giovedì 20 settembre 2012

A tre passi dal fosso



Da quando Giovanni Metastasio era stato licenziato il suo aspetto aveva assunto quello di un animale dello zoo. Non che prima fosse stato l’emblema della ricercatezza ma almeno era presentabile. Adesso badava unicamente a sopravvivere. Anzi, a sottovivere. Poteva consolarsi: non era solo. Una caterva di neolicenziati, disoccupati e mai occupati occupava da mesi Piazza del Popolo. L’ufficio collocamento era stato smantellato e trasferito altrove, ma nessuno sapeva dove. Così i sottoviventi non sapevano nemmeno dove fare le inutili file, tanto care a tutti di questi tempi. E allora non rimaneva altro che restare a ciondolare negli spazi pubblici.
Giovanni non aveva legato con nessuno, ad eccezione di Ulrico Galimberti, tossicodipendente di vecchia data ed ex impiegato comunale. I due facevano proprio una bella coppia, o almeno questo è quello che dicevano gli altri reietti. Effettivamente il loro comportamento aveva destato la curiosità e in qualche caso l’invidia di qualcuno. Effettivamente.
Per tirare avanti Giovanni e Ulrico si erano inventati una bella cosa: darsi all’ippica. Avevano investito tutti i loro risparmi – pochi a dire il vero – nelle corse. E gli era andata bene. Ventimila euro. Che di questi tempi sono oro colato. Diecimila per ciascuno. Non che ventimila euro risolvessero la vita.. però. Però buttali.
Avevano deciso di mantenere il segreto riguardo la vincita. Quindi dovevano comportarsi normalmente, come se nulla fosse accaduto. Contenere gli slanci di euforia per la vincita, non comprare niente e andare a stravaccarsi insieme agli altri sulle panchine perdendo tempo tutto il giorno come al solito. Al limite, imbucare qualche centesimo nei videopoker. Ma non sbottonarsi, nella maniera più assoluta. Quei diecimila euro ciascuno dovevano investirli. Una schedina tra le dita può cambiare la tua vita, recitava un motto di qualche anno fa. Ma riusciranno i nostri eroi nell’intento? Lo scoprirete nella prossima puntata di A tre passi dal fosso”.



Nell'immagine: "Acquanero" - Gruppo Artistico Plastique (also known as GAP)