martedì 27 dicembre 2016

UNIVERSO MINIMO di Gianluca Conte a San Donato di Lecce

Alimede Poesia e Linea Carsica presentano:
“Universo minimo” di Gianluca Conte.

Dialogherà con l’autore la scrittrice Chiara Cordella

Interverrà il Consigliere Emanuele Dell’Anna

Mercoledì 28 dicembre, ore 18.45 Centro Sociale, via Roma, San Donato di Lecce.

In collaborazione con: Comune di San Donato di Lecce – Settore Cultura


«L’universo poetico di Gianluca Conte è inquieto, tagliente; in alcuni frangenti sembra sospendersi in memoriam, eppure scorre incessantemente verso la vita e la molteplicità della sua sostanza e dei suoi attributi.
Metafisico e finemente acuminato, il pensiero più intimo dell’autore si accompagna a un tratto ritmico sistemico e simbolico, in cui le visioni appaiono sottili e nude, sospese come dipinti squarci di esistenza, e danzano, incisive e delicate, in un’alternanza “quasi umana” di circostanze massimamente minime e di estatiche visioni spontanee».

Dalla nota introduttiva di Antonella Boccadamo

martedì 20 dicembre 2016

Vele Racconto e Mangianastri presentano: UNIVERSO MINIMO di Gianluca Conte (Alimede Poesia). Reading poetico a Copertino

Venerdì 23 dicembre, ore 20.00, Via Madonna delle Grazie, Copertino (Le)


Reading di poesia: UNIVERSO MINIMO di Gianluca Conte, primo titolo della collana di Poesia di Alimede.


L’Associazione Vele Racconto, in collaborazione con il Circolo Culturale Mangianastri e con la partecipazione di alcuni cari amici sarà felice di conversare con l’autore per scoprire la ricchezza e la complessità di “Universo Minimo”


Interventi musicali Nando Bardoscia.


«L’universo poetico di Gianluca Conte è inquieto, tagliente; in alcuni frangenti sembra sospendersi in memoriam, eppure scorre incessantemente verso la vita e la molteplicità della sua sostanza e dei suoi attributi.

Metafisico e finemente acuminato, il pensiero più intimo dell’autore si accompagna a un tratto ritmico sistemico e simbolico, in cui le visioni appaiono sottili e nude, sospese come dipinti squarci di esistenza, e danzano, incisive e delicate, in un’alternanza “quasi umana” di circostanze massimamente minime e di estatiche visioni spontanee».


Dalla nota introduttiva di Antonella Boccadamo

martedì 13 dicembre 2016

PERSONALE DI PITTURA di Simona Pistorello e READING POETICO di Gianluca Conte alla libreria VOLTA LA CARTA di Calimera

Venerdì 16 dicembre, alle ore 19, presso la libreria Volta la carta, via Costantinopoli 35, Calimera, un appuntamento all’insegna dell’arte e della poesia con Simona Pistorello e le sue suggestive opere pittoriche e Gianluca Conte con un reading tratto dal suo ultimo lavoro “Universo minimo” (Alimede Poesia), con l’accompagnamento musicale di Elia Dell’Anna.

venerdì 2 dicembre 2016

FAMMI GIRARE L'ANIMA - prima attività di Alauda

“Fammi girare l’anima” è la prima attività della appena nata associazione “Alauda”, attività che mira a dare vita ad uno spazio in cui far convergere diverse energie artistiche, in relazione ad un pubblico partecipe. 

Le opere saranno a disposizione nella bottega d’artista di Jara Marzulli e disegneranno una mappa in cui molteplici voci, facenti parte dell’arte visuale, si incontrano, si mostrano, parlano. Voci che fanno “girare l’anima” come su di una giostra. La giostra della locandina, gentilmente concessa dalla fotografa Lara Ferulli presente all’interno della mostra.

In accordo con gli intenti di Alauda, di unire l’arte visuale a quella teatrale-performativa,  si intrecceranno all’esposizione due eventi: uno il 10 dicembre, giorno di apertura, alle ore 22.00 con la performance sensoriale “Autunno_esperimento #1” a cura di Iula Marzulli e l’altro il 17 dicembre, alle ore 19.30, con la visione del documentario “P-Frames”, realizzato in crowdsourcing da REC movie. Il 17 sarà presente anche la co-autrice Marianna Fumai.

