domenica 31 maggio 2015

"IL PENSIERO METACREATIVO. Nuovi percorsi della mente" di Gianluca Conte (Musicaos Editore): prime presentazioni

Care amiche, cari amici, Il pensiero metacreativo. Nuovi percorsi della mente di Gianluca Conte, parte con le presentazioni.
Di seguitole date dei primi eventi. Il calendario è in progress. Prossimamente un aggiornamento.

Lunedì 1 giugno, ore 20, Sala Vese, Ex Scuola Elementare, via Buonconsiglio, Galugnano
 Interverrà la scrittrice Chiara Cordella

Giovedì 4 giugno, ore 21, Associazione Fonè, viale Italia 112, Zollino Dialogherà con l’autore Annunziata Tondi dell’Ass. Fonè

Venerdì 12 giugno, ore 20, Centro Sociale, via Roma, San Donato di Lecce Interverrà l’artista Maria Michela Zanon

Sinossi. Un affascinante percorso alla scoperta di un modo differente di intendere la creatività rispetto alla concezione tradizionale del momento creativo.
Una nuova idea che nasce da un modello di pensiero laterale, il pensiero metacreativo, che si pone al di là dell’immaginazione creativa come tendenza alla realizzazione di contenuti inessenziali, per muovere alla ri-scoperta del pensiero intuitivo, dell’aspetto prelogico del nostro universo/multiverso, delle forme originarie ed elementali della creatività e dell’arte.
Un cammino che, stimolando il nostro lato interiore, ci porterà a conoscere una nuova dimensione creativa e a guardare noi stessi e il mondo da altre prospettive.
Quale potrebbe essere il punto d’inizio di un cammino verso la ri-scoperta del nostro lato intuitivo e metacreativo? A nostro avviso, uno dei primi passi da compiere in tale direzione dovrebbe essere quello di ri-trovare (e rinnovare) la nostra relazione con la fantasia. La fantasia può essere interpretata come un’espressione immaginativa che si trova in stretta relazione con il pensiero metacreativo, un pensiero che, attraverso una conoscenza immediata della realtà, è capace di creare nuove forme ideative.

Info: itinerarimetacreativi.wordpress.com
itinerarimetacreativi@gmail.com

sabato 30 maggio 2015

A NUDA VOCE. CANTO PER LE TABACCHINE di Elio Coriano (Musicaos Editore) al Teatro Comunale di Mormanno

Sabato 30 Maggio 2015, alle ore 18.30, il Teatro Comunale del comune di Mormanno, in provincia di Cosenza, ospiterà “A nuda voce. Canto per le tabacchine”, di Elio Coriano, con Elio Coriano, Stella Grande, Vito Aluisi.

Lo spettacolo basato sulla raccolta di versi di Elio Coriano, pubblicata da Musicaos Editore, è dedicato alle sei tabacchine che morirono a causa dell’incendio scoppiato a Calimera, il 13 Giugno 1960, nella ditta Villani e Franzo. Sono proprio a loro, Luigia Bianco, Epifania Cucurachi, Lucia Di Donfrancesco, Assunta Pugliese, Lina Tommasi e Luigia Tommasi, che vengono ricordate con questo recital poetico musicale.
Un viaggio in un frammento di storia della nostra terra che rivive nella rievocazione di Elio Coriano. I versi ricordano la vita quotidiana, i pensieri, l’epoca del boom economico nel nostro paese, gli anni ‘60, ma anche la sofferenza, i soprusi, l’oppressione e, infine, la tragedia.
“Elio Coriano con questa sua opera intende restituire una voce alle tabacchine morte il 13 giugno 1960 a Calimera, a causa di un incendio nei locali della ditta Villani e Franzo. Questo canto si unisce a quello di una generazione di salentini che hanno lavorato, anche in condizioni disumane, per garantire un futuro ai propri figli.” (dalla quarta di copertina). Questa raccolta inaugura la collana di poesia di Musicaos Editore.

giovedì 28 maggio 2015

IL PENSIERO METACREATIVO. Nuovi percorsi della mente, di Gianluca Conte (Musicaos Editore)

