mercoledì 5 novembre 2014

CRISTALLI DI SALE di Andrea Jagher (Phasar Edizioni)



Care amiche, cari amici, per le recensioni di Linea Carsica, vi proponiamo questo piccolo, frizzante libro. Buona lettura. 

Scandagliando lo scenario italiano degli scritti filosofici – per la verità mai troppo nutrito – si possono fare delle interessanti quanto piacevoli scoperte. È il caso di Cristalli di sale di Andrea Jagher, Phasar Edizioni, 2007. Ponendosi tra l’aforismario e il prontuario filosofico e compendiando un’analisi a-metodica di una realtà – la nostra – spesso irreale, il libro di Jagher colpisce per la pungente ironia e per la critica mordace (mai sterile) e, ponendosi come una guida al pensiero sui generis, sembra non risentire dell’inflazione temporale, mantenendo vivissima la propria attualità.

Seppur percorrendo una strada, quella dell’aforisma, già battuta da illustrissimi pensatori (inevitabile, infatti, riportare alla mente i vari Schopenhauer, Nietzsche, ecc.) lo scritto in questione propone un percorso originale, e quanto mai frizzante, nell’odierna globalità; un denso e succoso itinerario che si addentra nell’universo filosofico contemporaneo, sintetizzato in una breve e gustosa opera. L’universo del conoscibile è immenso, trovare dei punti fermi potrebbe apparire impossibile, e forse lo è, ma l’intellettuale (non si abbia timore di questa parola!) ha il diritto/dovere di cercare delle risposte o quantomeno di formulare delle domande sensate, che vadano a fondo nei meandri delle questioni universali, prime o ultime che siano. Delle volte, quella che a prima vista potrebbe sembrare vaga frammentarietà – ci riferiamo alla forma dell’aforisma in generale – rivela una profondità che difficilmente è possibile riscontrare altrove. D’altronde, se anche una personalità infuocata come quella del filosofo di Röcken si è avvalsa di questa formula, non si può che riconoscerne un valore intrinseco, soprattutto, come a proposito di questo scritto dello Jagher, quando si ha l’impressione che nulla venga lasciato al caso e che tutto sia il risultato di un’attenta analisi (e sintesi) del Cosmos/Caos. Già, perché la dualità, l’eterna diseguaglianza di un mondo che è Ordine/Disordine e la diuturna concomitanza di questi aspetti ad un tempo contrastanti eppure impossibilitati ad escludersi l’un l’altro, traspaiono perfettamente da questo singolare viaggio filosofico. A nostro parere, poi, non è parso improprio vedere in molti passaggi alcune suggestioni che sembrano strizzare l’occhio a Karl Kraus; ci riferiamo soprattutto ad alcune bordate di stampo politico-sociale, dove il pensiero filosofico tout court si accompagna ad una sana e robusta disamina dell’esperienza fattuale della comunità/società. Essere vigili, coscienti, senzienti. Tutte qualità quasi precluse al giorno d’oggi, in cui la ragione e il senso critico sembrano dormire sonni profondi. In questa situazione di stallo psico-emozionale, il pensatore può, anzi deve, dare un segno di avvedimento, di rivalsa, di ribellione ad uno status d’immobilismo mentale e sensoriale.

Ma l’aforisma non è appannaggio solo dei filosofi. Oscar Wilde, nella sua eccezionale produzione letteraria, ci ha consegnato delle brevi quanto eccezionali “sentenze”. Si può essere o meno d’accordo sul contenuto delle stesse, ma non si può dubitare sul dinamismo e sulla sagacia che sprigionano queste piccole immense gemme. Condensare in poche, pochissime parole delle idee universali: quanto di più difficile si possa immaginare, ma se tale operazione viene realizzata con onestà e leggerezza il risultato diventa veramente apprezzabile. Cristalli di sale ci sembra un buon esempio di come il diktat filosofico inflessibile e il dogma cristallizzato (si perdoni il richiamo al titolo!) possano essere modellati con la fluidità di un pensiero obliquo e con l’arguzia di una mente ironica. L’antico adagio secondo cui la flessibilità avrebbe sempre vinto sulla rigidità appare quanto mai attuale.