giovedì 7 marzo 2013

L'ESATTEZZA di Mari De Leo

Care amiche, cari amici.
Per "Spazio Autori" di Linea Carsica, vi proponiamo questo breve quanto geniale scritto di Mari De Leo.
Buona Lettura. 

Esiste un individuo che incarna un’esperienza banale portandola a quella soglia dell’eccesso oltre la quale diventa gesto epico: ed entra così nel mito. L’esattezza è una tessera come altre del quotidiano sfangare l’esistenza: in lui diventa una categoria dello spirito. Diventa l’Esattezza. E quando le cose prendono la maiuscola cambiano statuto: aprono un dialogo con il pensiero. Diventano il “da pensare”. Con la sua vicenda umana detta una teoria: l’esattezza è un sistema di difesa. È UN LAGO IN CUI ANNEGARE LA VITA E LE SUE INSIDIE.
Se tu metti davanti a tutto il dovere dell’esattezza, quel che succede è che molti pezzi della vita, semplicemente, non accadono. Li fermi prima. È COME UNA SICURA CHE IMPEDISCE ALL’ESISTENZA DI PREMERE IL GRILLETTO. Prevenire invece che curare. È un modo di intendere le cose che risulta per lo più denigrato, in nome di quella stupida storia del giorno da pecora e del giorno da leone, ma in realtà, è una tecnica di sopravvivenza sofisticata e raffinatissima. Non si ha tempo di sbagliare. L’esattezza non evita l’errore: più radicalmente non gli dà il tempo di esistere. Suprema tecnica di dilazione all’infinito. Il risultato è un’esistenza né giusta, né buona né brutta. Né vera né falsa. Decadono tutte queste dicotomie. Quella è, semplicemente, un’esistenza neutrale. Una forma di vita al cospetto della quale i valori si autosospendono e non esiste più un quotidiano schierarsi ma semplicemente un pacifico abitare il tempo e la vita………………………..cfr Barnum………………………….
Non possiamo pensare di svegliarsi la mattina e rifare il letto come lo troviamo negli Hotels.
I cassetti possono essere risposti, ma ce ne sarà sempre uno socchiuso, perché troppo colmo.
Le giornate sono fatte per incarnare la dicotomia esistenziale, altrimenti decade la stessa essenza dell’esistenza con la maiuscola.
Non c’è cosa peggiore che essere i maggiordomi di se stessi.
Esistere per possedere dentro l’orizzonte e saperlo guardare…