venerdì 29 marzo 2013

INCIPIO di Rosemily Paticchio a Fondo Verri di Lecce

Care amiche, cari amici. Stasera dialogherò con Rosemily Paticchio a proposito della sua "opera versificante" (come mi piace chiamarla) Incipio, in compagnia di Luisa Ruggio (giornalista e scrittrice).
Presenta l'incontro Mauro Marino, giornalista e scrittore, direttore de "Il Paese Nuovo".

Incipio è un lavoro poetico che segna la prima tappa di un percorso artistico, una pregiata plaquette pubblicata da L’Arca Felice Edizioni per la collana Coincidenze, che ospita all’interno dieci componimenti arricchiti dalla suggestiva commistione dei versi con rappresentazioni fotografiche d’artista. Il libro è stato realizzato come prodotto artigianale e in modo sostenibile utilizzando esclusivamente materiale da riciclo e senza scopo di lucro, poiché non distribuito nei canali di vendita ma edito a tiratura limitata di copie numerate a mano, di cui omaggiare gli amatori ed estimatori della poesia.

“La scrittura di Rosemily Paticchio è percorsa da una scansione magmatica nella quale la parola cede alla stupefatta rilevazione di un mondo insolito e misterioso, gonfio di sorprese e di trasalimenti. Vi si trovano resti ed echi del proprio vissuto personale, trasmutati, però, in occasioni rinnovate di meravigliata visionarietà” (Mario Fresa).

“Echi classici e a volte rilkiani illuminano il passo di una poesia che cerca con ansia quell’”anima assetata di cristallo”, metafora di un progetto di rinascita, frugando nell’universo del sensibile e dell’ultrasensibile, tra “membrane e particelle” e “fiori di campo”, addentrandosi fin nel tessuto primordiale dello spazio-materia e nelle trame oscure della mente”(Annamaria Ferramosca).

“La lettura della poesia di Paticchio ci suggerisce l’accostamento a una vena visionaria della poesia italiana che nel ‘900 trova massimo esponente in Dino Campana per la scelta di un linguaggio alto, imperniato sul simbolismo e sulla metafora, ma non mancano echi della tradizione whitmaniana"(Gianmario Lucini).

“I versi di Incipio sembrano sospesi tra due mondi, quello del reale e quello del sogno, dove una struttura substanziale spazio-temporale appare permeata da movimenti caotici primordiali e smaniosi ma al contempo avvolti da misteriosi ed eleganti afflati neoromantici..oltre a sedurre cuore e mente, arriva direttamente all’inconscio, aggirando le barriere della resistenza raziocinante” (Gianluca Conte).

“E' una poesia da "principio", dove la nostra poetessa vuole collocare il punto essenziale del mondo, scaturigine di tutte le cose: "Prima di tutto era la gioia di neve, l'improvviso stupore del ghiaccio...". Una genesi quasi biblica, che vede però perdersi l'umanità quando sarà il momento di separare il "Sogno" dalla cruda realtà fisica di un mondo in perenne evoluzione”. (Giuseppe Vetromile).

L’autrice, Rosemily Paticchio, esordisce in campo letterario nel 2012 con la raccolta poetica “Prima che i germi”, nell’ambito del volume antologico “Retrobottega 2” (CFR Ed.), per la collana di poesia civile e sociale Epos, con saggio critico di Gianmario Lucini. Successivamente pubblica la plaquette di poesie “Incipio” per la collana Coincidenze di Arca Felice Ed. a cura di Mario Fresa. Suoi componimenti sono stati editi in varie antologie di Perrone ed., altri nell’ambito di concorsi letterari e dei Premi “Verba Agrestia 2011” (Lietocolle) e “Dal manoscritto al libro 2010” (Perrone). Alcuni suoi contributi sono apparsi su riviste letterarie e litblogs. Ha pubblicato racconti sulla rivista per ragazzi “Un due tre stella” (Lupo ed.) e collaborato con artisti operanti sul territorio locale, curando i testi creativi di mostre fotografiche e installazioni e lavorando a percorsi di scrittura per il teatro. Attualmente scrive per testate giornalistiche sui temi di cultura, ambiente e territorio.