Gli artisti presenti: Jara Marzulli, Lara Ferulli, Giancarlo Marcali, Vania Elettra Tam, Angela Regina, Flavia D’Alessandro, Grazia Salierno, Franco Altobelli, Margherita Ragno, Ilaria Margutti, Antonio Delluzio, Rosalia Zutta, Cristina Iotti, Marina Mancuso, Giuseppe Petrilli, Domenico Scaringi, Leo Ragno, Leo di Domenico, Concetta Russo, Alfredo Ingino, Sergio Pasquadibisceglie, Carlo Cofano, Adriano Fida, Vincenzo Colella.

Dall’11 dicembre è possibile visitare l’esposizione “Fammi girare l’anima” su prenotazione e su richiesta.

DURATA:
10 dicembre 2016 – 6 gennaio 2017 ingresso gratuito

APERTURA:
10 dicembre, ore 20.00

APPUNTAMENTI:
10 dicembre, ore 20.00 Apertura; ore 22 performance sonora “Autunno_Esperimento #1”
17 dicembre, ore 19.30 ,“P-Frames” video documentario

LUOGO:
Ass. culturale “Alauda”
sede presso lo Studio d’arte di Jara Marzulli, in via Quintino Sella n.3, Adelfia(BA)

Info, visite e prenotazioni: +39 3336576674; +39 3495627533

domenica 20 novembre 2016

UNIVERSO MINIMO di Gianluca Conte (Alimede Poesia) è disponibile

UNIVERSO MINIMO di Gianluca Conte, primo titolo della collana Poesia di Alimede è disponibile e acquistabile ordinandolo all’indirizzo progettoalimede@gmail.com, in libreria e sulle piattaforme on line.
Dopo Insidie, Il riflesso dei numeri e Danza di nervi, l’autore è giunto alla sua quarta silloge, continuando un percorso di ricerca sospeso tra il lirismo più intimo e l’odierna dimensione spazio-temporale.
Universo minimo è il primo titolo della collana di Poesia di Alimede.

«L’universo poetico di Gianluca Conte è inquieto, tagliente; in alcuni frangenti sembra sospendersi in memoriam, eppure scorre incessantemente verso la vita e la molteplicità della sua sostanza e dei suoi attributi.
Metafisico e finemente acuminato, il pensiero più intimo dell’autore si accompagna a un tratto ritmico sistemico e simbolico, in cui le visioni appaiono sottili e nude, sospese come dipinti squarci di esistenza, e danzano, incisive e delicate, in un’alternanza “quasi umana” di circostanze massimamente minime e di estatiche visioni spontanee».
 Dalla nota introduttiva di Antonella Boccadamo

         progettoalimede@gmail.com

sabato 19 novembre 2016

EROS KRONOS: CHRISTINE IX tra letture poetiche e loop musicali

Letture poetiche e loop musicali si incontrano, dialogano e si scontrano in "EROS KRONOS", un'intima performance musicale e letteraria, che ha come suo fulcro i temi del tempo, dell'amore, della morte e della nostalgia.
Dopo un paio d'anni in giro per la Puglia e per l'Italia con la band, Christine IX ritorna alle origini, in solitaria con loopstation, con un piccolo, delicato e cattivo spettacolo fatto di note, rumori e delle letture che hanno ispirato e accompagnato la stesura del suo album "Can I Frame the Blue?".

martedì 8 novembre 2016

UNIVERSO MINIMO di Gianluca Conte (Alimede Poesia) è in arrivo

Anteprima.

Universo minimo, la nuova raccolta poetica di Gianluca Conte, a cura di Alimede, sarà a breve disponibile. Dopo Insidie, Il riflesso dei numeri e Danza di nervi, l’autore è giunto alla sua quarta silloge, continuando un percorso di ricerca sospeso tra il lirismo più intimo e l’odierna dimensione spazio-temporale individuale e collettiva.

Universo minimo è il primo titolo della collana di Poesia di Alimede.

«L’universo poetico di Gianluca Conte è inquieto, tagliente; in alcuni frangenti sembra sospendersi in memoriam, eppure scorre incessantemente verso la vita e la molteplicità della sua sostanza e dei suoi attributi.
Metafisico e finemente acuminato, il pensiero più intimo dell’autore si accompagna a un tratto ritmico sistemico e simbolico, in cui le visioni appaiono sottili e nude, sospese come dipinti squarci di esistenza, e danzano, incisive e delicate, in un’alternanza “quasi umana” di circostanze massimamente minime e di estatiche visioni spontanee».

