mercoledì 30 aprile 2014

Luca Benvenga su Mangialibri per CANI ACERBI di Gianluca Conte (Musicaos:ed)

Care amiche, cari amici, di seguito un bel pezzo di Luca Benvenga su Mangialibri per Cani acerbi di Gianluca Conte. Buona lettura.

Lu Gurgu è una contrada di case sparse e terreni coltivati, in cui dimorano “sotto pittoreschi ombrelloni” le prostitute dei campi. Poco più in là, in una seconda contrada, quella di Fiumenero, una remota periferia del paesino di Scorcia, per dar cittadinanza a chi fornisce assistenzialismo per i contadini e le altre classi sociali della zona è stato asfaltato un parcheggio con l’obiettivo di ospitare altre donne che vendono i loro corpi. Queste ultime, a differenza delle prime, ospitano nei loro anfratti anche avvocati ingellati, uomini d’affari con i SUV, gente di lusso. Alessio Delmale, contadino e proprietario terriero, è un individuo che conosce la realtà che lo circonda, perché vive e lavora “a due passi dalle zoccole”. È un uomo che maneggia soldi e cultura, condizione sociale che restituisce rispettabilità e osservanza nel paesino. Un contadino proprietario di un’azienda agricola, comunista e lettore de “l’Unità”; uno che, come afferma lui stesso, a differenza degli imprenditori della sua zona, non vota Berlusconi e ama tenersi informato...
“Le puttane dei campi. Nigeriane toccasana. Passatempo preferito dei contadini della zona, che tra un colpo di sarchia e una rastrellata, vanno a inzuppare il biscotto”. Già dalle prime pennellate del romanzo, l’autore di Cani acerbi si serve di periodi semplici, non disdegnando circonlocuzioni e paratassi ritmiche. Narra uno scenario quotidiano fatto di sesso mercenario, silenzi, forme di socialità interclassista (prostitute con clienti della medio-alta borghesia di provincia) e politiche di sollievo dei corpi. Emerge, con l’utilizzo di un linguaggio semplice, una narrazione riflessiva ed emozionale per chi conosce, anche sommariamente, la realtà di cui Conte parla, lontano da costrizioni propagandistiche e versioni di facciata. Uno scenario bulimico, provincialista e catramato, fatto di gigioni, miserabili e masnadieri, e uomini di dignità nei quali dimora ancora quel briciolo di civiltà.


Info: www.musicaos.it 

mercoledì 23 aprile 2014

I PORNOMADI di Davide Morgagni (Musicaos:ed) al Fondo Verri, Lecce

"I pornomadi" di Davide Morgagni  al Fondo Verri
mercoledì 23 aprile  2014 – alle 20.00

La  prima presentazione  per “I pornomadi” (musicaos:ed), il romanzo di esordio di Davide Morgagni, terzo titolo della collana “smartlit”, diretta da Luciano Pagano, si terrà il 23 aprile, alle 20.00, al FondoVerri a Lecce (in Via Santa Maria del Paradiso, nei Pressi di Porta Rudiae) con l’autore Lorenzo Papadia, autore delle fotografie contenute nel volume e Luciano Pagano, che dialogherà con entrambi.
Davide Morgagni si muove attorno al centro di una realtà terrificante, costruita sul delirio, una parola dopo l'altra, come una piega, una ferita. Quale immagine di società ne verrà fuori, quale nuova generazione di pornoumani, derive, resisterà a questo romanzo increato dove il mondo è immediatamente vita, subito, adesso? “Il peggio passa e se ne fa una sintassi”.
Morgagni, nel suo romanzo di esordio compie un gesto liberatorio nei confronti della sintassi, di quella lingua che spesso viene abusata entro limiti di convenzienza, confondendo l’essere di ciò che si racconta con la gabbia ‘scolastica’ delle buone maniere, ammiccanti per il lettore. “I pornomadi” racconta le vicende del primo “pornomade”, in una realtà cittadina, metropolitana, che sarebbe assenza totale e gratuita, totale indifferenza, se non fosse per l’accensione atomica che il testo fornisce alla realtà stessa.
Il libro contiene 25 immagini fotografiche, in bianco e nero, realizzate da Lorenzo Papadia e selezionate per questa pubblicazione. Cioò che si realizza, tra testo e immagine, ne “I pornomadi” è un dialogo inedito, equilibrio tra poesia della visione e scrittura musicale del testo di Davide Morgagni.