L’artista, Rossella Venezia, nata a Matera nel 1980, vive e lavora a Lecce, dove ha frequentato gli studi presso L'Accademia di Belle Arti di Lecce.Dopo gli anni accademici ha continuatola sua attività artistica, esponendo e partecipando a vari concorsi artistici. Inizialmente i suoi lavori erano incentrati sulla pittura, nel 2007 ha concentrato i suoi interessi sulla fotografia realizzando concept, Nymphaea, Trama di Donna, Acqua, e come ultimo lavoro fotografico “Impacchettati”. Le sue opere sono incentrate sul legame con la natura e sono realizzate mescolando le diverse discipline, conferendo una forte valenza concettuale.

mercoledì 27 marzo 2013

IL CUORE IN DISPARTE di Roberta Pilar Jarussi ( ebook 10 di Musicaos)

Finalmente disponibile: “Il cuore in disparte” di Roberta Pilar Jarussi, ebook 10 – Musicaos.it

ilcuoreindisparte_robertapilarjarussi_musicaos_010"I racconti di Roberta Jarussi hanno forza di verità perché la sua scrittura ti trascina con impeto espressivo nella vitalità tormentata dell’animo dei personaggi. Le sue parole sono disarmanti, bruciano distanze sentimentali con rapide fiammate. Al tempo stesso, però, divampano con microscopico e geometrico rigore. [...] Il cuore in disparte alterna passato e presente d’un incontro impossibile fino all’epilogo dell’abbandono subito dopo il vertice carnale della passione cosicché sarà per lei inevitabile «associare alla parola “sparizione”, lo strappo in corpo e il piacere assoluto, la ferita che è solo quando la carne si apre e pulsa. Il resto è niente» se non diventa scrittura."
(Michele Trecca, La Gazzetta del Mezzogiorno)
Il cuore in disparte” ci racconta di due mondi e due modi differenti per affrontare non solo la scrittura, ma anche la vita. C’è una via meticolosa dell’essere scrittore, quella di Filippo, che non si è fatta minimamente scalfire dall’ingresso massiccio dell’informatica nel pianeta della scrittura. Filippo scrive ancora con la matita e riempie risme di fogli A4, se non fosse per l’utilizzo sporadico che fa del pc per postare qualche racconto su internet si potrebbe a tutti gli effetti definire un “tecnoleso”, termine che da questo racconto di Roberta Pilar Jarussi entra con prepotenza nel nostro lessico, traducendo l’anglosassone “keeg”, ottenuto come speculare di “geek” (appassionato di tecnologia), e qui sdoganato dal dizionario degli appassionati per diventare pura letteratura.
E poi, accanto a quella di Filippo, c’è una vita, altrettanto meticolosa, maniacale, che si è fatta attraversare completamente dall’innovazione: Anna esce di casa con il portatile, e, quando le viene in mente qualcosa che deve scrivere, magari quando sta facendo una coda presso qualche sportello, piuttosto che prendere un taccuino e una penna apre l’ostrica del suo MacBook bianco (Montblanc per lui, white Mac per lei) e annota il suo pensiero. Ciò non toglie che la sua scrittura, pur immersa nel virtuale, non sia altrettanto ‘incisiva’ e scalfente. I due si sono incontrati per caso a un festival di scrittori, uno dei tanti, anche abbastanza affollato, nel sud del sud, in Lucania.
