lunedì 17 settembre 2012

Freddo cane



Il sangue mi si è gelato nelle vene, così ne ho fatto cubetti. Tanti piccoli cubetti vischiosi da colorare sto vino piscio, trasparente, che non sa di niente. Ché c’è crisi e non si mangia, se non per carità di Stato. E allora eccoli gli operai, sempre loro, mannaggia la miseria, porca la bottiglia. Ecco anche i contadini, gli allevatori, i commercianti. E ci sono pure i liberi professionisti, quelli giovani. Gli avvocatucci, i dottorini, i professorini. Che professano tutti questi? Gli inviterò a bere un bicchiere di vino piscio. Lo berremo insieme. Insieme faremo teatro. Sì, saremo i nuovi commedianti dell'assurdo. I teatranti del nulla. Sapete.. il nulla è sempre dietro l'angolo.. comunque lo si giri..
Ma qualcuno già dice che quando c'è crisi è crisi per tutti. E allora pure il nulla, poverino, deve starsi a casa sua. Già, oggi non c'è più quel nulla damerino, con foularino al collo e scatole di cioccolatini. Oggi il nulla s'è inselvatichito. E' diventato rozzo, di maniere zotiche. Un nulla beone. Allora, offrirò anche a lui un bicchiere di vino piscio. E buonanotte.