Care amiche, cari amici, come preannunciato, “Il pensiero metacreativo. Nuovi percorsi della mente (Itinerari metacreativi, 1) di Gianluca Conte può essere ordinato e acquistato in tutte le librerie e piattaforme on line. Buona lettura e buon itinerario.
Sul libro: Un affascinante percorso alla scoperta di un modo differente di intendere la creatività rispetto alla concezione tradizionale del momento creativo.
Una nuova idea che nasce da un modello di pensiero laterale, il pensiero metacreativo, che si pone al di là dell’immaginazione creativa come tendenza alla realizzazione di contenuti inessenziali, per muovere alla ri-scoperta del pensiero intuitivo, dell’aspetto prelogico del nostro universo/multiverso, delle forme originarie ed elementali della creatività e dell’arte.
Un cammino che, stimolando il nostro lato interiore, ci porterà a conoscere una nuova dimensione creativa e a guardare noi stessi e il mondo da altre prospettive.
Quale potrebbe essere il punto d’inizio di un cammino verso la ri-scoperta del nostro lato intuitivo e metacreativo? A nostro avviso, uno dei primi passi da compiere in tale direzione dovrebbe essere quello di ri-trovare (e rinnovare) la nostra relazione con la fantasia. La fantasia può essere interpretata come un’espressione immaginativa che si trova in stretta relazione con il pensiero metacreativo, un pensiero che, attraverso una conoscenza immediata della realtà, è capace di creare nuove forme ideative.
  • L’importanza della dimensione ludica, al di là della tradizionale valenza catartico-liberatoria; pensiero e atto creativo, ri-creativo, metacreativo.
  • L’intuizione come forma di conoscenza diretta della realtà e della propria interiorità (dall’antichità alle più recenti teorie e pratiche filosofiche, spirituali, creative). Un primo approccio al pensiero metacreativo come modello di pensiero laterale che va oltre la tradizionale concezione del momento creativo.
  • La riscoperta di tre aspetti imprescindibili della dimensione umana, spesso in contrasto con l’aspetto logico-razionale dell’individuo a causa delle idee preconcette “dettate” dalla cultura dominante.
  • Un approfondimento dell’intuizione come forma di conoscenza immediata del mondo e del proprio Sé, anche attraverso una riscoperta della dimensione fantastico-immaginativa.
  • La rilevanza di un ritorno all’idea primordiale di pensiero creativo, (propria dell’infanzia), attraverso una ricerca che sappia porre in relazione le varie forme di conoscenza con l’intuizione, l’immaginazione, la creatività. Simboli e rappresentazioni della metacreatività.
  • La storia personale dell’individuo come possibilità di arricchimento emotivo, creativo, conoscitivo. Le figure del pensiero metacreativo e la “sincronicità simbolica”.
  • L’arte e la creatività come momenti essenziali dell’interiorità e del benessere individuale e collettivo. Un percorso attraverso nuove forme artistiche e creative (intuizione, metacreatività, metazione) e correnti artistiche del passato che si erano avvicinate al momento metacreativo.
  • L’invito a intraprendere un cammino verso un modello di pensiero metacreativo, intuitivo, laterale, e verso pratiche rivolte alla riscoperta della nostra interiorità, del nostro spazio e del nostro tempo creativo.
Il pensiero metacreativo. Nuovi percorsi della mente, Gianluca Conte
Musicaos Editore, Itinerari metacreativi 1, isbn 9788899315108, pagine 128, €13,00
ebook isbn 9788899315214

Info: itinerarimetacreativi.wordpress.com
        itinerarimetacreativi@gmail.com
        www.musicaos.it

giovedì 21 maggio 2015

“IL SECONDO GIORNO – Kiss for my angel” di Elisabetta Liguori, nelle parole di Cosimo Argentina, Livio Romano, Antonio Errico