 Dalla nota introduttiva di Antonella Boccadamo


Info: alimedepoesia.wordpress.com
         progettoalimede@gmail.com

mercoledì 2 novembre 2016

VITE COLME DI VERSI di Nicola Vacca (Galaad Edizioni) alla Libreria Palmieri di Lecce

Sabato 5 novembre, alle 18.30, presso la Libreria Palmieri di Lecce, Nicola Vacca, vincitore del premio Camaiore 2016, sarà ospite della Libreria Palmieri con il suo libro " Vite colme di versi" ventidue ritratti di poeti. Interverranno Paolo Fiore, Alessandro Vergari, Giuseppe Cristaldi.

Poesia come scoperta del «cuore dell’universo»; poeti che testimoniano «il rapporto inscindibile che esiste tra la vita e la morte»; versi che sanno dimorare negli «incerti confini abitati dall’uomo»; voci in grado di innalzare un «eretico grido di rivolta». Dopo Sguardi dal Novecento, con Vite colme di versi Nicola Vacca opera una scelta, soggettiva e oggettiva, tra i grandi poeti del secolo scorso, privilegiando autori capaci di leggere il mondo al di fuori di schemi, convenzioni, ideologie, e sempre animati dalla «sete di verità». Un libro che è un percorso, libero e ragionato, tra nomi conosciuti e meno conosciuti, ai margini del potere e delle consorterie culturali, voci spesso dimenticate oppure incomprese, autori non da consumare, ma da cui essere consumati. Perché la vera letteratura ha sempre «qualcosa di disturbante, di scandaloso». E in questo scandalo è l’autentico sostare dell’arte poetica e di chi sa apprezzarla.
                                                                             Alessandro Vergari

giovedì 20 ottobre 2016

NASCE "ALIMEDE", UN NUOVO PROGETTO CULTURALE

Care amiche e cari amici, vi rendo partecipi di ALIMEDE, un nuovo progetto culturale indipendente. Se volete, seguiteci in questa nuova avventura.

Alimede è un progetto culturale indipendente che si propone la diffusione della poesia, della filosofia, della narrazione, dell’arte, della spiritualità.
Si tratta di un contenitore/contenuto che ricerca la spontanea condivisione di persone, associazioni, librerie, enti, istituzioni.
Le linee ideatiche cui Alimede si ispira nascono dall’attenzione per il valore intrinseco delle opere e per il percorso umano e artistico degli autori.

Gianluca Conte cura e dirige le collane di poesia e filosofia/spiritualità.

 

sabato 1 ottobre 2016

SEMIOTICA DEL MALE di Flaminia Cruciani (Campanotto Editore)









Semiotica del male di Flaminia Cruciani (Campanotto Editore)







Assaggia i pani della fossa

non ti resta che questo

tutto il resto te l’ha negato il nome

che ti guadagni ogni giorno.

(p.45)









Esiste la possibilità di una Poesia intesa come ecatombe delle umane giustificazioni? Dopo aver letto Semiotica del male di Flaminia Cruciani, Campanotto Editore, 2016, la risposta non può che sembrarci affermativa. Fin dai primi versi di questo libro – che si rivelerà di una potenza straordinaria – l’autrice pugna con una sorta di meta-apparizione del male; ad un tempo, l’universale apoteosi di una volontà sovrumana e l’iperumana, tangibile materia antropica. Entrambe foriere di una condizione umana greve e misteriosa, di una realtà che spesso indossa la maschera di una stolida bellezza, nascondendo l’inafferrabile spettro del male: «L’umanità sprofonda sotto / il peso della sua sentenza spirituale / nelle ferite inferte dalla menzogna [...]» (p.17). «The evil that men do lives after them» profetizzava Antonio nel Giulio Cesare di Shakespeare, a ricordare che questa energia entropica, primitiva, si muove seguendo un corso differente rispetto al tempo dell’uomo, superando, in sostanza e attributo, il Cronos, l’ordine; così la poetessa: «Momento, azione, siamo / in abisso, in sordina / schianto atemporale hai / attraversato il mio tuono [...]» (p.23). La Cruciani, come ha sottolineato Tomaso Kemeny nella prefazione, «non petrarcheggia (...) sul male» ma lo guarda in faccia, esponendosi alla sua azione tentacolare, arrischiando una battaglia che all’orizzonte non vede né vincitori né vinti. Eppure è una battaglia poeticamente necessaria, che sfida, come ha voluto Celan, il monito/divieto di Adorno («Dopo Auschwitz, nessuna poesia, nessuna forma d’arte, nessuna affermazione creatrice è più possibile», Dialettica negativa), che proprio all’infinitezza e alla perfezione, in negativo, che il male aveva raggiunto nel XX secolo attribuiva un’impossibilità di confronto lirico con questa dimensione immanentemente umana. In tal senso, i versi della poetessa appaiono come innumerevoli protasi/frecce disseminate contro un potere assurto a misticismo rovesciato: «Leccherò l’oscurità / fino a esaurirla». (p. 23). Sembrerebbe quasi un presagio benevolo per un’umanità toccata spesso dalla banalità del male (come ci ha ricordato Hannah Arendt nel suo capolavoro sulla “questione Eichmann”). In un clima di frenesia lirica, ricco di ritorni tematici e di figurazioni multiple, Flaminia Cruciani disintegra qualsivoglia possibilità di nascondersi, concretizzando, attraverso l’atto della scrittura, la mitica tensione della lotta: «Mi serve il male, / mi serve per capire». (p. 27). Ma cos’è il male ipotizzato dall’autrice? Il male, diceva Agostino, non ha una consistenza ontologica, in quanto altro non è che mancanza di bene. Eppure, questa dimensione prende forma e si nutre dell’umano, vivendo una vita propria, sconvolgendo le esistenze; che sia metafisico o morale, il male non può essere stigmatizzato con facilità, e sono proprio i versi di questo libro a ricordarcelo: «A chi giova tanta mortificazione / un suicidio distillato in giorni / coricarsi sotto la croce?» (p. 45). Il male come cosmica volontà caotica e come personale normalità, perennemente in movimento tra l’inarrivabile dimensione universale e l’intima quotidianità, dove appare in tutta la sua potenza devastante: «Mi restano nel soppalco i tuoi diari / che non posso leggere / scritti con la calligrafia rotonda / e il male di frontiera / dei ricordi di noi ovunque. / La verità è che non riesco a scrivere di te [...]» (p.65).

