. I suoi studi, che per oculatezza e meticolosità potremmo ben chiamare indagini, spaziano dalle zone ghiacciate a quelle oceaniche, da quelle desertiche a quelle boschive. Egli osserva, ad un tempo, con l’occhio del bambino e dell’adulto, cogliendo anche i più piccoli particolari, che ai più potrebbero apparire marginali. Dall’attenta lettura di quest’opera non è difficile capire che sono proprio quei particolari a fare la differenza, soprattutto se si tratta di luoghi impervi, dove l’inutile e il superfluo lasciano il posto all’utile e all’essenziale. Un utile che non è da intendere nel senso umano/utilitaristico della convenienza, bensì nel senso primario/primordiale dell’operosità, del naturale contributo di ogni singola elementare particella al buon “funzionamento” dell’universo. Anche l’approccio antropologico rispetto alle popolazioni che abitano sperduti angoli della Terra risente di questa filosofia di studio non invasiva e non aggressiva: la sensibilità e l’empatia di Lopez nei confronti dei luoghi lasciano sbalorditi, perché accompagnate da una conoscenza tecnico-scientifica davvero straordinaria. A metà tra il saggio e il racconto, Una geografia profonda appassiona il lettore oltre che per la profondità delle vedute, per la ricercatezza dei dettagli, che si colgono pienamente come parte di un tutto armonico e perfettamente ordinato, pur nei momenti di apparente caos. Uomini, animali, piante, corsi d’acqua: tutto acquista una magia particolare, svincolata dai dettami di un post-romanticismo da copertina. Lopez non lascia spazio a facili e melensi innamoramenti da turisti à la page, ciò che sembra premere all’autore non è lanciare inviti a visite-safari o a viaggi pro fotografi dell’ultima ora, bensì  cercare di aprire un varco per entrare in punta di piedi, ma a fondo, nelle “dimensioni-altre” di quei luoghi, dimensioni che “altre” non dovrebbero essere, ma dovrebbero appartenerci, come noi, in quanto esseri viventi, apparteniamo a loro. Ecco allora che il richiamo ad una umanità della responsabilità nei confronti del pianeta sembra trovare nella ricerca dell’autore un punto fermo. Se già qualche decennio fa Hans Jonas aveva messo in guardia l’uomo dai possibili risvolti catastrofici di una vita vissuta in modo deresponsabilizzato rispetto alle problematiche ambientali, Lopez, a distanza di tempo, e dopo tutti i disastri ecologici avvenuti dall’uscita dell’ultimo saggio di Jonas ad oggi, non poteva esimersi (prima ancora che come studioso come essere umano) dal mettere al centro della propria riflessione e della propria scrittura queste importantissime tematiche.
Una geografia profonda è un libro per chi ama la natura, il viaggio, l’esplorazione e i luoghi non uniformati alla logica del massacrante progresso tecnologico, è altresì un libro per chi si riconosce in un mondo “ecologicamente” giusto ed è attento al rispetto dell’ambiente e degli esseri viventi, uomo compreso.