domenica 1 luglio 2012

Catarsi addosso

E' certo una delle abitudini più in voga nel nuovo millennio quella di piangersi addosso. Sembrerebbe una sorta di catarsi dello scarico, delle tubature che affondano radici di metallo nel fondo della terra. E allora eccoli scoperti a strimpellare strumenti di dubbia fattura in spiagge isolate, eccoli dormire fino alle due del pomeriggio - complici le notti brave - e non cercare mai lavoro. Perché, si sa, il lavoro oggigiorno o non c'è o debilita l'uomo, non lo nobilita di certo. Un atteggiamento da eterni adolescenti che non vogliono crescere, anzi, vogliono crescere approfittando della pazienza e dei mezzi altrui. A questi paladini della catarsi addosso ci sarebbe da chiedere come mai non hanno i soldi per acquistare un libro (o almeno così dicono) e poi spendono i loro pochi (???!!!) quattrini in tavolette di cioccolato, merendine, mutandine e altri stravizi. Ci sarebbe da chiedere come mai non hanno mai la benzina per appuntamenti culturali ma ce l'hanno per andare al mare o alle sagre. Ci sarebbe da chiedere come mai mettono sempre il "forse" agli appuntamenti creati su Facebook, in attesa che quel forse diventi "parteciperà" una volta trovato il citrullo di turno che li smanetta da tutte parti. Ma non basta. Quelli della catarsi addosso sono finti tonti che in realtà hanno fatto bene i conti in tasca (degli altri!). Fingendosi disadattati, isolati, malvoluti dal prossimo, riescono il più delle volte ad accaparrarsi la simpatia di qualche mente illuminata che ci casca. Allora la fanno propria, succhiano tutto il suo sangue, la sua linfa vitale come dei vampiri provetti. S'insinuano nelle amicizie pregresse di questi poveretti (che non hanno capito un tubo su chi si trovano davanti!) e adulando e facendo i simpatici ad oltranza si conquistano la simpatia anche di questi altri sventurati. La cosa può andare avanti per mesi, anche per anni, fino a che qualcuno - quasi sempre una delle menti illuminate - non s'accorge dell'inganno e corre ai ripari. A quel punto, però, subentra il piano B. Ovvero, gli amanti della catarsi addosso cominciano a fare le vittime, tendando di far ricadere tutte le loro sventure sulla  presunta crudeltà e mancanza di cuore di chi prima (che errore!!!) si era offerto di aiutarli e ora (chissà perché!!) si vuole tirare indietro. Ebbene, è risaputo che se vuoi toglierti di dosso una sanguisuga non puoi farlo tutto d'un tratto, ma occorre calma e pazienza. Bisogna scrollarsi di dosso queste piaghe dolcemente, cercando, per quanto possibile, una soluzione indolore che possa accontentare tutti. 
Si finirà un giorno di catarsi addosso?
Un ringraziamento speciale a Brindisi (non è la città ma il nomignolo di un mio carissimo amico) a cui appartiene la creazione di questo eccezionale abbinamento di parole, cioè "catarsi addosso".