giovedì 12 luglio 2012

Spazio e tempo 0.2

Il mito ebbe una funzione positiva, rendendo visibile una prima connessione tra gli accadimenti umani e quelli fisico-naturali. Questo legame inscindibile uomo-natura, non era inquadrabile in una complessità caotica, bensì era riconducibile ad un’unica radice divina. Il divino, infatti, seppur non tangibile direttamente, poteva essere scorto nel creato, nell’armonia dell’universo e nella fissità delle leggi che regolavano il tutto. L’ordine e l’equilibrio che promanavano dalla divinità rendevano possibile l’essere stesso dell’universo, che altrimenti sarebbe andato incontro al caos e all’annientamento biunivoco degli elementi. L’analisi arcaica attraversava da una parte la cosmogonia (principio dell’universo), dall’altra la teogonia (principio degli dei), ovvero il mondo e la divinità; fu inoltre influenzata dai miti orientali e dalla mescolanza di questi con la civiltà ellenica.

Indubbiamente, tra le forme religiose della Grecia antica, spiccano – per attinenza al nostro studio – i misteri orfico-dionisiaci, che traevano ispirazione dai miti egizi di Iside e Osiride. I misteri individuavano nella follia orgiastica il fondamento propedeutico all’opera divina. I culti misterici oltre che in Dioniso (divinità del vino e della vegetazione) si ritrovano anche nei rituali legati a Demetra (divinità della terra).
La religione ufficiale dei greci, ovvero quella apollinea, prese il sopravvento su quella dionisiaca. La prima era considerata come la rappresentazione della serenità e dell’armonia, la seconda invece incarnava la tragedia e il dolore; la logica conseguenza di questa impostazione di lettura fu il predominio della religione olimpica. Una simile parabola misterica viene tracciata dai misteri orfici, che affidavano al viaggio psichico la realizzazione di un’eventuale salvezza. In tali misteri veniva affermato che il corpo è la tomba dell’anima e quindi quest’ultima doveva trasmigrare di corpo in corpo fino al completo raggiungimento della purificazione. Questa teoria era detta della metempsicosi o reincarnazione.
Un elemento di rilevante importanza che il nostro studio tiene in considerazione è la civiltà minoica o egeo - cretese, che nella prima metà del secondo millennio a.C. aveva trovato la sua massima espressione nell’isola di Creta.