venerdì 26 settembre 2014

E NESSUNO VIENE A PRENDERMI di Simone Cutri (musicaos:ed, smartlit 05)

Care amiche, cari amici di Linea Carsica, con l'arrivo dell'autunno, vi proponiamo la lettura del romanzo di Simone Cutri. In una Torino tutta da scoprire...


“Matteo avrebbe vissuto per sempre. Per sempre in quella forma umana, terrena, meravigliosa. Ma Dio non arrivò. Non arrivò nessuno.”

Qual è il grande evento che, nella Torino allucinata di una sera del luglio 2019, a cinquanta anni esatti dallo sbarco dell’uomo sulla Luna, sconvolgerà la vita di Matteo Romano?

La rete di Stato inizia a trasmettere le immagini di un viaggio incredibile. Matteo, in una sola notte, passerà dall’inferno dell’abiezione morale a quello della violenza gratuita, sondando uno dopo l’altro tutti gli abissi di cui un uomo può rendersi complice, in una sorta di percorso al contrario che sembra trovare un punto di equilibrio delirante tra il Kubrick di ‘Eyes Wide Shut’ e ‘Tutto in una notte’ di John Landis.

Quella di Matteo è una corsa disperata attorno al perimetro di una verità circolare, che racchiude l’intimità del suo essere, scagliato contro un mondo dal quale, improvvisamente, miete un raccolto fatto di nulla.

Il romanzo di Simone Cutri è ambientato a Torino, potrete seguire tutti gli spostamenti del protagonista, nei luoghi e nei tragitti narrati nel romanzo, su questa mappa:

Simone Cutri è nato a Moncalieri (TO) nel 1982. Ha una Laurea specialistica in Letteratura, Linguistica e Filologia conseguita presso l’Università degli Studi di Torino. È appassionato della letteratura in prosa di fin de siècle e di inizio ‘900, in special modo di Gabriele D’Annunzio, Italo Svevo, Oscar Wilde, Charles Baudelaire, Joris Karl Huysmans, Franz Kafka, Thomas Mann e Marcel Proust. Ha fondato La Repubblica Estetica. È autore de ‘Gli anni da solo’ – romanzo di antiformazione, la sua opera prima, e di ‘Agosto Oltremare’, raccolta di poesia in prosa.

photo “Ad Aldo Rossi”, di Lorenzo Papadia www.lorenzopapadia.com

“E nessuno viene a prendermi” – Simone Cutri – musicaos:ed, smartlit 05 184 pagine, isbn 978-1499379884

info@musicaos.it http://www.musicaos.it



Booktrailer & Estratti su youtube:

martedì 23 settembre 2014

A NUDA VOCE. Canto per le tabacchine, di Elio Coriano (musicaos:ed, poesia 01)


Elio Coriano con questa sua opera intende restituire una voce alle tabacchine morte il 13 giugno 1960 a Calimera, a causa di un incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. Questo canto si unisce a quello di una generazione di salentini che hanno lavorato, anche in condizioni disumane, per garantire un futuro ai propri figli.

Introduzione di Ada Donno
Interventi di Francesco Aprile, Luciano Pagano
edizione italiana e inglese

Elio Coriano è nato a Martignano nel 1955. Poeta e operatore culturale, insegna italiano e storia presso l’Istituto Professionale “Egidio Lanoce” di Maglie. Con Conte Editore ha pubblicato “A tre deserti dall’ombra dell’ultimo sorriso meccanico” (Three deserts from the shadow of the last mechanical smile – Premio Venezia Poesia 1996), nella collana Internet Poetry, fondata da Francesco Saverio Dodaro. Con “Le pianure del silenzio” tradotto in cinque lingue, ha inaugurato sempre per Conte Editore, E 800 – European literature, collana diretta e ideata da Francesco Saverio Dodaro.

Nel 2005 ha pubblicato per “I Quaderni del Bardo”, “Dolorosa Impotenza. Il Mestiere delle Parole” con dieci disegni di Maurizio Leo e la prefazione di Antonio Errico. Nel 2006 per Luca Pensa Editore, nella collana Alfaomega, ha pubblicato “Scritture Randage”con la prefazione del filosofo cileno Sergio Vuskovic Rojo. Del 2007 è “H Letture Pubbliche (poesie 1996-2001)” con ‘i libri di Icaro’.