Il secondo giorno – Kiss for my angel”, di Elisabetta Liguori è giunto a un mese dalla pubblicazione e distribuzione,  ecco alcuni dei primi giudizi comparsi sulla stampa e in rete, tre lettori d’eccezione per una storia entusiasmante: Cosimo Argentina, Livio Romano, Antonio Errico. Ecco cosa scrivono del romanzo di Elisabetta Liguori. [Cosimo Argentina] Ho letto “Il secondo giorno”, finito stamattina. Non sono un lettore di genere, ma tu non sei una scrittrice di genere, e per questo, e non solo, ho letto quasi 250 pagine in scioltezza. Bella l’idea del ritmo, dei capitoli brevi, anche io sto lavorando in questo senso. Bello il linguaggio, la parola cazzuta là dove ci vuole e i contorni sfumati quando si rischia di appesantire il tutto. Numero uno del libro: i dialoghi. Questo, Elisabetta, è un libro parlato. Qui scopri di Wing, Gabriele e gli altri attraverso i dialoghi, che sono sempre calibrati. Poi un’altra perla sono gli scenari che cambiano ma restano lì, dietro le spalle dei personaggi. Io credo che tu possa aver trovato un filone interessante, nelle tue corde, io sto provando a scrivere di fantascienza e tu questo, è come se il mainstream abbia esaurito la sua forza propulsiva e si debbano cercare forme altre di espressione e sperimentazione. Resti sempre brava, Elisabetta. E sono contento di averti sulla mia sponda cartacea. [Livio Romano] “Si sa: Dio vive stabilmente a sud, pertanto bisogna comportarsi con stile dalle sue parti”. Il nuovo romanzo di Elisabetta Liguori si propone di rivolgersi a un pubblico di young adults, e però, esattamente come i racconti fantastici o d’avventura degli autori immortali, è una storia che cattura i lettori d’ogni età. Il motivo non è solo questa lingua prodigiosamente raffinata, questa precisione e varietà lessicale che lascia ammirati e spiazzati e sazi di una storia davvero scritta bene, lontanissima dallo scialbore che di solito caratterizza la letteratura di genere. No, non è solo la letterarietà controllatissima che cattura i palati più fini. In questo romanzo Elisabetta semplicemente ti tiene sulla graticola. C’è un susseguirsi vorticoso di avventure, fughe, ritrovamenti, sortilegi, c’è un ritmo sincopato che scandisce la suspense che uno si attacca al libro e non lo molla finché non scopre come finisce la vicenda dell’angelo Gabriele. E la scena madre finale. La formazione che si compie, Gabriele che impara a volare, Gabriele che vorrebbe venir giù, acquistare consistenza e però è lì, nei cieli di una Roma opalina e punteggiata di statue, che si compie la sua trasformazione: ha la velocità e l’accelerazione e gli arresti improvvisi di un film d’azione in 3D nel quale hai spesso la sensazione di lievitare insieme al protagonista, oppure il terrore di rovinare al suolo, con tanto di vertigine che ti prende sulla bocca dello stomaco. E, mentre lassù si consuma la lotta fra il bene e il male, sulla terra si agitano questi orridi quanto superbamente descritti black-bloc ecclesiastici, tuniche nere in anfibi e faccia torva che fluiscono di qua e di là come uno stormo di corvi e regalano alla storia un tocco di delizioso anticlericalismo. Da leggere assolutamente. [Antonio Errico] Una ragazza e un mistero al centro di “Il secondo giorno – Kiss for my angel” di Elisabetta Liguori Un sintassi essenziale, un lessico nitido, un passo narrativo rapido, connotato da dialoghi serrati, da continui cambi di prospettiva. Sono queste le caratteristiche stilistiche de “Il secondo giorno”, il romanzo che Elisabetta Liguori pubblica con Musicaos. Atmosfere completamente diverse da quelle dei suoi romanzi precedenti, diversi i personaggi, i luoghi, i contesti, diversi anche i motivi e i moventi della narrazione. Voleva confrontarsi con un altro universo di senso questa volta, Elisabetta Liguori, e ci è riuscita, tessendo una struttura che ingloba una dimensione esistenziale che si esprime nei lineamenti dei personaggi, nelle relazioni che annodano le loro esperienze, nelle riflessioni puntuali, negli scavi all’interno dei territori di una psicologia profonda e di una sensibilità affiorante. In questo romanzo il nucleo generativo è costituito dalla progressiva trasformazione dell’esperienza in conoscenza, dal passaggio continuo dall’esistere al pensiero sull’esistenza: si tratta di quell’esperienza, di quell’esistenza che talvolta disorienta o sbalordisce e di quella conoscenza che conferisce visioni del mondo, della vita, di se stessi, alle quali fare riferimento, da adottare come sistema di pensiero. L’esperienza è quella della crisi, della crescita, del confronto con gli altri e con il sé, l’esperienza dell’indagarsi e dello scoprirsi, che a volte è esplicita, a volte implicita, a volte si manifesta, in altre resta sotterranea ma che in ogni caso assume la valenza di una conformazione identitaria. I personaggi della Liguori hanno la fisionomia delle creature, e per creature vorrei intendere un essere sorpreso nella essenzialità delle emozioni, delle sensazioni, degli stupori, nel suo appartenere, ad un tempo, alla terra e al cielo, all’infinito e alla finitezza. C’è una pagina del romanzo in cui questa condizione di appartenenza alla terra e al cielo, si esprime con una metafora di sintesi sostanziale. Dice che gli angeli non sono tutti uguali, che si occupano di cose diverse e in modo diverso, che sono in un modo e poi nel modo contrario, ma che quello che sono dipende dalle esperienze che hanno fatto. Come gli uomini, dunque. Esattamente. Ecco come il concetto di esperienza si carica di una valenza semantica assoluta, come rappresenti l’elemento che conforma il proprio essere e il proprio essere nel mondo, l’essere con e per se stessi, con e per gli altri. Da questi nuclei si irradiano i riflessi dell’autoconsapevolezza, dell’autorealizzazione, della coscienza di sé. Non è per nulla facile sciogliere tematiche/problematiche di questo genere in una narrazione. Non è facile attribuire ad esse una natura di leggerezza. Elisabetta Liguori ha saputo farlo governando il racconto con mestiere, certamente, ma anche con un appassionamento che ha determinato nel racconto un equilibrio armonioso. Tirando a indovinare potrei dire che ha cercato costantemente una combinazione tra forma e concetto, in alcuni casi anteponendo il primo termine, in altri casi anteponendo il secondo, cioè assegnando ad essi una prevalenza sulla base dell’intenzionalità narrativa. Spesso l’intenzionalità narrativa è quella di emozionare il concetto, il pensiero. Il lavoro che Elisabetta Liguori fa sul lessico in alcune situazioni del romanzo è finalizzato proprio all’effetto di emozionare il pensiero, di impastare emozione e ragione, di determinare una condizione di reciprocità tra ordine e disordine, crisi e progetto, fantasia e rigore. I personaggi hanno tutti la fisionomia di una natura intimamente plurale, multiforme, che si dispone al senso della complessità, della problematicità, ma anche della semplicità che consente di comprendere istintivamente, di “sentire” il mondo attraverso la dimensione affettiva, attraverso il desiderio. Il desiderio è per i personaggi una sorta di grammatica interpretativa, uno strumento pluridimensionale attraverso il quale penetrare l’universo della conoscenza. Ma che, soprattutto, si costituisce come elemento psicofisico essenziale per conoscere se stessi e gli altri per i quali provano emozione, sentimento, desiderio.Il secondo giorno – Kiss for my angel”, Elisabetta Liguori pagine 256, €18,00, ISBN 9788899315023 (libro), 9788899315078 (ebook)

