lunedì 16 novembre 2015

PAROLE E SUONI CON MUSICAOS EDITORE, a cura di Astragali Teatro, Teatro Paisiello, Lecce


Martedì 17 Novembre 2015 - Ore 20.00
Parole e suoni, con
Musicaos Editore
a cura di Astragali Teatro

Teatro Paisiello - Lecce
(Via Palmieri)

con gli autori
Elisabetta Liguori, Anna Scarsella,
Francesco De Giorgi, Gianluca Conte

coordina
Luciano Pagano
(editore)

Martedì 17 Novembre 2015, dalle ore 20.00, presso il Teatro Paisiello di Lecce (Via Palmieri), si terrà una nuova serata del ciclo “Parole e suoni”, incontri che Astragali Teatro dedica alle realtà editoriali che partono dal territorio salentino. “Musicaos Editore”, sarà ospite della serata, con il suo direttore editoriale e fondatore, Luciano Pagano, e con gli autori Elisabetta Liguori, Anna Scarsella, Francesco De Giorgi (accompagnato dalla chitarra elettrica di Pierluigi Congedi) e Gianluca Conte. Elisabetta Liguori, con Musicaos Editore, è autrice del romanzo di genere urban-fantasy “Il secondo giorno - Kiss for my angel”, Anna Scarsella del giallo “Il profumo delle rose inglesi”, Francesco De Giorgi del romanzo “I bassisti muoiono giovani” e Gianluca Conte del romanzo “Cani acerbi” e del saggio “Il pensiero metacreativo”.

Già nel 2008 lo scrittore Giuseppe Genna ha definito Musicaos.it come “Uno degli snodi fondamentali della blogosfera letteraria che ha retto al crollo della medesima”. La rivista online diretta fin dal gennaio 2004 da Luciano Pagano è stata ospite nel volume “Best Off” (il meglio delle riviste di letteratura online curato da Mario Desiati) dell’editore Minimum Fax, nel 2007. Di recente il poeta e critico Enzo Mansueto, sulle colonne del Corriere del Mezzogiorno, ha definito Musicaos come “una delle esperienze culturali online più significative dell’ultima stagione della letteratura pugliese”.

La serata sarà occasione per ascoltare, dalla voce stessa degli autori ospitati, frammenti tratti dalle loro opere, e per ripercorrere il percorso di Musicaos Editore, sigla editoriale salentina distribuita in libreria e in formato digitale in tutta Italia, che nel 2015 ha pubblicato più di trenta titoli, tra romanzi, racconti, saggi e opere di poesia.

Ingresso libero


info@musicaos.it
tel. 0836-618232
cell. 3288258358

sabato 7 novembre 2015

"PIER PAOLO PASOLINI. Il cinema come periscopio ansiolitico e come progetto, e l'universale desiderio" di Vincenzo Camerino (Musicaos Editore)

“Pier Paolo Pasolini. Il cinema come periscopio ansiolitico e come progetto, e l’universale desiderio di Vincenzo Camerino
 
Musicaos Editore, a distanza di quaranta anni dallʼuccisione del regista, poeta, scrittore e critico letterario Pier Paolo Pasolini, pubblica un saggio di Vincenzo Camerino, critico cinematografico, già docente di “Storia del cinema” e “Semiologia del cinema”, presso lʼUniversità del Salento, uno degli intellettuali più importanti del nostro panorama culturale.

Nel saggio, intitolato “Pier Paolo Pasolini. Il cinema come periscopio ansiolitico e come progetto, e lʼuniversale desiderio” si affronta la “summa” filmica di Pasolini, come regista e autore di sceneggiature e soggetti per altri autori, oltre che come scrittore e critico. Il libro intende offrire nuovi spunti di riflessione sullʼopera del Pasolini-regista, le cui pellicole, riproposte in tutto il mondo dalla loro uscita a oggi, non hanno mai destato di essere attuali e inattuali allo stesso tempo, destando riflessioni, dibattito, scandalo.

Vincenzo Camerino ha insegnato “Storia e critica del cinema” e “Semiologia del cinema” presso l’Università del Salento. In questo saggio il critico affronta l’opera di Pier Paolo Pasolini regista e scrittore, “eclettico ed erudito uomo di tutte le stagioni culturali”, raccontandone la formazione intellettuale e politica, come regista, e utilizzando come percorso privilegiato quello che ha portato l’autore di “Ragazzi di vita” a porre sotto i riflettori un mondo e un linguaggio veridici, da “Accattone” alla Trilogia della Vita, passando per “Il Vangelo secondo Matteo”, “Ricotta”, “Teorema”, “Edipo Re”, “Uccellacci e uccellini”, fino a “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, reinventando i codici del neorealismo e creando un universo che trova proprio ne “Il Vangelo secondo Matteo”, secondo Camerino, il culmine espressivo della sua cifra stilistica. Letteratura, sociologia, antropologia e politica, come è nello stile dell’autore, si mescolano sapientemente, con un congedo inatteso, fino all’ultimo “Pasolini” del 2014, filmato da Abel Ferrara. Vincenzo Camerino realizza così, in questo saggio, l’obiettivo di analizzare il cinema di Pier Paolo Pasolini, in sintesi, fuori da ogni riduzione mistificatoria e esaltazione ideologica, dimostrando aspetti critici, fonti e punti di vista totalmente inediti, ancora oggi, a distanza di quaranta anni dall’uccisione del regista.
VincenzoCamerino 
Vincenzo Camerino, già docente di Storia e critica del cinema, nonché di Semiologia del cinema, presso l’Università del Salento, ha pubblicato diverse e svariate armonie cinematografiche. “Le vele incantate del cinema e lʼelogio della malinconia” è uscito nel gennaio 2015, per i tipi di Musicaos Editore. In precedenza: Nelle utopie del Sud e del cinema; I cristalli della regia; La subalternità della politica, l’orgoglio della cultura, le assonanze del cinema; Le sensualità cinematografiche e le sospensioni delle passioni.
Il futuro?… Se l’incanto mentale si svolge secondo le stabilità tra il Vecchio e il Nuovo dei laboriosi sentimenti il possibile prosieguo: La bellezza e le piacevolezze oniriche, ovvero le divinità al femminile.

