martedì 14 agosto 2012

Metafisica della solitudine


Un senso d’inquietudine che dal Portico s’insinua in incongruenze prospettiche. Arianna, su di te incombe una piazza deserta. Un palazzo cupo domina lo sfondo, stato di sensibilità morbosa, sorta di epifania, sensazione straniante, corpi celati da materia impenetrabile ai raggi solari. Non possono mostrarsi che sotto la potenza di barlumi artificiali, effetti prospettici tra loro inconciliabili, eclettismo. Mistero e malinconia di una strada. Due edifici ambiguamente impostati su fughe prospettiche divergenti. Una bambina gioca quietamente con un cerchio, ombra di una figura umana. Tutto genera angoscia. Prospettive oblique di edifici, incongruità ottiche, molteplici punti di vista, messa in scena di oggetti accostati in modo inconsueto, segnati da una solitudine angosciante e da un onirismo legato alla memoria.
Enigma di un pomeriggio.