Nel 2004 fonda assieme a Stella Grande e Francesco Saverio Dodaro il gruppo di musica popolare “Stella Grande e Anime Bianche” di cui è curatore dei testi e direttore artistico. Inoltre, negli ultimi due anni, ha curato e messo in scena una sua orazione su Gramsci, intitolata FÜR EWIG, accompagnato dal pianista Vito Aluisi. Nel 2010 pubblica, per Lupo Editore, “Il lamento dell’insonne”, vincitore nel 2012 del premio nazionale “Città di Mesagne”. Nel 2013, pubblica “Für Ewig 3” (Lupo Editore), presentato per il “76° Gramsci, Pensatore Unitario” il 27 giugno 2013 presso la Camera dei Deputati. I testi di “A nuda voce. Canto per le tabacchine” fanno parte di uno spettacolo teatrale e musicale realizzato con Stella Grande e Anime Bianche.

Elio Coriano – A nuda voce. Canto per le tabacchine musicaos:ed poesia 01

Disponibile qui:

Libro

Ebook

martedì 16 settembre 2014

UN ROMANZO INUTILE di Manlio Ranieri (musicaos:ed), prima presentazione a Bari



Venerdì 26 Settembre 2014, alle ore 21.00, presso il Joy’s shop Irish Pub (Corso Sonnino 118/D) a Bari, si terrà la prima presentazione nazionale di “Un romanzo inutile”, l’ultimo romanzo di Manlio Ranieri, autore finalista del Premio Letterario “La Giara”, indetto dalla Rai. L’autore verrà presentato da Renato Nicassio, scrittore e autore de “il blog struggente di un formidabile genio”.



Giacomo Lavermicocca, scrittore affermato in tutta Italia, tradotto in diversi paesi, vive e lavora nella sua città, Bari, dove attende alla stesura del suo nuovo, attesissimo, romanzo. Giacomo ha dato vita a “Fuori!”, un movimento trasversale di opinione che raccoglie i suoi sostenitori più accaniti e tutti coloro che aspettano da tempo una rivoluzione, sia sociale che intellettuale, che dia uno spiraglio di luce al nostro Paese.



È proprio grazie al peso che il gruppo va assumendo giorno per giorno col blog, nei circoli e nel tour di presentazioni, che Giacomo viene coinvolto in scandali mediatici, illazioni e accuse che prima colpiscono le persone a lui più care, e in seguito, come in un vortice, si chiudono attorno alla sua persona. Politici e affaristi sono pronti a tutto pur di rallentare un cambiamento inesorabile. Giacomo dovrà decidere se soccombere o trovare il coraggio di smontare la macchina del fango.



L’amicizia, l’impegno, l’amore e la scrittura diventeranno, a un certo punto, cruciali. “Un romanzo inutile” descrive la realtà dell’oggi e, allo stesso tempo, ne anticipa il cambiamento.



L’autore.

Manlio Ranieri è nato a Bari, dove vive e lavora nel campo delle energie rinnovabili. Laureato in ingegneria meccanica, si dedica da sempre alla scrittura, alla musica e alla fotografia, pubblicando diversi, tra racconti, storie, romanzi, in rete e fuori.



Ha pubblicato “Di Notte” (Palomar - 2000), “Correre per rimanere immobili” e “Fra santi e falsi dei” (Akkuaria - 2008 e 2010). Ha vinto i premi “Aci S. Antonio”, “I veli della luna”, “Creatività itinerante” e partecipato a diverse antologie di racconti, fra cui “Qualcosa da dire” (Kora - 2005) e “Haiti chiama Bari” (Levante - 2010). Si definisce uno “scrittore rock”.



Nel 2014 è risultato tra i finalisti della III Edizione del Premio Letterario “La Giara” della Rai, con il suo romanzo inedito dal titolo “Rosso”,





UN ROMANZO INUTILE, di Manlio Ranieri

smartlit 06, musicaos:ed






Joy's shop Irish Pub




musicaos:ed


giovedì 11 settembre 2014

ESTETICA E CINEMA a cura di Daniela Angelucci (il Mulino)

Da Canudo a Ejzenstein, da Benjamin a Zavattini, Pasolini e Deleuze: attraverso una scelta di testi che comprende sia alcuni scritti sul cinema dei primi del Novecento sia contributi recenti, il volume presenta i momenti più significativi della riflessione estetica intorno alla "settima arte", quella cinematografica. Vi trovano posto opere fondamentali in prospettiva filosofica, ma anche interventi che nel tempo hanno acquisito importanza dal punto di vista culturale e sociologico. Il percorso di lettura che si delinea rivela come la pratica cinematografica sia stata da sempre affiancata da un complesso di interventi critici, commenti e teorie che hanno nutrito, cambiato e arricchito il cinema. Fra i temi ricorrenti, il rapporto tra il reale e la sua riproduzione filmica, il confronto tra l'aspetto visivo e quello narrativo, il legame e il debito del cinema con le innovazioni tecnologiche e la modernità.

mercoledì 10 settembre 2014

CONTRO LA DITTATURA DEL PRESENTE. Perché è necessario un discorso sui fini, di Gustavo Zagrebelsky (Laterza)

Il punto non è deprecare il presente, ma comprendere il significato delle tante cose che accadono e avvolgono la nostra democrazia.

Il nostro è il tempo grigio del nichilismo, non quello colorato della politica. Paralisi della rappresentanza, congelamento della competizione politica, perdita di significanza delle promesse e dei programmi elettorali, condivisione e larghi incontri, predominio del governo nella sua versione tecnica ed esecutiva di volontà altrui e sovrastanti: tutto ciò è quanto può riassumersi nell’espressione, ormai d’uso corrente, di ‘post-democrazia’, parola che può assumersi nel significato di ‘divieto di discorso sui fini’.

martedì 9 settembre 2014

GLI ULTIMI. La magnifica storia dei vinti, di Domenico Quirico (Neri Pozza)

La Storia ha assegnato ad alcuni personaggi il compito, affascinante, crudele e immane, di liquidare o di scuotere dalle fondamenta costruzioni storiche secolari, possenti ideologie, imperi e regni che avevano quasi assorbito il mondo. Un compito tragico nel senso classico del termine: perché la maggioranza tra gli Ultimi si è caricata sulla schiena questo peso essendone pienamente consapevole. Tutti erano in qualche modo certi che, comunque avessero assolto l’impegno, sarebbero rimasti nella Storia con il marchio degli infami, dei vinti, di notai miserabili di una eredità dilapidata, di traditori di fedi che dovevano essere incrollabili.
Non c’è riconoscenza per gli Ultimi che sono sempre dei vinti agli occhi dei posteri.
Eppure il Mondo Nuovo, che sorge sulle ceneri del Vecchio, spesso è opera loro.
Tanti i casi e le storie esemplari: da Dario, il fragile, umanissimo, disperato rivale di Alessandro, a Gorbaciov, tormentato e malaccorto affossatore dell’Impero rosso di Lenin e di Stalin; da Atahualpa, ultimo inca paralizzato dai presagi della fine a Pu Yi, che nacque imperatore nella città proibita e finì guardia rossa; da Romolo Augustolo, l’imperatore per conto di un padre che non voleva la porpora pur avendo il potere, a Benedetto XVI che scoprì all’improvviso che non si può guarire neppure la chiesa dall’ingiustizia e dalla stupida ferocia degli uomini.
Un libro affascinante, un grande racconto degli infami e dei vinti della Storia che invita a cercare nella sconfitta, nella decadenza e nell’oscurità del declino la luce e il vagito del Mondo Nuovo.

lunedì 8 settembre 2014

LA VITA DELLA MENTE di Hannah Arendt (il Mulino)