“Pier Paolo Pasolini. Il cinema come periscopio ansiolitico e come progetto, e l’universale desiderio” – Vincenzo Camerino
(Musicaos Editore) ISBN 9788899315290, €2,99

disponibile su tutti gli store digitali a partire dal 2 novembre 2015

lunedì 26 ottobre 2015

STORIA DI RAIDHA E LA CHIESETTA di Antonella Screti (Musicaos Editore) a Copertino per OktoberBook

Lunedì 26 ottobre 2015 alle ore 19.30, presso la Biblioteca Comunale di Copertino (Via Malta, 10), si terrà la prima presentazione di “Storia di Raidha e la chiesetta”, di Antonella Screti edito da Musicaos Editore. L’appuntamento fa parte degli incontri della rassegna OktoberBook, giunta alla sua seconda edizione, organizzata dalla Città di Copertino, dall’Assessorato alla Cultura, in collaborazione con l’associazione Vele Racconto e con Libreria Idrusa. L’autrice dialogherà con l’editore, Luciano Pagano.

“Del resto, alla fine dei conti, la destinazione dei racconti e dei misteri, se sono buoni, non è quella di essere spiegati, ma di salvarci” (Ignazio Licata, fisico)

La “Storia di Raidha e la chiesetta” ci ricorda che il mondo in cui viviamo non è fatto solo di materia e che esistono diversi mondi invisibili ai nostri occhi e agli altri nostri sensi, oggettivamente limitati. Sono mondi pregni di presenze, inclusa la nostra, in cui gli accadimenti e le tracce di ciò che resta hanno regole proprie, che è saggio conoscere per ricordarne l’esistenza e le relative manifestazioni. Questo racconto invita il lettore a riscoprire l’unità tra corpo e spirito, in quella zona di equilibrio in cui si manifestano le forze della natura. Danza, gesto, musica, pittura, sono linguaggi che ci aiutano ad avvicinare l’inavvicinabile, tentare di esprimere l’ineffabile e, nello stesso tempo, intraprendere un cammino di conoscenza. È così che in un percorso dall’ombra alla luce, riaffiora una vicenda del passato, la voce dell’autrice diviene “Maga’, “Mescia’, e ci consegna un quadro di speranza, ambientato in un Salento che diventa luogo privilegiato per la riscoperta del sé. Le illustrazioni del testo sono realizzate dall’artista Patrizia Elia.

Antonella Screti – Psicopedagogista, Counselor transpersonale di biotransenergetica.
Dal 1993 opera nei settori della prevenzione sociale, della comunicazione, del benessere e cura della persona e delle comunità. Si è formata in psicologia della scrittura; sociologia qualitativa; danza-musico terapia salentina. È terapista Reiki sistema USUI.
Predilige l’utilizzo di tecniche per l’integrazione psicocorporea coniugando l’esperienza professionale di tipo socio-psico-pedagogico con l’attenzione delicata e profonda verso gli ancestrali e originari mondi naturale e spirituale.

“Storia di Raidha e la chiesetta”, Antonella Screti, Musicaos Editore
Pagine 100, ISBN 9788899315269, Illustrazioni di Patrizia Elia

Info: www.musicaos.it
info@musicaos.it

sabato 3 ottobre 2015

L'IMPORTANZA DEL FATTORE C di Maria Nadia Stefano (Musicaos Editore)

Maria Nadia Stefano “L’importanza del fattore C” (Musicaos Editore)
 
“L’importanza del fattore C” è la storia tragicomica di Anna, una giovane donna alle prese con i problemi dei nostri giorni, tra cui la precarietà e le attenzioni moleste da parte di uomini senza scrupoli che si fanno scudo della loro posizione di potere per chiedere favori sessuali in cambio di un posto di lavoro, la quale, grazie alla sua caparbietà e all’appoggio di un gruppo di amiche squinternate che le stanno vicino nei momenti più bui, riuscirà a raggiungere i suoi obiettivi e a realizzare le sue aspirazioni.

Anna, novella Bridget Jones di estrazione proletaria che coltiva il sogno – che parrebbe quasi irrealizzabile – di un lavoro dignitoso, di una casa e di una famiglia ha una sorella, Alice, bella e ‘un po’ stronza’, che fa la modella e il cui destino è legato a doppio filo a un fidanzato ricco e alla di lui famiglia. Due vite che fin dall’inizio procedono sui binari paralleli condizionate inesorabilmente dal fattore C che Alice possiede e Anna no.

Ed ecco il punto: il fantomatico fattore C, da cui, secondo nonna Gina, dipende la felicità di ciascuno di noi e che Anna scoprirà solo in ultimo che non ha proprio niente a che fare con le teorie strampalate della simpaticissima e vivacissima nonnina.
Dopo aver collezionato una serie di brutte avventure lavorative e di drammi personali e soprattutto innumerevoli storie fallimentari con uomini egoisti e inaffidabili che l’hanno fatta molto soffrire, Anna troverà la forza per mutare il suo destino e finalmente riuscirà a imbattersi nell’uomo della sua vita.

“Se cerchi una mano nel momento del bisogno, la trovi alla fine del tuo braccio”, dice Confucio. Una dura lezione che Anna dovrà, suo malgrado, imparare per sopravvivere in un mondo dove primeggiano i furbi, i raccomandati e i figli di… e quelle che l’amica Doriana chiama le ‘pantegane’, ovvero quelle disposte a ‘aprire le gambe’ per ottenere favori e una carriera lavorativa di tutto rispetto.