La bravura di Roberta Pilar Jarussi, in questo come negli altri racconti pubblicati di recente (“Panni sacri”, “La verità” presenti entrambi nella collana di narrativa di Musicaos), sta nel 'riportare' al lettore una realtà narrativa suddivisa su livelli differenti, facendo coincidere le diverse vicende, intersecandole, spiazzando, e, in poche pagine, mettendoci a tu per tu con i pensieri dei personaggi, con quello che è il loro passato immediato, con tutte le aspettative che vengono rivolte nel presente, fino a immaginare cosa sta per accadere lì, davanti ai suoi occhi, prontamente disatteso. È davvero difficile non resistere a questo gioco di rimandi e immedesimazioni, senza ‘prendere le parti’ o affezionarsi ai tic e ai modi di fare e dire di Anna e Filippo, per non parlare di tutto ciò che li circonda. Quando uno dei personaggi di Roberta Pilar Jarussi entra in un ambiente, sia esso un bar, un aeroporto o un ufficio, basta una battuta per ‘ottenere’ il personaggio, e tu sei lì, stai vivendo nella stessa scena, catturato da un potere evocativo che ti sbalordisce, ed è uno dei primi ‘sintomi da rilettura’. A questo si aggiunge l’altalena del tempo, con i flash-back, anche questi in perfetto montaggio, eventi passati da cui fuoriescono quelli presenti, e viceversa. La 504. Un numero assurdo, assegnato da un destino bizzarro alla stanza di una pensioncina che di stanze ne ha davvero poche. Un numero che diventerà 'luogo' per due corpi che si inseguono.
C'è una grande vastità che si nasconde nel cuore, e che si traduce tutta nella descrizione degli amanti al termine della battaglia d'amore, nei gesti che seguono, in quelli che precedono l'addio o il saluto. Roberta Pilar Jarussi, ne “Il cuore in disparte”, riesce ancora una volta, con una forza e un espressionismo unici, a trasformare in poesia, sorpresa e stupore, tutti quei piccoli frammenti di cui si compone una storia, o una non-storia, d'amore.
(dalla postfazione di Luciano Pagano)
ROBERTA PILAR JARUSSI. Ha pubblicato il romanzo “Nella casa” (2003, Palomar - collana Cromosoma Y, diretta da Michele Trecca e Andrea Consoli) e “Dal vivo”, racconti (2002 , zerozerosud). Nell’ottobre 2003, è selezionata a ‘Ricercare’ convegno-laboratorio per nuove scritture (Reggio Emilia), con un brano dell’allora inedito romanzo “Nella casa”. Con Musicaos ha pubblicato "Panni sacri" (Ebook 06 Musicaos) e "La verità" (Ebook 07 Musicaos).
ENRICO LO STORTO fotografo professionista, autore dell'immagine di copertina de "Il cuore in disparte", è nato a Cerignola nel 1963, risiede a Foggia. Inizia a fotografare nei primi anni ’80 con una Olympus, per passare subito dopo alla Nikon, di cui possiede vari corpi corredati da ottiche fisse e non. Nel 2004 la sua espressione fotografica ha un forte scossone grazie sopratutto all’avvento del digitale che Lo Storto approfondisce, in ogni direzione. Enrico Lo Storto vanta varie partecipazioni e ammissioni a concorsi Internazionali e ultimamente ha collaborato con l’azienda italiana produttrice di gioielli, Bulgari. Già da numerosi anni è parte attiva del Foto Cine Club di Foggia di cui è anche docente oltre che facente parte delle commissioni Artistica e Formazione.