E' questo non solo l'ultimo libro di Hannah Arendt ma anche il coronamento finale della sua "vita activa". Rimasto incompiuto, si sarebbe dovuto comporre di tre parti: restano le prime due e un abbozzo della terza. La prima, dedicata al Pensare, si domanda dove si trovi l'io che pensa, quali siano il suo spazio e il suo tempo, concludendo che esso si pone tra passato e futuro, tra la memoria del non più e l'attesa del non ancora. Qui, nel presente del pensare, l'angelo della storia ferma talvolta il suo volo e ci fa essere liberi. Ed è proprio alla libertà che è dedicata la seconda parte, quella che studia una nozione sconosciuta ai greci antichi: il Volere. Solo il cristianesimo si pose infatti il problema di come conciliare la fede in un Dio onnipotente con le esigenze del libero arbitrio. E dal cristianesimo tale questione arriva sino all'epoca moderna, allorché la volontà si scontra con la legge di causalità, o quando ci si sforza di farla convivere con le leggi della storia. In appendice gli appunti della terza parte, dedicata al Giudicare.

sabato 6 settembre 2014

SCRITTI SULL'ARTE di Charles Baudelaire (Einaudi)

«Gli scritti d'arte di Baudelaire compongono un libro intimamente unitario per la costanza dei temi e delle figure che si avvicendano, in uno sviluppo a spirale, assecondando il ritmo libero e imprevedibile della contingenza, e piú ancora per la forza nativa di un temperamento e di un metodo entro cui la grande cultura romantica, da Balzac, a Delacroix, da Hoffmann a Stendhal, da Poe a Wagner, si trasforma in una speculazione appassionata e intransigente sull'arte "moderna" e sui suoi rapporti, difficili e oscuri, con lo spirito borghese della nuova società industriale. [...]. Vedere un quadro per Baudelaire è allo stesso tempo un atto di ricezione e di pensiero, dove la parola diviene necessaria proprio per illuminare il momento riflesso dell'esperienza e il suo prolungarsi in un nuovo universo di "idées" e "rêveries", nel quale si mette poi di fatto alla prova la vitalità stessa delle immagini. [...]. La forza speculare dell'immagine si traduce di continuo in tensione d'idea dinanzi ai grandi temi del colore e del grottesco, della modernità e dell'anticlassicismo, dell'immaginazione e del realismo, della tecnica e dell'artificio. Di qui viene ai Salons di Baudelaire, insieme ai limiti a cui conduce un punto di vista "esclusivo", una funzione di testo capitale e insostituibile nella critica d'arte moderna». Dall'Introduzione di Ezio Raimondi

venerdì 5 settembre 2014

HO COSTRUITO UNA CASA DA GIARDINIERE di Gilles Clément (Quodlibet)

Non lontano dalla casa di famiglia che ormai gli è vietata, in quella valle delle Farfalle dove, bambino, faceva le sue prime esplorazioni da entomologo, Gilles Clément costruisce letteralmente con le proprie mani una capanna di pietre. Nel profondo della campagna francese degli anni Settanta, egli immagina intorno alla sua nuo va casa un giardino in movimento, un osservatorio delle specie, un laboratorio della natura in cui trovano già spazio tutte le preoccupazioni ambientali che lo renderanno un paesaggista celebre e rispettato nel mondo.

giovedì 4 settembre 2014

I PRINCIPI DEL CALCOLO INFINITESIMALE di René Guénon (Adelphi)

È singolare come nei suoi ultimi anni Guénon abbia voluto dedicare un libro a una questione matematica quale il calcolo infinitesimale, introdotto da Leibniz e poi diventato un pilastro della scienza moderna. Ma evidentemente riteneva che qui fossero in gioco problemi di altissima rilevanza. Tralasciando gli aspetti pratici connessi al calcolo matematico – per lui «del tutto privi di interesse» –, Guénon si concentra sui princìpi che dovrebbero costituire il fondamento di ogni sapere particolare, e chiarisce nozioni che in realtà, in quanto passibili di essere trasposte analogicamente e di acquisire anche una valenza metafisica, attraversano l’intera sua opera: dal significato della serie dei numeri, dell’unità e dello zero alle fondamentali differenze fra l’«infinito» propriamente detto e l’«indefinito», fra il continuo e il discontinuo, fra la quantità e la qualità. Guénon mostra come le difficoltà concettuali e i dubbi affrontati da Leibniz e dai matematici che dopo di lui si cimentarono con l’idea dell’infinito discendano dall’abbandono di quel rigore intellettuale proprio del pensiero metafisico che, in rapporto alla mera indagine empirica e razionale cui sono confinate le scienze moderne, rappresenta un «passaggio al limite» – rispetto al quale, secondo Paolo Zellini, anche le «formule del calcolo più avanzato non possono sempre dichiararsi estranee».