“L’importanza del fattore C” è un esempio spassoso di quanto anche in tempi di crisi – una crisi che in questo momento pare proprio non debba avere mai fine – essere positivi sia necessario per andare avanti e che non bisogna arenarsi ne arrendersi di fronte alle difficoltà per quanto queste ultime possano sembrare insormontabili. In modo scanzonato e facendoci allo stesso tempo riflettere, L’importanza del fattore C ci lascia infine con un messaggio importante: non dobbiamo mai rinunciare ai nostri sogni.

Maria Nadia Stefano Classe ’69, è giornalista e traduttrice. Nel 1992 ha vinto il premio giornalistico “Gino Tornese” – amore per il teatro. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche tra cui la rivista nazionale “La Protezione Civile Italiana”, edita da Edizioni Nazionali di Milano, di cui è stata corrispondente e direttore per la Puglia. Ha al suo attivo numerose collaborazioni come addetto stampa, la più recente con il centro di cultura “Raffaele Protopapa”. Dal 2006 collabora come traduttrice e valutatore di inediti con la casa editrice Besa di Nardò. Dal 2012 collabora come redattore presso la Iservice srl di Montecatini Terme.

Maria Nadia Stefano, prima di pubblicare il suo romanzo d’esordio “L’importanza del fattore C”, è stata premiata come finalista nella sezione racconti dei seguenti premi nazionali:

[2009] – XII° Premio Nazionale “Domenico Rea – ed. Ibiskos-Ulivieri – Empoli
[2010] – Menzione speciale – Premio Nazionale “Sembrava fosse amore…invece” – Enrico Folci Editore – Roma
[2010] – Premio Nazionale “Emozioni in bianco e nero – ed. Del Poggio – Poggio Imperiale (Fg)
[2010] – 7° classificata – Premio Nazionale “Superbia non avrei mai immaginato che..” – Enrico Folci Editore – Roma
[2011] – Premio Nazionale “Scrittura e Immagine” – ed. Amande – Casier (Tv)

Informazioni e contatti

“L’importanza del fattore C” è disponibile in formato elettronico su tutti gli store digitali.




Musicaos Editore

lunedì 21 settembre 2015

A CAPRARICA DI LECCE C'È "CULTURARTE" 2015

A Caprarica di Lecce, dal 20 settembre al  3 ottobre, c'è CulturArte edizione 2015.

* DOM 20 sett – LARGO SAN MARCO, ore 9:00
Ciclismo - Campionato Italiano Cronosquadre CSAIN Memorial “Pantaleo Morello” a cura di Team Amici di Simone Novoli
* GIO 24 sett – GIARDINI DELL’INFANZIA, ore 20:30
Commedia “Fuecu miu ‘mpizzicatu” a cura dell’ass. LEVANTE
* VEN 25 sett – Bar Jamming - ore 20:00
Presentazione Libro “CANI ACERBI” con l’autore Gianluca Conte
* SAB 26 sett – CENTRO STORICO NOTTE BIANCA CULTURARTE
Musica – Cabaret – Artisti di Strada – Area Bimbi – Mostre – Area Eco e Riciclo
Murales – Arte Live – Visite Guidate Frantoi Ipogei
* DOM 27 sett
- PIAZZA DEI FIORI, ore 17:00
“Pallavolo in Piazzetta” a cura di AGS Volley Caprarica
- GIARDINI DELL’INFANZIA, ore 20:30
Caprarica’s Got Talent a cura dei gruppi parrocchiali
* 28/29/30 sett - PIAZZA VITTORIA, ore 19:00
Torneo di Calcio Balilla Umano a cura dell’ass. ACTIONAID LECCE
* VEN 2 ott – PIAZZA TOMA, ore 20:30
Proiezione Documentario “EU 013, L’ULTIMA FRONTIERA”
* SAB 3 ott – PIAZZA VITTORIA, ore 16:00
Nonne, Nonni e Nipotini saranno protagonisti dello spettacolo "Biancaneve e i sette nani" con il Clown LACOSTE

martedì 15 settembre 2015

LE CENTO CARE. VARIAZIONI NEL TEMA di Giuseppe Goisis (Musicaos Editore), anteprima a Bergamo

Sabato 19 Settembre 2015, alle ore 20.30, presso il Monastero del Carmine a Bergamo, si terrà la prima presentazione nazionale del nuovo libro di Giuseppe Goisis, intitolato “Le cento care. Variazioni nel tema”, edito da Musicaos Editore.

Le cento care. Variazioni nel tema” è la nuova prova narrativa di Giuseppe Goisis, attore, regista e scrittore. Una raccolta di sei racconti; sei universi nei quali Giuseppe Goisis scandaglia lo spazio profondo dell’essere umano, con la fluidità di un linguaggio “vero”, capace di entrare nelle pieghe più recondite della realtà, in particolare svelando, in ogni racconto, il rapporto cruciale fra vita e morte. Scegliendo questa prospettiva, questo rapporto, quale sua propria lettura del reale. Giocando nelle variazioni di essa.

Storie intense, di trama coinvolgente e sentimenti vibranti.
Lo spiccato realismo si sposa con scene surreali, sconfinando, alle volte, nel grottesco; la tragedia si mescola alla commedia; sono situazioni dalle tinte forti, quelle raccontate, di tensione viva, in cui il lettore rimane coinvolto senza soluzione di continuità, sospeso, nello spazio di una pagina, a interrogarsi su cosa accadrà immediatamente dopo.
Con poche pennellate decise, Giuseppe Goisis restituisce spaccati di vita, caratteri dei personaggi, luoghi e cose che acquistano vita propria; i più piccoli dettagli sono indispensabili, perché staccano dalla mera descrittività e acquisiscono valenza sostanziale.