Un male pluridimensionale, dunque, che, al di là delle possibili definizioni – commissione, privazione, assenza, presenza, volontà, incompletezza, ecc. – è qualcosa con cui l’uomo deve confrontarsi: è la tangibilità stessa del male a richiederlo. Volens nolens, l’uomo non può esimersi dal rapportarsi a esso: «Quel male era necessario allora / a comprendere, a rivelare / il mondo, a difendersi». (p. 26).

In conclusione: il lettore, dopo essere entrato in profondità nei versi della Cruciani, si chiede chi o cosa rimanga oltre le macerie di questa eroica lotta poetica. Ebbene, a nostro avviso, rimane l’uomo, (nudo, spogliato di tutte le sue sovrastrutture) nonostante il male e nonostante la moltitudine infinita dei “se stessi” che ogni giorno nutre questa dimensione. E non è poco. 



Flaminia Cruciani

Nata a Roma nel 1971, si ė laureata in Archeologia e storia dell'arte del Vicino Oriente antico, presso Sapienza Università di Roma sotto la guida del Prof. Matthiae. Ha poi conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Archeologia Orientale nella stessa università per poi perfezionare i suoi studi con un Master di II livello in “Architettura per l'Archeologia - Archeologia per l'Architettura” per la valorizzazione del patrimonio culturale. Per lunghi anni ha partecipato alle annuali campagne di scavo in Siria, in qualità di membro della "Missione archeologica italiana a Ebla". Ha poi conseguito una seconda laurea in “Storia dell’arte”. Presso la stessa università tiene annualmente corsi sul rapporto tra l'iconografia e il testo nella tradizione mesopotamica. Si è specializzata inoltre in Discipline Analogiche, attraverso lo studio dell’Ipnosi Dinamica, della Comunicazione Analogica non Verbale e della Filosofia Analogica, conseguendo il titolo di Analogista, una professione di aiuto per la lettura e la decodifica delle dinamiche emozionali profonde. Da diversi anni è operatore certificato di Psych-K. Ha inoltre inventato il “Noli me tangere®”, uno strumento fondato sul potere evocativo delle immagini in grado di favorire il processo di individuazione della persona. Nel 2008 ha pubblicato Sorso di Notte Potabile, ed. LietoColle. Del 2008 è Dentro, Edizioni Pulcinoelefante. Nel 2013 ha pubblicato Frammenti, Edizioni Pulcinoelefante. Nel 2015 ha pubblicato Lapidarium, ed. Puntoacapo, con la prefazione di Tomaso Kemeny. Di prossima pubblicazione, per i tipi di Campanotto Editore, è “Semiotica del male”. Suoi testi letterari sono presenti in numerose antologie, fra cui la recente 42 voci per la pace, ed. Nomos. È stata selezionata fra i giovani poeti italiani contemporanei per il Bombardeo de Poemas sobre Milán, opera del collettivo cileno Casagrande. Ha aderito al movimento mitomodernista, è tra i fondatori e gli ideatori del Grand Tour Poetico e della Freccia della Poesia.








mercoledì 7 settembre 2016

CHI NON CONOSCE GIACOMO LEOPARDI?



