mercoledì 30 luglio 2014

LUCIANO PAGANO e GIANLUCA CONTE: due nuovi ebook MUSICAOS

Musicaos:ed pubblica 2 nuovi ebook, con 4 nuove storie, portandosi così a quota venticinque titoli, tra libri e ebook, pubblicati fino a oggi dal settembre 2012. Si comincia con il doppio ebook di Luciano Pagano, 2 racconti noir intitolati “Due vite in trasferta” e “Terra senza prezzo”. I due racconti noir sono comparsi a puntate sul settimanale “Il corsivo”, nell’estate del 2008, e non sono mai stati ripubblicati altrove. “Terra senza prezzo” racconta la storia di un uomo che vive nel Nord Italia, a Pavia, e che riceve in eredità una terra nel Salento, legata a strani traffici che lo costringeranno a ‘chiudere i conti’ con il passato della sua famiglia. “Due vite in trasferta” racconta la storia di Marina, matricola universitaria che si trasferisce a Lecce e che diverrà, suo malgrado, testimone di un fatto criminoso.

I due racconti inediti di Gianluca Conte si intitolano “La boutique della carne” e “Teste d’osso”. Nel primo racconto, allargando ad altre vicende la sua ‘geografia letteraria’, Conte ambienta il racconto nel paese di Scorcia, lo stesso dove trovano luogo le vicende del suo primo romanzo “Cani acerbi”, pubblicato in febbraio con Musicaos:ed. In una Scorcia a tratti grottesca e surreale a tratti iperreale, il sentimento e la passione di Anna, da bambina aiutante di Pasquale, macellaio doc, considerato un artista della carne, e ora docente di lettere, lottano con l’inaspettata indifferenza nei confronti della morte – e forse anche della vita – di persone che dovrebbero educare e invece latitano. La protagonista, a muso duro, cerca di tenere stretta a sé la propria umanità.
Nel secondo racconto di Gianluca Conte, contenuto nell’ebook, “Teste d’osso”, gioca un ruolo importante, per la protagonista Anna, l’ossessione per Kyashan, eroe animato dell’omonimo manga giapponese, e per un simbolo legato ai suoi nemici, la stella a tre bracci uncinati che diventerà un tatuaggio, un segno indelebile sulla sua pelle. Un incontro casuale che metterà la ragazza di fronte all’ignoranza, al razzismo, all’intolleranza, ai fantasmi di un passato mai passato. La battaglia contro un male oscuro e invisibile. Un’anomala veste cupa e desolata di Lecce fa da sfondo a una corsa allucinata e maniacale che spingerà la protagonista verso il limite estremo della propria esistenza.

I due nuovi ebook di Musicaos:ed sono disponibili qui:
Luciano Pagano – “Due vite in trasferta / Terra senza prezzo” (musicaos:ed, ebook, 15)

Gianluca Conte – “La boutique della carne / Teste d’osso” (musicaos:ed, ebook, 16)

lunedì 28 luglio 2014

PAESE 7.IT, Rossella Tarquinio intervista Gianluca Conte

Il sorriso di Ahmed per il blog di Inchiostro di Puglia


Un venditore ambulante venuto da lontano e il suo collega italiano: di Galugnano Gianluca Conte sceglie di descrivere la delicata storia di un’amicizia che ha tutto il sapore dell’integrazione fra culture diverse, possibile là dove si comprende la ricchezza dell’incontro e si apre il cuore a chi viene da lontano. 


Sabato, 26 Luglio 2014 10:17                                                             Scritto da Rossella Tarquinio



Gianluca Conte ha regalato qualche settimana fa ai lettori di Inchiostro Di Puglia il dolce sorriso di Ahmed, venuto a riscaldare ancor di più l’assolata piazza salentina di Galugnano e l’esistenza di Mario Luzzi, voce narrante del racconto. Perchè il Sud è terra di incontri, di scambi, di contaminazione, come del resto lo è anche il blog stesso che da mesi, ormai, ha abituato i suoi lettori a confrontarsi con diverse realtà, usi, tradizioni e costumi: “Mi piace pensare al blog “Inchiostro di Puglia” come a un porto di mare, un crocevia o una piazza – sottolinea anche l’autore - un luogo d’incontro e contaminazione, dove autori e lettori intrecciano le loro storie, confrontando le proprie esperienze con quelle altrui. Una Puglia a tratti conosciuta a tratti inedita, ma mai scontata, esce fuori dalle pagine di IDP.» Per Gianluca quella del blog è davvero una bella storia che testimonia di un grande fermento:« molti degli autori presenti, infatti, hanno pubblicato con case editrici di tutta l’Italia, e anche pugliesi. Ad esempio il mio romanzo, “Cani acerbi”, è uscito con musicaos:ed. In mia compagnia ci sono autori pugliesi e non, a mio parere tutti molto interessanti, come Angela Leucci, Roberta Pilar Jarussi, Simone Cutri, Davide Morgagni, Luciano Pagano, per fare solo alcuni nomi.»