I RACCONTI.

Un uomo di poco conto, probabilmente malato e certamente stanco, racconta la sua casuale esperienza al servizio di una compagnia teatrale, molti anni prima, e del rapporto con chi ne fu direttore, il “maestro”, rimpiangendo tutto ciò come l’occasione perduta per una vita diversa. (Uccelli di terre straniere)

Una donna insegna alle malate in terapia oncologica come truccarsi per fare che il proprio volto non mostri i segni della malattia, combattendo le proprie ritrosie, paure, e parlandone al gatto, a casa, la sera. (MAKEUP52)

Tobia, giocatore di slot-machine, e Giosuè, amico fraterno, affrontano la morte improvvisa del padre di quest’ultimo, investito da un pirata stradale, nel dubbio di Tobia sulle proprie responsabilità per l’accaduto. (Rosario)

Giugì, dopo la morte della moglie, è succube insieme alla famiglia dell’invadenza di Gertrude, “collaboratrice domestica”, che, in uno crescendo dai tratti kafkiani, costringerà la famiglia stessa ad abbandonare la villa e a ritirarsi, per sorvegliarla, in una tenda, sotto i salici del giardino. (Matrioška)

Marìa Inès Mejia vive in Colombia ed è la custode del Remanso, una discarica naturale, braccio del fiume Cauca, dove s’accumula di tutto, anche corpi morti, gente uccisa dai trafficanti, dalla guerrilla, dallo Stato. Un ruolo di estremo rischio e ordinaria crudezza, che Marìa assolve con devozione esemplare. (Remanso)

Gli Eroi dell’ultimo racconto, infine, non sanno di esserlo, né si conoscono tra loro. Non sono famosi e forse nemmeno brave persone. Sono 11 eroi, e lo sono per la forza quotidiana di resistenza. Come dice la quarta di copertina: per la loro capacità di “opporre, a ogni ingiustizia di Dio, o di chi per lui, una straordinaria dignità”. Il racconto ne è il ritratto. (Eroi)

Giuseppe-Goisis--__ 
L’AUTORE. Giuseppe Goisis (1967) è nato a Bergamo. Dal 2001 è direttore artistico di Compagnia Brincadera, con la quale ha prodotto spettacoli di sala e per spazi aperti, reading musicali e performance teatrali. Ha pubblicato la raccolta di racconti “Un posto vale l’altro” (PeQuod, 2004 – finalista al premio Chiara), il romanzo “Senza replica” (Baldini Castoldi Dalai Editore, 2005), il romanzo “Il contrabbasso e la rosa” (Greco&Greco editore, 2011), il volume “Senza sparire – Verdello e la sua memoria” (Lubrina editore, 2013), oltre a racconti in antologie e riviste (La nuova prosa, Da un mondo all’altro, Maltese narrazioni, Dizionario affettivo della lingua italiana).
Varie le pubblicazioni per Teatro e Storia e Open Page.

“Le cento care. Variazioni nel tema” – Giuseppe Goisis, pp. 152, Musicaos Editore
Info: 338.8520819 – consigliata la prenotazione; ingresso libero fino a esaurimento dei posti http://www.musicaos.it
info@musicaos.it

venerdì 11 settembre 2015

LUCIANO PAGANO SU "E L'ALBA?" DI MARCELLO BUTTAZZO

"L’amore perduto della luce",
su “E L’ALBA?”, di Marcello Buttazzo
di Luciano Pagano

“Ancora oggi/in silenzio/aspetto l’alba” (p. 50)