Prossime presentazioni:

Domenica 24 Maggio 2015 – Ore 18.30 – Lecce – Libreria Palmieri (Via Trinchese 62/a).
Presentazione con il prof. Giovanni Invitto e lo scrittore Livio Romano

Venerdì 5 Giugno 2015 – Ore 19.00 – Lecce – ICARO Bookstore (Via Cavallotti 7/a).
L’autrice dialoga con la scrittrice Anna Scarsella

lunedì 18 maggio 2015

LE VELE INCANTATE DEL CINEMA E L'ELOGIO DELLA MALINCONIA di Vincenzo Camerino (Musicaos Editore) al Fondo Verri di Lecce

Martedì 19 Maggio 2015, alle ore 19.30, presso il FondoVerri a Lecce, in via Santa Maria del Paradiso, si terrà la presentazione del volume scritto da Vincenzo Camerino, dal titolo “Le vele incantate del cinema e l’elogio della malinconia”, edito da Musicaos Editore. 

Per questo nuovo “viaggio” nella settima arte il professor Vincenzo Camerino, già docente di Storia e critica del Cinema e di Semiologia del Cinema presso lʼUniversità del Salento, sceglie di soffermare il suo sguardo sulle figure di alcuni dei registi, in assoluto più importanti del panorama internazionale. Una raccolta di saggi che dal cinema arriva a toccare le tematiche più urgenti della produzione culturale e sociale. Lʼautore dialogherà assieme a Luciano Pagano. A seguire, legandosi ad alcuni dei temi trattati nel testo, verrà proiettato un frammento tratto da “Oblomov” di Nikita Michalkov.