Di nomi, con il racconto di Luca Conte, ne abbiamo imparato uno che difficilmente dimenticheremo: Ahmed, il venditore ambulante di vestiti. Ahmed, il bambino arrivato in Salento a soli dieci anni per cercare fortuna. Ahmed, lo straniero “che a Galugnano sta simpatico a molti”. Ahmed che ricorda a tutti che l’immigrazione si deve accompagnare all’integrazione anche se, ammette lo stesso Gianluca Conte, siamo ben lontani dal raggiungere questo obiettivo, nonostante la presenza di realtà più favorevoli all’accoglienza: «Non credo ci sia una vera e propria “mappa dell’integrazione”, penso piuttosto vi siano delle realtà particolarmente sensibili all’accoglienza del cosiddetto “straniero”. Certamente, l’atavica paura dell’ignoto, al giorno d’oggi eccitata da fazioni politiche che tentano di cavalcare lo scontento della gente a scapito dei più deboli (un capro espiatorio torna sempre utile e l’immigrato ne rappresenta uno ideale!), appare la carta da giocare quando i programmi politici latitano. Il mio piccolo paese, come tanti altri, si muove lentamente: qui la paura dello straniero non tocca picchi isterici come al Nord, ma l’idea balzana e subdola che la colpa di ciò che di brutto succede sia del “diverso”, serpeggia anche da noi. Non è facile venire a contatto con realtà così diverse dalle nostre, ma il Salento è per tradizione una terra di migranti. Qui molti popoli, nel corso della storia, si sono scontrati e incontrati; qui la cultura è una cultura plurale: mi riesce naturale parlare del Salento come di un territorio più propenso all’accoglienza rispetto ad altri. Abbiamo radici miste e sangue misto nelle vene.»

L’integrazione porta con sé anche tanta ricchezza, condensata in quel “Ciao amico, come sta oggi il cuore”, che Ahmed rivolge al suo amico e collega venditore e che è, assicura l’autore, «Un saluto e una domanda insieme. Un modo per esprimere, in poche parole, tutta una filosofia di vita. Credo che la ricchezza di chi viene da lontano (e porta con sé una grande cultura) risieda in un’umanità che per certi versi è rimasta integra, vera, non contaminata dalle nostre grasse quanto superflue paturnie di uomini afflitti dal benessere, pur in questo periodo di profonda crisi economica (e di valori). Vorrei azzardare: noi occidentali siamo diventati molto superficiali negli ultimi anni. Tentare di spiegare i motivi di questa “tendenza a implodere” nelle poche righe di un’intervista sarebbe davvero troppo pretenzioso. Dico soltanto che quando la semplicità dell’avere poco fa nascere un sorriso anche nell’indigenza, tutto tende a illuminarsi di una luce diversa. D’altronde, come a suo tempo aveva sottolineato Pasolini: «I beni superflui rendono superflua la vita». Se qualcuno adesso mi chiedesse “Come sta oggi il cuore?”, gli risponderei: benissimo. Il mio cuore sta benissimo, anche quando piange per le violenze, le guerre, i soprusi.»

Fonte: Paese7.it



Info: www.musicaos.it 
 

venerdì 25 luglio 2014

Maria Caterina Prezioso su SATISFICTION per E NESSUNO VIENE A PRENDERMI di Simone Cutri (musicaos:ed)