Fin dalle prime liriche di “E l’alba?” (Manni), è facile scoprire quale ruolo assume, in questi versi di Marcello Buttazzo, questo momento del giorno. Non è tanto l’alba, a essere la protagonista, quanto più quella zona che dal termine della notte conduce al sorgere del sole, al rinnovamento del nuovo giorno, al miracolo di un altro mattino. Tutto ciò, in sostanza, che è “anticipo” dell’alba. È come se i versi di Buttazzo ci invitassero a scoprire, della notte, quel momento in cui non possiamo dire se sono le due, o le tre o le quattro, l’orario dell’insonne che si agita e scopre, proustianamente, che la notte è appena iniziata. Nelle ore che precedono l’alba può accadere tutto, esse sono esattamente agli antipodi delle ore meridiane del solleone; queste ultime riinviano all’allucinazione, le prime — antelucane — al sogno. In questi momenti ci si può muovere a proprio piacimento, per ospitare ricordi e fantasmi, messi sullo stesso piano, nel teatro della mente.
L’alba e il suo preludio oramai privo di suoni, è il luogo dell’attesa. L’autunno è la stagione che più si attaglia a questa indagine, perché nell’autunno iniziano a vedersi, più apprezzabili, i segni della mutazione. La poesia di Marcello Buttazzo è tesa, dopo avere creato questo luogo, all’auscultazione di tutti i suoni, segnali, barlumi che da esso provengono. A questo punto è evidente che uno dei temi più importanti della raccolta è dato dalla presenza della luce, luminosità, lucentezza: molti i punti, questi alcuni tra i più interessanti, “Il cielo/nell’azzurro” (p. 13), “Ti sento/e vedo il tuo corpo/in una divinazione/di stelle bianche” (p. 14), “Oltre la notte lunare/nel mattino aurorale” (p. 23), “[…] la carezza/del primo biancore” (p. 26), “Il cielo/S’abbuia/ma il cuore/d’un amore perso/m’illumina la stanza” (p. 32), “Dondola e dondola/dormi e conta/ad una ad una/le tue stelline” (p. 30). Questi bagliori sono i veri lampi in cui si rischiara l’oggetto della visione, e finalmente ci è dato di scoprire che si tratta dell’Anima, nella sua lucente condizione di esilio dal frastuono mondano.
Marcello Buttazzo ha ottenuto, nel lavoro di lima e nel minimalismo della costruzione del verso, una voce genuinamente lirica, un alfabeto che descrive l’anima e lei soltanto, intercettando come un biologo al microscopio le emozioni e i sentimenti, sul loro nascere. Insieme a questi ci sono le passioni, gli amori, e tutto ciò che è un “fatto dell’anima”, che per Marcello Buttazzo è percettibile fin dai suoi primi cenni, “Io devoto/alla tua grammatica/d’amore” (p. 40). Nei confronti dei fatti del cuore è come se Buttazzo preferisse, appunto, l’asticella del rabdomante al sismografo. Seppure siano identici i referti raccolti da entrambi gli strumenti, la scelta del poeta è tra scienza e coscienza, “Come rabdomante/ho ricercato/le venule più chiare./Nel pozzo del tempo/mi sono riconciliato con il mondo,/con te./Con la mia anima/fragile.” (p. 41); da una parte il mondo, dall’altra l’anima fragile che tutto conosce dei moti del cuore.
Il tratto sotterraneo che unisce i componimenti è il ricordo d’amore, quindi, che accende la “vertigine, rimembranza”. Un amore che ancora oggi accende la memoria dell’Io poetante (“Scaverò/nel primo lucore”, p. 51; “Una donna,/solo una donna/che lumeggiò/l’oscura notte/e in un lampo/accese/quest’amore”, p. 56). L’invocazione a questo perduto amore diviene la clausola di questa raccolta, quasi un saluto e un invito insieme: “Vorrei rivedere/quei due occhi di sole/per farmi rapire,/accecare d’amore” (p. 62). La donna è la luce che con i due occhi di sole rapisce, lumeggia, illumina la notte. A questo punto è lecito dedurre che quella dell’alba diventa una condizione attesa, perché in essa non è più la luce transitoria e improvvisa dell’amore, di cui si necessita per rischiarare, ma quella del sole, della Natura, del Tempo che scorre. Solo l’Alba darà quiete all’Io poetante, perché illuminando il mondo spazzerà via l’oscurità, nella quale, invece, l’unico spiraglio di luce era la donna.
Marcello Buttazzo ha costruito una voce poetica lirica, con risultati rilevanti, e la sua esperienza è racchiusa nella descrizione dei sentimenti, il verso è essenziale, a rime e assonanze si predilige il verso libero, che cerca di raccogliere uno stato d’animo, a partire da un’emozione momentanea, ma nulla, nei versi di Buttazzo, è casuale. Buttazzo non è mai in cerca del ritmo forzato, della chiusura facile, non attende che il verso consegni una morale, assente per altro da questa raccolta. Sta al lettore, infatti, decidere se il mondo raccontato da Marcello Buttazzo è un mondo al quale vogliamo tornare, perché in esso si parla la lingua del cuore, del ricordo della terra: “Il tempo d’un ricordo/una carezza e uno sguardo/sono etica d’amore”. La dimensione del ricordo è presente come luogo della sicurezza e della felicità, di un tempo dell’amore vissuto, che ancora oggi riverbera la sua luce. Il sogno e la visione che spesso ritornano (p. 13, p. 27, p. 31, p. 34, p. 36, p. 54, p. 58, p. 59, p. 65), e ci impongono di scavare dentro di noi, in cerca di un’intimità sanguigna, del proprio cuore ignoto.
I temi del ricordo e degli affetti trascorrono nel tempo, idealmente compiuto tra un autunno, un inverno e una primavera, a sottolineare che c’è anche una differenza di albe e di attese, che conducono la voce poetante fino alla rinascita della natura. Sono molte le eco della poesia contemporanea del nostro paese, oltre a quelle già evidenziate da Vito Antonio Conte, nel testo che introduce il volume, uno su tutti, il Valerio Magrelli di (e non solo) “Nature e venature” (“Queste note nei giorni/sono briciole/per ritrovare il sentiero/lungo il bosco degli anni”, V. Magrelli, Poesie (1980–1992), Einaudi).
La luce dell’anima, il lucore delle stelle e dell’alba, sono avvicinati all’uomo tramite quello che è il secondo colore di questa raccolta, il rosso, nelle sue varianti di ‘rosa venature’, fino al rosso più acceso. Di tutto lo spettro di colori è quello che resta impresso, al lettore e al poeta, “Ciò che fu/giace/nelle anse/d’un arcobaleno oblio/e mi rimanda/solo riflessi/di rosso colore”. Il rosso, riconducibile alla linfa vitale che scorre all’interno dell’uomo, come lo è il verde nelle piante, testimonia una tensione all’unificare l’anima al corpo pulsante, con un comune denominatore di vitalità, atteso come epifania nell’alba: “dammi il cuore rosso sangue”, “tenue sangue”, “La melagrana spaccata/sanguinante di lussuria”, “melagrana rossa d’un caldo/interminabile settembre”, “I tuoi occhi sono boccioli/di rose arrese nel rosaio”, “orizzonti rosei da inseguire”, “chimere rosee”, “corolle di rossa visione”, “un petalo di vermiglia/speranza”, “un bocciolo/di rosa rossa”. Fino a una vera e propria dichiarazione della propria poetica, “È sangue questa vita/di rosa malinconia,/sangue di amore e stelle”.
Poeta vero è colui che riesce a scandagliare fin nei minimi termini il proprio rapporto con il mondo, il rapporto tra i propri sentimenti, le proprie aspirazione e desideri, e ciò che lo circonda. Poeta vero è colui che riesce a descrivere l’amore lirico del proprio Io per il mondo e per le persone, conservando un’assolutezza del proprio dettato, senza sbavature. Una poesia contenuta nella sua precedente raccolta, “E ancora vieni dal mare” (Manni, 2012), concludeva con questi versi “Perché/ogni mattina,/amore,/fai nascere l’alba?”. I versi della raccolta precedente erano come inebriati dal canto della vita, e in essi comparivano molte più immagini ‘esteriori’ che paesaggi/passaggi interiori. L’amore e il canto facevano letteralmente “nascere l’alba”. Quel punto interrogativo posto nel titolo “E l’alba?”, sta lì a interrogarci — ora — in modo molteplice, “è l’alba ciò che aspettavamo?”, e ancora “l’alba, si è concretizzata? È arrivata?” (e con essa la realtà, la rinascita, l’amore del/per il mondo). Sempre nella stessa poesia erano contenuti questi versi “Perché con lacrime,/tempeste e morbida seta/traversi/la viva notte?” (E ancora vieni dal mare, p. 32).
La poesia, nella raccolta precedente di Marcello Buttazzo, era quel lume così fulgido da rischiarare la notte, il mondo, e farci attraversare l’oscurità. Oggi, ne “E l’alba?”, di Marcello Buttazzo la concentrazione lirica è tutta nel fare luce da quella oscurità in cui ci muoviamo, illuminando giusto quel po’ di suolo che ci è davanti, ancora di un passo, una tenue luce per attraversare la notte con la speranza di giungere, indenni, al nuovo giorno.