DAVIDE MORGAGNI
Nasce a Lecce nel 1977. Si laurea in Filosofia. Nel novembre del 2013 debutta alla scrittura e regia teatrale con "RICCARDINO III", da William Shakespeare.

LORENZO PAPADIA
Lorenzo Papadia vive e lavora in Italia, come fotografo, occupandosi principalmente dell'organizzazione di workshop fotografici, sviluppando percorsi a tema, a partire da un'attenta analisi della realtà, fotografando spesso oggetti di uso comune, interni o paesaggi urbani. La 'sua' realtà viene rivista ed ordinata, rivisitata attraverso la fotocamera, per dare un senso compiuto al grande disordine creato dalla velocità di vita odierna, fatta spesso di immagini iper codificate. La fotografia, secondo Lorenzo Papadia, è ancora in grado di far riflettere, di costituire una pausa al bombardamento continuo di immagini cine-televisive tipico dell'era moderna. Una fotografia che ha il compito di permettere all'osservatore di soffermarsi sulle cose, anche comuni, che non si notano più per colpa di una certa velocità dello sguardo. L'atteggiamento di Lorenzo Papadia richiama molto quello fanciullesco, lo stesso che porta alla scoperta del mondo. (http://www.lorenzopapadia.com/)




sabato 19 aprile 2014

Sara Di Carlo su SULPALCO.IT per DIARIO DI UNA GIORNALISTA PRECARIA di Angela Leucci (Musicaos:ed)

Trama: Fanny Millefoglie è una giornalista di 50 anni, precaria da 30 anni. Fanny vive nel Salento, nella splendida terra di Puglia, raccontando tutte le peripezie accadute durante tutti gli anni della sua attività, del rapporto con la “ggente” che immancabilmente deve offrire il suo punto di vista, dei colleghi che fanno carriera (in qualche modo), di ex fidanzati illetterati e di situazioni assurde e surreali. Persino della sua esperienza come impiegata comunale, quando per un breve periodo è stata licenziata dal suo giornale solo per aver detto la verità.

 “Diario di una giornalista precaria” è un diario - libro che affronta in maniera divertente e disincantato, il mondo che circonda una giornalista, in special modo di quello della protagonista Fanny che, seppur precaria, mette anima e corpo in quello che considera il suo lavoro. Un lavoro che in realtà è una missione, determinata da una fortissima passione. Soltanto la passione, mista alla pazienza (così come afferma Fanny) possono dar vita e linfa alla giornalista precaria, alla continua ricerca della verità.
Un diario che affronta i “nemici” principali di un giornalista, la “ggente”, che di continuo afferma di poter fare questo lavoro in modo migliore, che scrive chiedendo consigli sulla menopausa o minacciandoti se scrivi che l'ultima canzone di una nota rock star alla fin fine, non è proprio un capolavoro.
Occorre infine aver molto senso dell'umorismo per fare il giornalista, altrimenti non si potrebbe sopravvivere a tutte le varie esperienze legate alle persone che in qualche modo ne circondano questa precaria figura.
Ma Fanny è circondata anche da ex fidanzati illetterati che non sanno apprezzare i giochi di parole e non sanno neanche mantenere in piedi una conversazione impegnata.
Non mancano i “pazzi”, quelli che vorresti chiuderti in una cassaforte piuttosto che averli in visita in ufficio mentre lavori da sola, quelli che rispondono al telefono senza darti le informazioni necessarie per svolgere al meglio il tuo lavoro (e non si tratta di telemarketing), dei colleghi che non sai in quale modo abbiano fatto carriera, eppure li ritrovi sopra di te, di tante altre situazioni che di norma, il lettore non vede e non legge e certamente non immagina neanche possano accadere.
“Diario di una giovane giornalista” è tutto ciò che non viene detto dalle redattrici, seppur ogni riferimento sia del tutto casuale, sfido qualunque collega a non riconoscersi in uno degli aneddoti raccontati dall'autrice.
Un divertentissimo diario in 158 pagine che si legge tutto di un fiato, sia per le situazioni raccontate, sia per lo stile adottato dall'autrice, molto diretto e semplice, sia per la brevità di ogni capitolo, ma che al contempo lascia lo spazio per riflettere su una delle professioni più belle al mondo, ma al contempo forse una delle più discusse e “pericolose”.
Angela Leucci nasce nel 1979 ed è laureata con una tesi sperimentale in Filologia Romanza, lavorando nel giornalismo dal 1998. Scrive per “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “Belpaese” e per il gruppo “Html.it”. Ha pubblicato due raccolte di racconti, “Nani, ballerine e altre suggestioni” (Akkuaria, 2009) e “Cafè des Artistes” (Lupo Editore, 2011), oltre a saggi e storie apparse sulla miscellanea “Note di storia e cultura salentina” della Società di Storia Patria per la Puglia.
Foodblogger e appassionata di cinema, ama i gatti, Rat Man e i narratori statunitensi.
Musicaos:ed è un progetto editoriale indipendente nato dall’esperienza della rivista musicaos.it, fondata il primo gennaio del 2004 e diretta da Luciano Pagano.
Nei primi dieci anni di attività, sulla rivista hanno scritto giornalisti, critici letterari, blogger, artisti, pittori, cineasti, e sul blog sono stati pubblicati oltre 1500 articoli, racconti, recensioni. Giuseppe Genna, nel 2008, ha definito Musicaos: “uno degli snodi fondamentali della blogosfera letteraria che ha retto al crollo della medesima”. La rivista nel 2007 è stata inserita nel Best Off “Voi siete qui”, curato da Mario Desiati e pubblicato da Minimum Fax, insieme alla riviste digitali italiane più interessanti nella rete. 