LA VERITA' di Roberta Pilar Jarussi

Disponibile qui: http://www.amazon.it/gp/product/B00B9JJHSM/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=23322&creativeASIN=B00B9JJHSM&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

Musicaos: www.musicaos.it


martedì 26 marzo 2013

DAL FOLLE GRIDO AL FOLLE VOLO! di Rosemily Paticchio

Care amiche, cari amici. Vi proponiamo un bellissimo pezzo di Rosemily Paticchio sulla poesia femminile pubblicato sul numero di venerdì 22 marzo de "Il Paese Nuovo". Buona lettura. 


lunedì 25 marzo 2013

I tempi del No



Quando i nervi non bruciano più sotto pelle
quando il sangue si ritira nelle cave dei rimorsi
e s’aggruma negli spilli dei tuoi occhi
quando un urlo rompe gli argini del vuoto
e manda in pezzi il tuo latrato
solo allora sei forte come un masso
che nei frantumi è pietra come allora
e taglia i polsi dell’Orrendo
un Bene carsico s’implora alla controra
c’è dell’acqua finalmente e si dimora
in scure praterie dell’anima
mentre cantano i sacelli e piangono le mite
e stringe il giogo del capestro
e fugge via Atalanta nella corsa
e vite allumano la strada. 

L'immagine del post: radiazioni di fuoco di Claudia Burgmayer Papagno 

domenica 24 marzo 2013

Lune a Est



È così difficile capire il dolore d’una madre?

Nel deserto dell’anime pure

esplode il sole sulle sabbie calde

asciuga lacrime versate in terre estreme

che dell’estremità hanno fatto croce

e non si ferma il mondo nel giorno delle morti

non si ode il canto pingue delle Lune

Lune smunte che implorano vittorie

su sconfitte e addolorano le gote

trattenendo le figlie nelle botti:

che non le vedano i soldati corazzati.

Figlia mia i cocci sono rotti

ma non puoi venderli al mercante d’armi

puoi tenerli ben nascosti sotto i ponti

dove passano acque riscaldate.

L'immagine del post: La sposa e la luna di Daniele Mariani

venerdì 22 marzo 2013

TRA LE RIGHE DEL VENTO di Luigi Di Donato (Phasar Edizioni)

Il tuo nome migra,
cattura i colori,
sferza il desiderio,
lo rende magma
tra le dita,
negli scorci di sereno,
guardando in lontananza.
Suono di campane,
ci sono avvisi,
resti di memoria
da sfogliare,
mentre migri
scolpisci l’arco
dei passi che saranno,
miei e non solo.





Luigi Di Donato è nato a Napoli nel 1979 e attualmente vive tra Benevento e Roma. Laureato a pieni voti in Lettere Moderne, ha insegnato materie letterarie presso Scuole Statali d’Istruzione Secondaria di Roma (2008 e 2009) e Benevento (2007).
Ha pubblicato il libro di poesie Soffi da un Brivido (Alfredo Guida Editore, Napoli 2002). Una sua poesia è stata pubblicata dall’inserto “Specchio” del quotidiano “La Stampa” (Torino 2003).
È stato inoltre edito nell’antologia 7 poeti campani (Ed. Orizzonti Meridionali, Cosenza 2005).
Ha scritto e diretto opere teatrali che sono state rappresentate nelle maggiori rassegne di teatro della città di Benevento (2006 e 2007).
Ha realizzato cortometraggi di videoarte e videopoesia, tra i quali Il rifugio del sogno (2008), distribuiti via web, nei quali ha sperimentato la sinergia tra diversi linguaggi artistici (immagini, parole e musica).
Ha scritto, inoltre, diversi articoli di critica letteraria, cinematografica e teatrale su varie riviste, tra le quali “Misure critiche” del dipartimento di Arte Letteratura e Spettacolo dell’Università degli Studi di Salerno.
Le sue passioni sono la letteratura, il cinema, la filosofia, la musica, il teatro e lo sport.
"Tra le righe del vento" di Luigi Di Donato (Phasar Edizioni) http://www.phasar.net/catalogo/libro/tra-le-righe-del-vento

giovedì 21 marzo 2013

INFRAMEZZO MATTUTINO e altre liriche di Michela Maria Zanon



Care amiche, cari amici. Per "Spazio Autori" di Linea Carsica, vi proponiamo tre liriche di Michela Maria Zanon tratte dalla raccolta Il sogno dei pesci (IlMioLibro). Buona Lettura.


Inframezzo mattutino









                                        Sedersi su culi comodi

ammobiliati.

L’aria fuori sgrana.

Nessuna ragione profonda induce a stare soli, oggi.

Anche il cane domestico morde.









L’infascino




Volavo nel cielo azzurro un mattino
serenamente quando

un uccellaccio mi sbarrò la strada e mi chiese di fermarmi.

"Come voli bene"

si complimentò.

"E' l'inizio della fine" - pensai.








Scrivo









Scrivo come respiro

vita di carne ossa e sangue.



Elogio al respiro,

forma eletta e muta

il più sacro fra i processi organici.



Scrivo per ricercare l'interezza.



La sazietà mi colloca fuori dal regno.



Respiro e la stanza si riempie d'intimo.



E' l'epoca dei respiri corti

l’ esistenza soffoca

la gola rigurgita

il sangue non coagula.



Scrivo per malattia del pensiero.



Lacrima miracolosa

sul sentiero arido.



Il sogno dei pesci su Linea Carsica: