Bene, anzi male. Il nostro bel Salento che, nel caso occorresse ricordarlo, in questo periodo diventa il testimonial di se stesso incarnando perfettamente (??!!) l'emblematico suo essere "sole, mare e vento", tiene a dire a noi tutti, un po' rincretiniti dal caldo e dalle vacanze (chi se le può permettere, dico!), che siamo alle solite! Siamo alle solite con il menefreghismo/lassismo/qualunquismo. Mentre Porto Selvaggio è di nuovo a rischio cementificazione (notizia già trapelata ormai da diverso tempo e all'ordine del giorno sui quotidiani ah! Se fosse tra noi Renata Fonte!!), le prove del TFA di Lecce - come ben scrive Martina Gentile sul Paese Nuovo di oggi (22.07.2012) - si rivelano essere l'ennesima presa in giro di persone assuefatte a qualsiasi sopruso e angheria, le vie e le piazze del capoluogo sono invase da cartacce ed erbacce, strade e superstrade sono a rischio propagazione incendi, le vittime in mare salgono e quelle di violenze anche, mentre avviene tutto ciò, appunto, il sonno della ragione ha preso la maggior parte della cittadinanza che, complice la congiuntura economica (??!!) e la debilitazione per tanti giorni, ore, minuti di lavoro si abbandona al torpore della controra. La prima cosa che ci si sente dire non appena provi ad affrontare il minimo problema è che dopo una giornata d'intenso (?!) lavoro (?!), uno non ha voglia di pensare a "cose serie", ché tanto i politici sono tutti uguali, che non cambia niente, che a nessuno interessa davvero niente se non rientra nel proprio personale tornaconto. Stanchi troppo stanchi questi uomini d'oggi, anche solo per usare il cervello e riflettere, ché riflettere costa fatica e magari si fa pure sangue acido. Anni e anni di berlusconismo (ma non solo) saranno pur serviti a qualcosa, no? Anni e anni di non-opposizione saranno anche quelli serviti a qualcosa! Se il senso civico è ormai ridotto a un lumicino - e ben venga che quel lumicino continui ad ardere - non è detto che si debba spegnerlo del tutto. Qui non si prospettano soluzioni da bacchetta magica - quelle lasciamole a chi fa populismo e demagogia - ma auguriamoci di incominciare (di nuovo?) a usare un po' di più il cervello e il cuore. Solo questo. Forse, come auspicava qualcuno, una rivoluzione poetica non sarebbe male.