Info: www.musicaos.it 

venerdì 18 aprile 2014

CANI ACERBI di Gianluca Conte (Musicaos:ed) a Piccapane

La Scatola di latta , in collaborazione con musicaos:ed, presenta:

18 Aprile 2014 - ore 21.00 - presso Azienda agricola biologica Piccapane - Contrada Spadafore (S.p. Cutrofiano-Aradeo incrocio per Sogliano) - Cutrofiano (Le) ///// presentazione di ///// "Cani acerbi" di Gianluca Conte

musicaos:ed

dialoga con l'autore: Luciano Pagano

"Il linguaggio apparentemente semplice del contadino, colorato da espressioni dialettali, lascia trapelare la capacità dello scrittore di mescolare le parole per creare un corpo fluido, di interpretare tanto la parte del giornalista, anch’egli figura di spicco del libro, quanto quella dell’agricoltore. Conte gioca con le parti, si immedesima nei suoi personaggi e tira fuori dalle loro bocche parole di disgusto di fronte alle ingiustizie, di coraggio e voglia di migliorare. nelle pagine del libro, le due anime dei protagonisti, tra eroismo e paura vengono disegnate con tratti assurdi dai colori vivaci e forti di chi vive."
IL FATTO QUOTIDIANO, Laura Mangialardo

“«CANI ACERBI», vite e pathos”
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

"CANI ACERBI è una narrazione del nostro Tempo resa con una prosa ch'è figlia della poesia, la prosa del poeta Gianluca Conte è asciutta e ricercata come di chi facendo versi ha imparato a dire molto col minor numero di parole possibile e, soprattutto, cercando e trovando l'unica parole per dar corpo a un'emozione, a uno stato, a un sentire, a un vissuto, a un desiderio, a una denuncia..."
SPAGINE, Vito Antonio Conte

“La lettura di Cani acerbi rimanda a tradizioni, usanze e costumi di un sud del mondo che sta in Salento ma potrebbe stare anche altrove (ogni nord è a sud di un altro nord), il tutto avvolto e imbevuto di contemporaneità.”
MARIANNA BURLANDO

§

Venerdì 18 Aprile 2014, alle ore 21.00, presso l’Azienda Agricola Piccapane, a Cutrofiano (S.p. Cutrofiano-Aradeo incrocio per Sogliano), si terrà la presentazione di “CANI ACERBI” il romanzo di Gianluca Conte uscito per musicaos:ed nella collana Smartlit, diretta da Luciano Pagano.

CANI ACERBI, primo romanzo scritto da Gianluca Conte, racconta le vicende di Riccardo, inviato precario di un giornale locale, e Alessio Delmale, contadino km0 e aiutante fidato dell'amico giornalista.

Nella noiosa routine di un Salento invernale, costellato di discariche abusive di eternit, dove il calore estivo è un ricordo sbiadito, basta poco perché si apra uno squarcio sopra un mondo che specula dove può, dal dissesto idrogeologico all'immondizia, dalla prostituzione alla corruzione politica.

Sembra filare tutto liscio, finché una sera, ai due, non viene riservata una sorpresa. Quale mistero si cela dietro i cerchi di fuoco che fanno la loro comparsa nelle campagne di Scorcia? Cosa si nasconde dietro l'improvvisa ferocia dei Cani?

Di recente è uscita la versione tradotta in inglese dello stesso romanzo, intitolata "Unripe dogs".

GIANLUCA CONTE è nato a Galugnano, in Salento, nel 1972. Laureato in filosofia, è poeta, scrittore, operatore culturale. Con il Centro Studi Tindari Patti ha pubblicato la silloge “Il riflesso dei numeri” (2010), finalista al concorso nazionale "Andrea Vajola". Con Il Filo Editore, ha pubblicato “Insidie” (2008). La sua terza raccolta, intitolata "Danza di nervi" (Lupo Editore, 2012), ha vinto il Premio PugliaLibre 2012 nella sezione 'raccolta lirica'.

Il libro:

http://www.amazon.it/gp/product/1494731037/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=1494731037&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

L’ebook:

http://www.amazon.it/Cani-Acerbi-Gianluca-Conte-smartlit-ebook/dp/B00HYIRNUG/ref=tmm_kin_title_0

Info:

www.musicaos.it
info@musicaos.it
cell. 328.8258358
https://www.facebook.com/musicaosed

La Scatola di Latta:
https://www.facebook.com/apslascatoladilatta

CARMELO BENE INORGANICO di Gianluca Conte (Musicaos:ed)

Care amiche, cari amici, vi facciamo partecipi di una novità editoriale che riguarda Gianluca Conte, ovvero l'uscita del saggio Carmelo Bene inorganico, per Musicaos:ed. Buona lettura.
 

...La tensione all’inorganico è da considerarsi, dunque, come momento cruciale della filosofia, dell’arte teatrale e della de-strutturazione del linguaggio e della scrittura in Carmelo Bene, così come del suo abbandono della scena e della nascita della macchina attoriale.
Introduzione / I. Dalla morte del tragico al comico / II. Bene inorganico / III. La sospensione del tempo e dello spazio / IV. Il deserto / V. Il nulla / VI. Phoné: la parola della macchina / Conclusioni / Bibliografia.

Il saggio di Gianluca Conte affronta per la prima volta, in modo sistematico e organizzato, il concetto di inorganico 'annunciato' da Carmelo Bene, proponendone una lettura, così come proviene dall'interpretazione delle affermazioni, della scrittura, della regia e della "macchina attoriale" realizzati da CB.

Si tratta di un saggio filosofico nel quale le fonti sono confrontate con il pensiero dei filosofi e pensatori, inclusi Nietzsche, Freud, Gilles Deleuze e Felix Guattari.

GIANLUCA CONTE è nato a Galugnano, in Salento, nel 1972. Laureato in filosofia, è poeta, scrittore, operatore culturale. Con il Centro Studi Tindari Patti ha pubblicato la silloge “Il riflesso dei numeri” (2010), finalista al concorso nazionale "Andrea Vajola". Con Il Filo Editore, ha pubblicato “Insidie” (2008). La sua terza raccolta, intitolata "Danza di nervi" (Lupo Editore, 2012), ha vinto il Premio PugliaLibre 2012 nella sezione 'raccolta lirica'. Nel febbraio 2014 è uscito il suo primo romanzo, intitolato “Cani acerbi” (musicaos:ed). Cura un blog, “Linea Carsica”, all'indirizzo http://glucaconte.blogspot.it/, è uno dei collaboratori del blog “Cammini Filosofici” (http://camminifilosofici.wordpress.com).

"Carmelo Bene inorganico", Gianluca Conte
MUSICAOS:ED, SMARTLITQ 1

info@musicaos.it
http://www.musicaos.it



sabato 12 aprile 2014

SARDEGNA, NURSERY DEL NEOLITICO di Ulisse Piras (Phasar Edizioni)



Care amiche, cari amici, per le recensioni di Linea Carsica, vi proponiamo questo interessante lavoro di Ulisse Piras. Buona lettura.
 

Che gli argomenti di studio riguardanti l’archeologia e la storia, in particolar modo se intrisi di mistero, siano intriganti e appassionanti non v’è dubbio; se poi in un libro tali argomenti sono trattati con rigore scientifico, dettagliatamente e con una scrittura fluida e piena di verve, allora il libro in questione ha davvero dato il meglio che un lettore si possa attendere. È il caso di Sardegna, Nursery del Neolitico di Ulisse Piras, Phasar Edizioni.
Fin dal primo approccio alle tematiche contenute nell’opera, si intuisce una logica che sottende l’intero lavoro di Piras, ovvero il tentativo – che appare riuscito – di portare l’attenzione sul “progresso” di alcune attività legate imprescindibilmente all’avanzamento dell’uomo, in particolare la lavorazione della pietra e del metallo. Il dato significativo è che l’autore pone al centro della propria riflessione il fatto che la realizzazione di determinati lavori (vere e proprie operazioni ciclopiche), sia in contrasto con molti degli elementi di studio tradizionali/convenzionali, che attribuiscono una conoscenza limitata alle popolazioni vissute intorno al X millennio a.C. In altre parole, tali popolazioni non avrebbero avuto le conoscenze tecnico-scientifiche per poter azzardare simili operazioni. L’idea di Piras, coraggiosa e sviluppata organicamente, è che ci siano stati, in epoche remote, dei piccoli gruppi in possesso di saperi di gran lunga superiori alla maggior parte degli altri uomini allora viventi, e che sfruttando tali conoscenze queste élites di individui “privilegiati” abbiano potuto realizzare opere ancora oggi di difficile classificazione. Ma al di là dei lampi teorici (si pensi alla figura della Grande Madre, centrale nel libro, o all’evoluzione del megalitismo e della metallurgia, vista in chiave “deterministica” e non casuale), il libro di Piras offre una scrittura scorrevole e intrigante, dove la magia dei nuraghi sardi si intreccia a quella di costruzioni di altre parti del mondo, inscenando paralleli davvero suggestivi. Non creda però il lettore più smaliziato (e settorializzato) di trovarsi di fronte a un lavoro divulgativo in senso semplicistico: le idee di Piras, per molti versi innovative, appaiono, allo stesso tempo, solide  (anche per il rigore con cui vengono sostenute) e dinamiche. D’altronde, se qualcuno sarà tentato di ritenere audaci alcuni passaggi del libro, dovrebbe riportare alla mente alcune situazioni storico-culturali del passato, in cui eminenti teorie furono avversate dai più, salvo poi essere largamente riconsiderate; degli esempi? Bruno, Galilei, Einstein. La storia delle idee (e delle teorie scientifiche) è costellata di accadimenti intrisi di sospetto. Ebbene, senza scomodare Popper, Mach o Feyerabend, possiamo dire che approcciarsi in maniera scevra da pregiudizi a lavori contenenti nuove teorie o teorie per la prima volta rese in modo sistematico e organico, è non solo auspicabile ma doveroso. Il libro di Piras ci restituisce un mondo atavico e misterioso, ma allo stesso tempo così (tecnicamente) attuale da suscitare stimolanti interrogativi. Leggere per credere.

venerdì 11 aprile 2014

I LIBRI DI MUSICAOS:ED A "LE ALI DI PANDORA", LECCE

Venerdì 11 Aprile 2014 – Ore 20.00 “Le Ali di Pandora” (Via Ascoli Piceno, 4 – Lecce)

presentazione di

“Cani acerbi” di Gianluca Conte

“Diario di una giornalista precaria” di Angela Leucci

introduzione e dialogo con gli autori
Ambra Biscuso, Luciano Pagano

Venerdì 11 Aprile 2014, alle ore 20.00, una serata all’insegna della scrittura d’inchiesta presso l’associazione “Le Ali di Pandora” (Via Ascoli Piceno, 4), a Lecce. Saranno presentati due libri di musicaos:ed, “Cani acerbi” di Gianluca Conte (musicaos:ed, smartlit 2) e “Diario di una giornalista precaria. Quello che le redattrici non dicono” (musicaos:ed, salentropie 1) della giornalista Angela Leucci.
Dialogheranno con gli autori Ambra Biscuso e Luciano Pagano.

Il romanzo di Gianluca Conte, ambientato nello scenario di un Salento “invernale”, lontano dai riflettori, ci restituisce uno spaccato impietoso della realtà quotidiana alla quale siamo abituati, con disincanto nei confronti dei vari dissesti cui purtroppo ci stiamo abituando, da quello idrogeologico a quello ambientale, passando per i crimini che molto spesso vengono taciuti: “Come in una visione hitchcockiana, il mondo di Conte viene travolto da un mistero, i cani attaccano inspiegabilmente, la terra soccombe per un momento sotto la potenza della natura, l’uomo è costretto a piangere i suoi morti. Un’apocalisse momentanea che si riflette nel temperamento del libro.” (Laura Mangialardo, Il Fatto Quotidiano)

Il “Diario di una giornalista precaria” di Angela Leucci, nella sua disarmante franchezza, analizza uno dopo l’altro gli aspetti più problematici del mestiere di giornalista, senza negare un sorriso e, allo stesso tempo, riservandosi quel tocco di cinismo che serve anzitutto a non prendersi sul serio per non trasformare in dramma situazioni al limite del tragicomico. Una miscela, quella di Angela Leucci, che va servita fredda come una vendetta contro i luoghi comuni di un Salento che spesso rasenta il cortocircuito.

La collana SMARTLIT di musicaos:ed, diretta da Luciano Pagano, nasce con il proposito di raccogliere scritture legate alla narrazione e al raccontare storie, senza preclusioni di forma o genere, né limiti all’espressione che provengano dalla semplicità del dividere il mondo della scrittura nelle due categorie di narrativa e poesia. Testi unici, eterogenei, ‘precedenti’ letterari, uniti però dalla consapevolezza delle intenzioni e da una attenta cura editoriale. Scritti da esordienti e non.

La collana SALENTROPIE di musicaos:ed, diretta da Gianluca Conte, è dedicata alle scritture meridiane e asintotiche, che muovono dal Salento senza cadere nel luogo comune. Fin dalla sua nascita come rivista, musicaos ha cercato di creare un ponte con la letteratura del nostro paese e le letterature straniere, in particolare mediterranee. SALENTROPIE intende essere un “orizzonte di eventi” dal quale cercare di descrivere e riscrivere il Salento, un punto di vista che predilige posizione scomode, esperimenti, scritture narrative e di fiction che incrociano la realtà e divengono cronaca. “Uno sguardo su poesia e letteratura”, come scrivevamo nel 2004, con attenzione a autori che abbiano, nel Salento, un punto di fuga, un centro, un principio, un transito, un punto d’approdo.
Musicaos:ed è un progetto editoriale indipendente nato dall’esperienza della rivista musicaos.it, fondata il primo gennaio del 2004 e diretta da Luciano Pagano. Nei primi dieci anni di attività, sulla rivista hanno scritto giornalisti, critici letterari, blogger, artisti, pittori, cineasti, e sul blog sono stati pubblicati oltre 1500 articoli, racconti, recensioni. Giuseppe Genna, nel 2008, ha definito Musicaos: “uno degli snodi fondamentali della blogosfera letteraria che ha retto al crollo della medesima”. La rivista nel 2007 è stata inserita nel Best Off “Voi siete qui”, curato da Mario Desiati e pubblicato da Minimum Fax, insieme alla riviste digitali italiane più interessanti nella rete. Il sito, Musicaos.it, nel 2005 è stato giudicato “eccellente” dalla giuria di Premio Web Italia.

Info:

info@musicaos.it