sabato 17 gennaio 2009

Verso una forma di deriva socio-politica

Eravamo tanti, anni fa, a pensarla allo stesso modo. Quasi una cinquantina di persone, tra fissi e pendolari. Tutti credevamo – sia pur nelle nostre profonde diversità – in qualcosa di alto, che assomigliava molto al bene comune.

Ci sono state esperienze indimenticabili che hanno segnato a fondo le vite di tutti noi, e queste esperienze sembravano ci dovessero legare per sempre. Così non è stato.

Di chi la colpa?

Forse di tutti, forse di nessuno.

Eppure qualcuno ci deve essere, qualcuno che ha tradito la causa.

È facile tradire la causa, molto più facile di quanto si possa credere.

Ho potuto provare sulla mia pelle quanto è facile essere provocati, quanto è facile trovarsi in situazioni vischiose/rischiose. Il difficile è dire no. Questo sì, è veramente difficile.

La quotidianità ci investe prepotentemente, con la sua banale crudeltà. Quando hai vent’anni tutto sembra in tuo potere: potresti cambiare il mondo.. o quasi.

Ma con il tempo vieni risucchiato nella fredda e cieca realtà, fatta di soldi, bollette, rate.

Insomma, la solita, vecchia, trita e ritrita routine lavorativa (quando si ha la fortuna di avere un lavoro) e della disoccupazione. È proprio in quel momento (il classico momento del bisogno) che si è più vulnerabili, è proprio allora che i soliti politici-politicanti avanzano le loro allettanti proposte, ed è proprio allora che risulta veramente difficile mantenersi integri.

Ma a restare “puri” si corre il rischio di sembrare degli ingenui idealisti, quando non dei poveri idioti.

Poi c’è qualcuno che si può permettere di non scendere a patti, qualcuno che, o particolarmente fortunato, o particolarmente capace, che se l’è scampata. E non capisce quello che si è venduto (scusate il termine, ma bisogna chiamare le cose con il loro nome!!) per necessità.

A sua volta, quello che si è venduto mistifica la sua resa, cercando di rendersela il più possibile accettabile, cercando mille giustificazioni per alleggerirsi il fardello.

Entrambe le tipologie, quella dei puri e quella dei compromessi, sembrano essere non corrispondenti in toto alla realtà, ma rispondono invece ad esigenze particolari. Così abbiamo da una parte l’interessamento esclusivo verso problematiche esterne, dall’altro il campanilismo più sfegatato: le due tendenze tendono ad escludersi a vicenda.

Non si tratta di schierarsi con una o con l’altra, ma ognuno è “costretto” a decidere secondo la propria coscienza. Io ho scelto da che parte stare.. si è capito?