martedì 25 agosto 2015

I BASSISTI MUOIONO GIOVANI di Francesco De Giorgi (Musicaos Editore) al Lido Dell'Ancora di Sant'Isidoro

Mercoledì 26 Agosto, alle ore 19.00, si terrà un nuovo appuntamento dell'Aperitivo Letterario a cura dell'associazione VeleRacconto, presso il Lido Dell'Ancora di Sant'Isidoro. Lucia Cordella (VeleRacconto), presenterà "I bassisti muoiono giovani", il nuovo romanzo di Francesco De Giorgi, pubblicato da Musicaos Editore. Al dialogo con l'autore si affiancherà un reading di brani del romanzo, nel quale Francesco De Giorgi sarà accompagnato, alla chitarra elettrica, da Pierluigi Congedi.

"I bassisti muoiono giovani" è la storia di un gruppo di ragazzi che decide di riunirsi, diversi anni dopo lo scioglimento della loro piccola band, per registrare - finalmente - i propri brani. Il ritorno sui propri passi è guidato da Giorgio Mestrelli, uno dei critici musicali più influenti della rete, bassista del gruppo. Nonostante il destino abbia scelto strade differenti per i cinque, i "Plettrofolle" ritroveranno immutate, suonando insieme, le sensazioni di un tempo. Dovranno però fare i conti con un diverso contesto sociale che li metterà nuovamente alla prova. Cinque ragazzi che formavano una band, una band che rappresentava un sogno, un sogno che avrebbe cambiato le loro vite. Se solo ne avessero avuto il tempo. Un affresco crudo e ironico.

Un racconto che è strutturato come un disco, centrato sulle passioni, sulla realizzazione personale e la contemporaneità. Un viaggio al ritmo di musica per scoprire l'importanza dei propri desideri. Francesco De Giorgi è nato a Casarano (Le) nel 1984. Nel 2007 si è laureato in Scienze della comunicazione presso l'Università degli Studi di Siena. Ha pubblicato i romanzi "Tu prepara il filtro" (Besa Editrice, 2011), "Una buona stella" (Lupo Editore, 2013). Musicaos Editore ha avviato le sue pubblicazioni di ebook, in formato digitale, nel settembre del 2012. Nel 2014 è stata la volta del 'passaggio' al formato cartaceo. Dall'inizio del 2015, anno nel quale sono stati pubblicati quasi trenta titoli, le opere di Musicaos Editore sono distribuite in tutte le librerie, sul territorio nazionale, e in tutti gli store digitali, in formato cartaceo e ebook. Di recente, sul Corriere del Mezzogiorno, il giornalista e critico letterario Enzo Mansueto ha definito Musicaos Editore "erede di una delle esperienze culturali on line più significative dell'ultima stagione della letteratura pugliese".

Info: www.musicaos.it 

mercoledì 19 agosto 2015

LA NOTTE DEI POETI, Parco Belloluogo, Lecce

VENERDÌ 21 AGOSTO 2015
ore 21,00
Parco Belloluogo, Lecce
INGRESSO GRATUITO
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Ritorna "LA NOTTE DEI POETI" per celebrare, nel pieno dell’estate, la poesia.

Ospiti della serata:

Insintesi + Fabio Tolledi
“Le belle bandiere – poetry dub”

A partire dalla scrittura poetica de ‘Le belle bandiere’ di Pier Paolo Pasolini, e nella grana della parola poetica, si mescolano le sonorità dub del gruppo musicale InSintesi (Francesco Andriano de Vito e Alessandro Lorusso), alla voce recitante di Fabio Tolledi, scrittore, attore e regista di Astràgali Teatro. La riflessione poetica e i suoi ritmi, le pulsazioni della materia-poesia si fanno suono nella vocalità di Tolledi e nella sperimentazione musicale dub degli InSintesi.

Original Mascarimirì & Nux Vomica
“Luballubaleti sound system”

la band salentina dei Mascarimirì sarà affiancata dai Nux Vomica, un concerto con ritmi da ballo del sud d’Italia e Francia, dove il groove della pizzica salentina si fonde con la farandola nizzarda. I Nux Vomica sono guidati da Luigi Pastorelli, vero nome di Gigi de Nissa, che oltre ad essere autore, compositore, performer e fondatore del Carnevale Indipendente di Nizza, è una delle figure maggiormente collegate alla rinascita culturale e musicale occitana iniziata negli anni ottanta da Massilia Sound System e Fabulous Trobadors e alla sua rivisitazione in chiave moderna.