Vincenzo Camerino nella prima parte di questo lavoro ci accompagna in un viaggio affascinante tra alcune delle figure di registi più importanti del secolo appena trascorso. Da Michalkov (Schiava d’amore – Oblomov) a Almodóvar , passando per Kusturica, Miklós Jancsó, Dassin, Tarkovskij, Godard, Renato Castellani, Michael Winterbottom, Pier Paolo Pasolini e altri. I saggi contenuti nella seconda parte affrontano, sempre a partire dalla suggestione della pellicola, alcune delle tematiche più urgenti legate alla società, alla cultura, alla politica. Dalle influenze del cinema sul Novecento al suo rapporto con la cultura e il senso della storia, fino alla funzione educatrice che la “settima arte” ha per una comunità, toccando il racconto di una terra, la Puglia e il Salento, attraverso i recenti lavori che l’hanno attraversata.

Indice del volume
Il cinema sovietico, la sorgente Michalkov, Schiava d’amore / La drammaturgia Oblomoviana e la Sopravvivenza dell’Umano / Quando il cinema “apre” l’Adriatico (e oltre) / Il cinema e la realtà nello sguardo amaro di Dassin / Breviario sul cinema di Pedro Almodóvar / Vivre sa vie. La pennellata semiologica / Lo sguardo filmico e militante di Gianfranco Mingozzi / Lo sguardo della Storia raccontato dalle mirabili regie di Miklós Jancsó / Renato Castellani, il cinema, Il Brigante / Jude di Michael Winterbottom / Così il cinema ha influenzato il Novecento / Il cinema delle origini tra cultura e senso della storia / Educare al linguaggio cinematografico è pensiero che si poetizza / A tutti coloro che ritengono che il cinema, oltre ad effondere profumi etici, possa accrescere democraticamente la coscienza di una Comunità. / Il cinema come periscopio ansiolitico e come progetto, e l’universale desiderio / Un dizionario per raccontare il cinema in Puglia, anche un lieto abbecedario in zona-socializzante / L’associazionismo cinematografico che, talvolta, volle farsi “guerrigliero” per debellare le sudditanze. / L’editoria cinematografica nel Salento, e dintorni / Sulle ali della Storia con il ritrovato e alquanto ammaccato Risorgimento

Vincenzo Camerino, già docente di Storia e critica del cinema, nonché di Semiologia del cinema, presso l’Università del Salento, ha pubblicato diverse e svariate armonie cinematografiche. In precedenza: Nelle utopie del Sud e del cinema; I cristalli della regia; La subalternità della politica, l’orgoglio della cultura, le assonanze del cinema; Le sensualità cinematografiche e le sospensioni delle passioni. Il futuro?… Se l’incanto mentale si svolge secondo le stabilità tra il Vecchio e il Nuovo dei laboriosi sentimenti il possibile prosieguo: La bellezza e le piacevolezze oniriche, ovvero le divinità al femminile.

“Le vele incantate del cinema e l’elogio della malinconia”
di Vincenzo Camerino (musicaos editore) – formato 14,8×21 cm, pagine 228, €20 – isbn 978-88-99315-009

Info:
info@musicaos.it
http://www.musicaos.it
cell. 328-82-58-358
tel. 0836-618232

venerdì 15 maggio 2015

IL PENSIERO METACREATIVO. Nuovi percorsi della mente, di Gianluca Conte (Musicaos Editore) è in arrivo



Care amiche, cari amici, a breve potrà essere ordinato e acquistato in tutte le librerie e on line il libro Il pensiero metacreativo. Nuovi percorsi della mente di Gianluca Conte, pubblicato per i tipi di Musicaos Editore. Prima uscita della collana “Itinerari metacreativi”, si tratta di un’opera nata da ricerche, studi, riflessioni, incontri, pratiche, impressioni dell’autore. Un percorso interiore e creativo che ha visto la nascita del progetto Itinerari metacreativi – cui l’omonima collana si ispira – macro-contenitore di numerose esperienze metacreative, e del blog itinerartimetacreativi.wordpress.com, crocevia e punto di riferimento per i tanti che seguono con interesse il progetto. 

         

martedì 12 maggio 2015

E L'ALBA? (Manni) La poesia di Marcello Buttazzo al Fondo Verri di Lecce

Giovedì 14 maggio, alle 19.30
Giuliana Coppola e Vito Antonio Conte presentano
Marcello Buttazzo “E l’alba”, Manni edizioni


"Caro Buttazzo, la Sua poesia è molto inventiva e vigorosa, alternando riflessione a visione, esperienza di vita e sentenza e giudizio. E' singolare e suasiva l'aspra armonia del verso che si innalza nell'estrema tensione di immagini e figure. Insomma, è un' esemplare lezione di verità.
Con i più vivi saluti” (Giorgio Barberi Squarotti).

