lunedì 10 febbraio 2014

BE PELUCHE - Azione di art mob a Villa Baldassarre



In un freddissimo giorno di fine gennaio, a Villa Baldassarri, una piccola località del Salento nelle vicinanze di Guagnano, ha fatto la sua comparsa una tenerissima installazione – trattasi di tanti, tantissimi peluches appesi alle pareti della scuola elementare (l’edificio è ormai abbandonato) – che ha suscitato le più disparate emozioni negli osservatori. Di cosa si tratta? È “Be Peluche”, azione di art mob ad opera dei gruppi Viva Villa e A.No.Vi. (Arte No Violenza). L’art mob, utilizza la tecnica del flash mob attraverso l’arte. In passato, i gruppi in questione hanno organizzato altri eventi a Cerano, contro l’inquinamento dell’arcinota centrale; sulla Statale Maglie-Otranto, contro lo sventramento degli ulivi secolari; a Mesagne, in Contrada Vasapulli, contro il fotovoltaico selvaggio. Dice Mina D’Elia, artista che opera all’interno del movimento Arte No Violenza: «È l’arte contro la devastazione del territorio, per salvaguardarlo da ogni forma di violenza». C’è, nelle intenzioni degli artisti, l’idea di annullare le distanze tra il centro e la periferia, donando a quest’ultima un’attenzione che la riporti alla vita. Sarebbe, dunque, un primo vero intervento in cui l’arte viene usata come uno stimolatore del dialogo, per coinvolgere tutta la comunità, per “fare” comunità. In prima istanza, l’arte come bene comune. Purtroppo, come spesso accade, le istituzioni rispondono in modo edulcorato, quando non sono del tutto assenti. In questo caso, gli artisti lamentano lontananza e silenzio. Ma non c’è da scoraggiarsi: l’arte può e deve essere uno strumento di socializzazione, di condivisione e di lettura critica della realtà, perfino di abbattimento dei conflitti. Aggiunge la D’Elia: «Usare la dolcezza e l’arte per rendere possibile la speranza, per combattere il brutto che scaturisce dalla mancata salvaguardia della terra; pensiamo, ad esempio, alla cementificazione, alla cancellazione del paesaggio, all’inquinamento. Delle volte tutto appare tetro e difficile, come difficile appare il futuro dei nostri ragazzi, che non hanno più guide umane, e soffrono la cancellazione dei saperi, dei valori di condivisione». Ma non tutto è perduto, anzi. È in atto una rivalutazione delle zone di periferia, contro quella che viene definita la “filosofia del margine”. Il fine ultimo è creare un laboratorio urbano che veda coinvolto tutto il paese. D’altronde, i primi segni positivi si sono già riscontrati: la cittadinanza ha risposto a caldo con una passiva curiosità, per poi passare a porre attivamente delle domande. A tal proposito la D’Elia: «Si è capito che dietro tutto il nostro lavoro c’è un messaggio, non un gioco di ragazzini. Questa non è un’azione nostalgica ma un “fare comunità”, rendere cioè possibili le relazioni tra persone, relazioni che oggi sembrano distrutte». L’artista ha poi aggiunto che l’azione artistica in questione non rimarrà un episodio isolato, ma sono già in preparazione altri eventi, sempre all’insegna della partecipazione e della condivisione. Questa “chiamata all’arte” – come la D’Elia ama chiamarla – ha già avuto come risultato immediato la creazione del gruppo Viva Villa, che non esisteva e si è creato come diretta conseguenza dell’evento, dice ancora la D’Elia: «Quasi un primo frutto di un modo “diverso” di fare arte, di sollecitare la capacità creativa e il desiderio di condivisione che altrimenti resterebbero inespressi. Il gruppo è formato da ragazzi e ragazze che credono di dovere cercare nuovi modi per modificare la realtà attraverso la cultura e, da oggi in poi, continueranno a farlo». E allora, con l’augurio che altre persone, altre associazioni, altre comunità accolgano lo spirito d’iniziativa di questi artisti e ovunque – dunque anche nel nostro assonnato Salento – ci sia un’idea dell’arte e della cultura condivisa e onnipresente, non rimane che dire: “VivaVilla! Be Peluche!”.

L’installazione sarà visionabile fino al 25 Marzo 2014.

Pubblicato su SPAGINE della domenica 16, Periodico dell'Associazione Culturale Fondo Verri, 9 febbraio 2014: http://issuu.com/mmmotus/docs/spagine_della_domenica_16