Gianluca Conte
“Dimore Liquide”
da testi di Attilio Bertolucci, Valeria Rossella, Paul Valéry
chitarra Elia Dell’Anna

Un viaggio poetico e sonoro che si muove tra i luoghi immaginari de “La città di Kitež”, raccolta edita nel 2012 dalla poetessa Valeria Rossella, attraversando “Il Cimitero Marino” di Paul Valéry e il romanzo in versi “La camera da letto”, di Attilio Bertolucci.

Simone Giorgino - Ilaria Seclì - Luciano Pagano
“Fede”

Fede è canto d’amore. Liturgia. Una veglia gentile e feroce che incarna, per grazia ricevuta, la potenza dei grandi silenzi e del mistero che custodiscono, traccia di ascendenze celesti e umanissime, congiunzione di terra e cielo, offerta. Un Cantico dei Cantici figlio di tempi inquieti franti monchi.

Simone Franco
“JukeBox Letterario”

È una sperimentazione di ricerca scientifico-artistica sul rapporto opera d'arte-fruitore, nel dialogo fra arte ed ascolto. Un intervento culturale che si pone tra il teatro e la ricerca della parola nell’ambito della narrazione. L'attore salentino, Simone Franco, offrirà la sua voce narrante per una interpretazione esistenziale di passi letterari di autori classici e contemporanei.
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L’appuntamento è promosso da Astragali Teatro e rientra nel cartellone degli eventi del Comune per Lecce Capitale Italiana della Cultura 2015.


info: teatro@astragali.org - 0832.306194

lunedì 17 agosto 2015

PASSEGGIATA LETTERARIA NEL BORGO, Specchia (seconda edizione)

PASSEGGIATA LETTERARIA NEL BORGO
15 scrittori leggono le loro opere nell'incantevole centro storico di Specchia

SPECCHIA- Dopo il grande successo della prima edizione, torna lunedì 17 agosto alle ore 21 la “Passeggiata Letteraria nel Borgo- Letture ad alta voce nel centro storico”, un evento culturale curato dall'associazione culturale “LibrArti”, con il patrocinio del Comune di Specchia e della Pro Loco di Specchia; direzione artistica della scrittrice Tiziana Cazzato e della dirigente scolastica Edy Campi; allestimento scenografico a cura della pittrice Maria Grazia De Rinaldis e dell'architetto Stefania Branca.
L'incantevole borgo, nel cuore del Salento, uno dei più belli d'Italia si presenta come cornice ideale di un evento culturale davvero unico.
Gli angoli più caratteristici del centro storico, le corti e i cortili degli antichi palazzi accolgono quindici scrittori salentini e non che daranno vita a un magico megareading.
Per circa due ore leggeranno contemporaneamente pagine tratte dalle loro opere e il pubblico fluido, passando dalla Rua Ranne e proseguendo fino a via Braida, potrà fermarsi a gustare una lettura, per poi proseguire verso un nuovo autore, verso un nuovo libro. Incontrerà scrittori e libri differenti nel genere e nello stile, ascolterà la musica delle loro parole che accompagnerà i suoi passi in una lunga serata dedicata alla letteratura.
Prima che la Passeggiata abbia inizio il pubblico e gli autori protagonisti si incontreranno alle 21 nell'atrio di Palazzo Risolo, dove interverranno per un breve saluto il sindaco di Specchia, Rocco Pagliara, l'Assessore alla Cultura, Giorgio Biasco e Tiziana Cazzato, presidente dell'Associazione Culturale “LibrArti”.
Protagonisti di questa seconda edizione, arricchita e impreziosita da dei veri cammei sono: Fernando Branca, Stefano Cambò, Alberto Colangiulo, Gianluca Conte, Simone Cutri, Raffaele De Pascalis, Antonio Errico, Vita Iaia, Elisabetta Liguori, Massimiliano Mazzotta, Pina Petracca, Fabiana Renzo, Simona Toma, Wilma Vedruccio.
Un appuntamento davvero particolare per promuovere la cultura, per diffondere e condividere l'amore per i libri e la lettura, per invitare all'ascolto, per viaggiare con la fantasia attraverso le pagine, ma anche “con i piedi” fra gli angoli più belli del borgo antico di Specchia.
E così, il pubblico passeggiando fra le antiche stradine potrà fermarsi ad ascoltare in una caratteristica corte o nel cortile di un antico palazzo la voce di uno scrittore e scoprire e conoscere un autore, un libro e vivere un'emozione nuova e unica. Proseguendo, il pubblico incontrerà in un altro angolo, in un'altra corte un nuovo scrittore e libri e sensazioni nuove. E se l’ascolto della lettura di un libro avrà suscitato la sua curiosità, avrà la possibilità di acquistarlo presso la “Libreria sotto le stelle del borgo”, allestita per l'occasione nell'atrio del Castello e che venderà solo i libri degli autori presenti all'evento.
Alle ore 23 gli scrittori e il pub



mercoledì 12 agosto 2015

MUSICA NEL BORGO - Jazz e Libri a Casa Turrita, Presicce

MUSICA NEL BORGO - Jazz e Libri a Casa Turrita
12-13-14 Agosto 2015 - PRESICCE (Via Antonio Gramsci)

direttore artistico: Marco Bardoscia

Musicaos Editore sarà presente con le sue produzioni, per 5 straordinari appuntamenti in compagnia di Elisabetta Liguori, Francesco De Giorgi, Elio Coriano, Stella Grande, Nando Bardoscia, Pierluigi Congedi, Gianluca Conte, Simone Cutri; con dialoghi a cura di Lucia Cordella, Chiara Cordella, Luciano Pagano.
Ecco il programma completo degli appuntamenti letterari:
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Mercoledì 12 Agosto - Ore 20:30 - Terrazzo Casa Turrita
- Elisabetta Liguori - "Il secondo giorno - Kiss for my angel"
Musica: Nando Bardoscia