E nessuno viene a prendermi

Recensione di Maria Caterina Prezioso
 
Simone Cutri (classe 1982)  alla sua terza prova narrativa  è pronto a spiccare il volo. “E nessuno viene a prendermi” ti lascia una sensazione di amaro in bocca che da molto tempo non si prova. Le storie narrate dai giovani scrittori italiani, negli ultimi anni, molto spesso o sono concentrate nel guardarsi il proprio ombelico, oppure tentano la strada di raccontare realtà scomode con tematiche prevalentemente sociali, tentativo, più che onesto, di estrapolare in forma narrativa una  realtà macabra di tutti i giorni. Cutri inverte la rotta per intraprendere un viaggio a ritroso, un viaggio che sa di nostalgia e incapacità di vivere. In questo romanzo non ci sono idee politiche da difendere, impegno civile da scartare come una caramella.  In questo romanzo si racconta di coloro che non ce l’hanno fatta, di coloro che decidono scientemente di ritornare in quel Nulla che tanto desiderano e che tanto li desidera. Il protagonista Matteo, ce lo immaginiamo vicino ai quaranta anni. La cornice una Torino allucinata e ignorante. Tutto si svolge dalla sera del 20 luglio alle ore 19:00 e si conclude il mattino del 21 luglio alle ore 8:00. L’anno è il 2019 e il mondo intero sta vivendo una seconda epopea a cinquanta anni di distanza. Nel luglio del 1969 l’uomo sbarcava sulla Luna, ora sta tentando un’altra grande impresa: mettere il piede su Marte, il pianeta rosso, il pianeta che ci salverà da una fine sicura. La Terra, la nostra Terra oramai è un pianeta morente, un pianeta che abbiamo deliberatamente deciso di far morire. Con la nostra incapacità, con la nostra ignoranza, con la nostra caparbia volontà di sopraffazione. Marte ci ridà, a tutti noi, ricchi e poveri, belli e brutti, potenti e gente comune, il miraggio di un’altra vita, una altra vita ancora. Piove, sulla Terra, piove interrottamente a Torino. Matteo intraprende un viaggio a ritroso attraverso la sua carne, attraverso la sua piccola anima tormentata. Tornerà a visitare tutte le donne della sua vita e tenterà ancora di trovare nello spasmo una volontà di vita. Ma la notte finisce e il giorno si fa giorno e non c’è più ragione per resistere ancora a quello che Matteo in un quadernino rosso chiama “caro Compagno”. Tornerà a cercare di parlare con il suo amico di tutta una vita. La scrittura di Simone Cutri si fa  poesia in prosa quando si protende ad attraversare l’abisso che lo separa dalla mattina del 21 luglio 2019. Quel libricino rosso è il depositario di una lunga trattativa, una trattativa che dura da più di quindici anni, tra Matteo e quel caro Compagno “Io soffoco, caro Compagno, davanti a una famiglia che si riunisce a pedalare di domenica; io soffoco quando a Natale scartiamo i regali, quando l’anno cambia, quando le giornate si allungano ed è estate. Cosa ti manca ancora per convincermi? Io sono sempre più solo, sempre meno adatto alla vita”. E prima di quella piccola preghiera d’estate: “Perdonami Dio, se appartengo a questa generazione che teme gli abbracci, che non ha fatto l’amore sui prati, che rifugge la parola ‘accontentarsi’; e ridammi, ti scongiuro, una Grande Guerra così che i giovani muoiano per un motivo, piuttosto che ne vivano senza”. Prima di questa, ultima, piccola preghiera d’estate c’è dall’altra parte, dalla parte di quando il libro si apre una dedica: “Dedico questo diario amaro a tutti i giovani che hanno scelto di uscire di scena di colpo, precedendo la volontà degli Dei, l’incombenza del fato, la crudeltà del tempo … Dedico questa mia inadeguata opera a tutti quei fragili eroi…”. Ed allora come non pensare e ritornare con la memoria ai nostri amici fragili, cantati in maniera memorabile da Fabrizio De Andrè, affinché, all’improvviso, ci appaiono non più fantasmi sopiti dal tempo del  sangue che è scorso in altre generazioni, ma, senza nutrire nessuna voglia di dettare regole, eccoli affiorare come naviganti del Nulla ai quali non è stata mai data risposta, né nessuna buona stella ha provato tenerezza  per loro.
 
 
Fonte: SATISFICTION
 
Musicaos on scribd: http://www.scribd.com/doc/234892870/23-Luglio-2014-Maria-Caterina-Prezioso-su-Satisfiction-recensisce-E-nessuno-viene-a-prendermi-di-Simone-Cutri
 
Link all'articolo su Satisfiction: http://www.satisfiction.me/e-nessuno-viene-a-prendermi/ 
 
Info: www.musicaos.it