[...] Spirti del secol mio: che, non potendo
felice in terra far persona alcuna,
l’uomo obbliando, a ricercar si diero
una comun felicitade; e quella
trovata agevolmente, essi di molti
tristi e miseri tutti, un popol fanno
lieto e felice: e tal portento, ancora
da pamphlets, da riviste e da gazzette
non dichiarato, il civil gregge ammira [...].

da Palinodia al marchese Gino Capponi




Mi rendo conto, con estrema amarezza, che molti – troppi – non conoscono affatto Giacomo Leopardi. Purtroppo anni e anni di scuola gentiliana, di leggende urbane e di false credenze ci hanno restituito una figura quasi caricaturale. Nell’immaginario collettivo, infatti, domina ancora l’idea di un uomo deforme, complessato, amante rifiutato e deluso, pessimista nell’accezione più superficiale e romantica del termine (se diamo a “romantico” il senso di décadent o patetico). La sua critica sociale è stata completamente rimossa o mai incontrata; la sua profonda, disincantata e tagliente analisi dell’animo umano ridotta a un pessimismo individuale, personale, a tratti sconcio e a tratti meschino (d’altronde un così grossolano errore è stato commesso anche con Saffo) – frutto di una sua incompatibilità psicofisica con il resto del mondo sano e felice –  e, se pur confluente nel ben più apprezzato “pessimismo cosmico” o “universale”, per la maggior parte della middle class italiana – sì, perché bisogna ammetterlo, il “caso Leopardi poeta introverso e asociale” è un problema unicamente italiano – pensa al genio di Recanati come ad un uomo che si rinchiude nel buio isolato e (s)confortante della propria cameretta, lasciando fuori la vita e il prossimo; la sua potente vena lirica confusa con il civettuolo punzecchiarsi di adolescenti innamorati; la sua grandissima speculazione filosofica subordinata ad altri “grandi pessimismi”, quello di Schopenhauer, ad esempio, o non tenuta affatto in considerazione. 
Qualche capitano coraggioso, nel corso del tempo, ha cercato di barcamenarsi in un vespaio di opinioni, cercando di far conoscere ai più il vero Leopardi – in ultimo il film che vede protagonista Elio Germano – senza tuttavia riuscire nell’intento. La lettera scarlatta del mesto e rassegnato omino di provincia, il marchio perenne del piccolo, penoso individuo, che cerca nelle Lettere un rifugio dalla crudele esistenza, si distingue ancora da lontano. Di chi la colpa? (se è giusto cercare colpevoli). Degli insegnanti, sicuramente. Ma anche dei genitori e degli operatori culturali, molti dei quali, segretamente, in fondo in fondo, credono a loro volta alla leggenda del Leopardi sfigato, dell’uomo cui non assomigliare. Ma la colpa è forse anche di tanti poeti, che, per qualche strana ragione, hanno deciso che il buon Giacomo fosse un elemento fuori dal coro (e qui vi è ragione!), scomodo, non classificabile, difficilmente interpretabile con il metro della nostra frenetica e insensata contemporaneità. Perfino un osso duro come Charles Bukowski, in un certo senso, potrebbe essere inquadrabile in qualcosa, forse nel suo essere “contro” o “pro”, Leopardi no. Esiste una soluzione a questo stato di cose? Certamente! Niente di più facile, se solo lo si volesse! Basterebbe leggere le opere di questo straordinario poeta. Leggerle in profondità, senza fermarsi alle apparenze. Leggerle per conoscerlo veramente, senza pregiudizi. Leggere anche quelle poesie che negli anni del liceo ci furono proposte  e presentate come elementari, quasi sciocche composizioni (Il passero solitario, Il sabato del villaggio, La sera del dì di festa, A Silvia) da imparare a memoria, e operando su di esse un’analisi “tecnicistica” (qualcuno ricorda l’inizio del film l’Attimo fuggente?), che le impoveriva, le declassava e le scioglieva da qualsiasi vincolo storico e sociale. Riscoprire Leopardi, Manzoni (altro autore frainteso e bistrattato), Alfieri, Monti, e tanti altri intellettuali, per anni messi al bando, potrebbe arricchirci di poesia, di storia, di cultura, e donarci quell’Infinito e quel mare in cui sarebbe così dolce naufragare.