mercoledì 3 settembre 2014

I BAMBINI DI TOREY HAYDEN. L'esperienza e gli insegnamenti della "maestra dei casi difficili", di Torey L. Hayden, Micheal J. Marlowe (Corbaccio)

Per anni Torey Hayden ha insegnato in classi speciali e a bambini "difficili": da questa sua esperienza sono nati alcuni fra i suoi racconti più belli, come Una bambina. In questo libro, la Hayden insieme a Mike Marlowe, professore universitario che si occupa di formazione degli insegnanti, analizza quello che col tempo è diventato un vero e proprio metodo di insegnamento. Torey Hayden si rifà alle sue storie e le utilizza per inquadrare le relazioni con i ragazzi. Insegnanti, studenti, genitori e figli ritroveranno negli esempi contenuti tutta l'umanità e la passione che la Hayden ha profuso nei suoi libri e uno strumento fondamentale per impostare un rapporto basato sull'amore, sulla comprensione e sul rispetto reciproci, fra adulti e ragazzi - difficili, problematici - ma anche semplicemente "ragazzi". 

martedì 2 settembre 2014

FLATLANDIA di Edwin A. Abbot (Einaudi)

Flatlandia è un mondo a due dimensioni, immaginato come «un vasto foglio di carta sul quale Linee rette, Triangoli, Quadrati e altre figure geometriche si muovono senza però la facoltà di sollevarsi né di scendere al di sotto del loro livello». Ce lo racconta un Quadrato, suo abitante, che nella seconda parte del libro fa esperienza della spocchiosa tracotanza dei sovrani di Puntolandia e Linealandia, e subisce le minacce della Sfera convinta della sua superiorità. Infine, tutti sono ugualmente schiavi dei rispettivi pregiudizi dimensionali.
Favola geometrica di impareggiabile fantasia, Flatlandia è molto piú di questo; come scrive Claudio Bartocci nella sua ricca introduzione, è un'opera plurivoca: esemplificazione didattica, utopia, satira sociale, esercizio di argomentazione, riflessione teologica. 

lunedì 1 settembre 2014

I SIGNORI COL BERRETTO. La dittatura raccontata dai bambini, di Hugo Paredero (minimum fax)

Questo libro nasce la notte del 10 dicembre 1983 nel ristorante Hermann, a Buenos Aires. Dopo sette anni di dittatura militare ferocissima, dopo migliaia di omicidi di stato, di «voli della morte», di persone torturate e desaparecide, Hugo Paredero sta festeggiando, come tutta l’Argentina, il ritorno alla normalità. Al tavolo accanto al suo ci sono due bambini, mangiano il dolce e guardano lo spettacolo della festa in strada con grande serietà. A un tratto parlano:
«Perché tutti quanti sono diventati contenti all’improvviso?»
«Perché è arrivata la democrazia...»
«E allora se gli piaceva tanto perché non l’hanno fatta venire prima?»
«Perché pare che hanno dovuto discutere per un saaacco di tempo con i signori col berretto».
«Ah sì, lo so, quelli cattivi!»
Quando Paredero esce dal ristorante, sa che libro deve scrivere: la storia della dittatura raccontata esclusivamente dai bambini. Ci metterà più di un anno per fare tutte le interviste, a 150 bambini dai 5 ai 12 anni; e ci metterà più di due decenni per trovare un editore disposto a pubblicarglielo. Arricchita dalla prefazione di Marco Bechis, regista di Garage Olimpo, vi presentiamo oggi la prima traduzione italiana di questo libro unico: commovente, civile, necessario, storico. Un atto d’amore verso i testimoni più innocenti della brutalità della storia.