- Francesco De Giorgi - "I bassisti muoiono giovani"
Chitarra: Pierluigi Congedi

Dialoga con gli autori: Lucia Cordella
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Giovedì 13 Agosto - Ore 20:30 - Terrazzo Casa Turrita
Elio Coriano - "A nuda voce. Canto per le tabacchine"
con Elio Coriano (voce, testi), Stella Grande (canto, voce), Nando Bardoscia (musica)

Introduce: Luciano Pagano
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Venerdì 14 Agosto - Ore 20:30 - Terrazzo Casa Turrita
Simone Cutri - "E nessuno viene a prendermi"
Musica: Nando Bardoscia

“In bilico. Storie di animali terrestri” Nuovi racconti italiani
Musica: Nando Bardoscia

Dialoga con gli autori: Chiara Cordella

martedì 11 agosto 2015

A NUDA VOCE. CANTO PER LE TABACCHINE di Elio Coriano (Musicaos Editore) a "La Notte Incanta" di Calimera

Presentazione del libro "A nuda voce. Canto per le tabacchine", di Elio Coriano (Ed. Musicaos).

Recital musicale a cura di Elio Coriano, Stella Grande e Luigi Marra.

«Elio Coriano con questa sua opera intende restituire una voce alle tabacchine morte il 13 giugno 1960 a Calimera, a causa di un incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. Questo canto si unisce a quello di una generazione di salentini che hanno lavorato, anche in condizioni disumane, per garantire un futuro ai propri figli.»
(dalla quarta di copertina).


«C’è tutta la dimensione di Elio Coriano in questo ultimo lavoro poetico. C’è tutto un percorso che dall’esordio si articola assumendo la vita come una forma di resistenza poetica ai ‘mali” sociali.’”

“Ci sono un paio di mani callose morbide e bianche più della madonna, felici, bagnate dal sole e dalla fatica sotto le unghie. Ci sono un paio di mani callose morbide e bianche, sodali d’amore e crescita e maturazione, e sanno come fare del silenzio una canzone di fatica e lotta, di coscienza e amore.»
(dall’intervento di Francesco Aprile, all’interno del volume).

lunedì 10 agosto 2015

SANTA CROCE. MISTERI DI UN LIBRO DI PIETRA (Musicaos Editore)

Illustrazioni e testi: Giovanni Matteo
Progetto grafico: Adriana Adamo
Concept: addastudio.it
 
Per la prima volta, in un’opera illustrata di chiara e efficace lettura, vengono spiegati i misteri di quel libro di pietra, che è la facciata della Basilica di Santa Croce a Lecce.
Un viaggio nella storia, nel tempo, nell’arte, per conoscere misteri e notizie, per ʽleggereʼ uno a uno i simboli e gli elementi che costituiscono il monumento più importante del Barocco leccese.
Illustrazioni e testi originali che ci guidano in un percorso accattivante, offrendoci i particolari o lo sguardo dʼinsieme di una visione che giunge ai giorni nostri, attraverso i secoli, sempre carica di fascino e attrazione.
Chi sono i telamoni? Quanti sono i cherubini, e gli angioletti? Perché sulla facciata sono raffigurati un cavallo e un orso? E gli altri animali e personaggi, cosa stanno a significare? Dalla battaglia di Lepanto alle dinastie e ai regnanti che hanno solcato la terra salentina e la magnifica città di Lecce; gli stemmi, le casate, i messaggi nascosti. Un racconto nel quale è scolpita la storia. Una lettura piacevole, dedicata ai curiosi.


















“Santa Croce. Misteri di un libro di pietra” (Musicaos Editore)
Collana Atalanti, 1, 32 pagine a colori, formato 21×21 cm, isbn 9788899315221, €10

Info:
info@musicaos.it

mercoledì 29 luglio 2015

"INCHIOSTRO DI PUGLIA - IL LIBRO" A GALATINA

Libreria Fabula e Vele Racconto presentano il libro Inchiostro di Puglia: introdurrà l'assessore alla cultura Daniela Vantaggiato, saranno presenti gli autori Sabrina Barbante e Gianluca Conte, coordinerà Antonio Liguori (La Gazzetta del Mezzogiorno), musiche di Francesco Napolitano. inoltre nel corso della serata ci sarà l'esposizione dei quadri di "omaggio alla taranta" degli artisti galatinesi Carla Casolari e Luigi Latino.

Giovedì 30 luglio, ore 20, Chiostro Palazzo della Cultura, piazza Dante Alighieri, Galatina. 

COLLANA DI POESIA MUSICAOS EDITORE





Nel settembre del 2014, con la pubblicazione di A nuda voce. Canto per le tabacchine di Elio Coriano, la collana di poesia di Musicaos Editore, che ho l’onore e il piacere di dirigere, ha mosso i suoi primi passi. Quello di Coriano è stato un battesimo importante che, oltre a presentarci all’attuale universo poetico con un’opera dall’indubbio peso specifico, ci ha spinto a lavorare con sempre maggiore attenzione e scrupolosità.

Da quel momento la nostra ricerca poetica, che affonda le radici ben più indietro nel tempo, ha portato sulla nostra strada molti autori e manoscritti, giunti in redazione in numero sempre crescente. Il nostro è un impegno costante, motivato dal credere fermamente che la poesia non sia morta ma vivissima, così come è vivo il lavoro che c’è dietro un testo poetico.

La collana di poesia di Musicaos Editore, che in autunno vedrà la pubblicazione di nuovi titoli, punta lo sguardo sull’opera dei poeti contemporanei, attraverso un’indagine puntuale dell’attuale panorama poetico, incontrando la sensibilità dell’urgenza, del ritmo, del sentire profondo, del lirismo, del sociale.

Gianluca Conte