martedì 2 ottobre 2012

La ragna



Con gli occhi cerchiati di nero è tutta un’altra cosa. Mi guardo allo specchio e vedo che nulla è cambiato. Ho quattordici anni. Né uno di più né uno di meno. E il sangue è sempre rosso.
“Marzia, vuoi scendere per favore? Sono le sette”.
Mia madre.
Non c’è una mattina che sia colta dal sonno, mia madre.
Vado a scuola col bus delle sette e trenta. E c’è Manuel. Non posso farmi vedere in queste condizioni.
“Poverina, da quando è caduta e s’è tagliata la lingua non è più la stessa”. 
Me lo dicono tutti. Io però sono sempre la stessa. Lingua a parte.