Scrive Antonio Zoretti: “E l’alba? Chiede il poeta, a chi forse può dare risposta. L’alba! Rapida e radiosa nel cielo d’Oriente, autentico incanto d’immenso splendore; ammanta di luce la nostra terra e le altre ad essa accanto. E sempre ci avvolge col suo tenero canto fugace. Sempre presente per ritrovare il modo di restare in vena per l’amore che viene, per l’amore che va.
La poesia di Marcello forse è il modello della bellezza! Come gli orpelli delle vesti e l’antica forma di un magico splendore. Tutto riluce nella poesia, le donne del coro invocate tacciono, e tutti noi siam pronti ad ascoltarle in pace.
Le basi su cui i versi di Marcello poggiamo provengono da un’antica tradizione orale, ove la dottrina della bellezza era associata ad una riflessione sull’arte. Essa ci è tramandata da poeti come Omero ed Esiodo, e poi dai frammenti dei presocratici”.

Il Fondo Verri è al Lecce, in via Santa Maria del Paradiso 8, nei pressi della Chiesa del Rosario, Porta Rudiae.

giovedì 7 maggio 2015

IO SOGNO ANCHE DI GIORNO di Cinzia Marini



Care amiche, cari amici, per le recensioni di Linea Carsica, vi proponiamo questa freschissima novità in formato e-book firmata da un'autrice da tenere d'occhio. Buona Lettura.

Vagando per gli innumerevoli video che compongono la costellazione di YouTube, ci siamo imbattuti in un book trailer che ci ha fatto intimamente emozionare, ovvero Io sogno anche di giorno di Cinzia Marini. Si tratta di un fresco e-book facilmente reperibile on line sulle principali piattaforme librarie. Ma forse vi starete chiedendo i motivi della nostra meraviglia e del nostro interesse. Ebbene, tutto ruota intorno a una felice combinazione di elementi: freschezza, profondità, essenzialità. Sono questi i tre elementi che si sono composti davanti ai nostri occhi osservando il video. Una sensazione a pelle che ha trovato un congruo riscontro nel momento in cui abbiamo deciso di leggere il titolo in questione. L’e-book narra la storia di Azzurra, una ragazza di provincia che si troverà ben presto davanti ad alcune scelte difficili, decisioni molto importanti che fanno parte della vita, quella vera. L’impressione che abbiamo avuto è stata quella di un viaggio appassionante e appassionato attraverso l’animo e il cuore umani, con le situazioni, gli accadimenti, i turbamenti che quotidianamente tutti ci troviamo ad affrontare. Cinzia Marini trasporta il lettore nella realtà della giovane protagonista, delle sue amiche, della sua famiglia, delle sue emozioni e vicissitudini, in un intreccio vivido di esistenze ed eventi. Un punto di forza di questo lavoro è la sincerità, l’onestà con la quale l’autrice ci accompagna nella vita di Azzurra, della quale ci si innamora presto, proprio perché persona vera. Con un linguaggio frizzante e scorrevole, l’autrice affronta tematiche relative al vissuto, ai sentimenti, ai problemi  (e alle paranoie) giovanili, il tutto colorato da un’innocenza che difficilmente si trova al giorno d’oggi. Ma non è tutto: ciò che colpisce, al di là della fluidità e della piacevolezza del testo è la carica di energia positiva che irradia dalle righe, e che sembra non venire mai meno, anche nei momenti critici, quelli in cui sarebbe più facile lasciarsi cadere che tenere duro per restare in piedi; d’altronde, come recita la quarta di copertina: «Bisogna credere nei propri sogni, non abbandonarli perché solo con la speranza non si muore dentro. A volte bisogna avere il coraggio di fare determinate scelte per riuscire a realizzare i nostri desideri». Come non essere d’accordo?

Io sogno anche di giorno, lavoro che segna l’esordio di Cinzia Marini come scrittrice, è una piccola gemma nell’immenso mare della narrativa contemporanea: se siete alla ricerca di una novità ad un tempo fresca, intensa e che sappia scavare a fondo nell’intimo dell’essere umano senza perdere la leggerezza, procuratevi questo e-book.