mercoledì 8 novembre 2017

LETTERE A CIORAN di Nicola Vacca (Galaad Edizioni)



Lettere a Cioran di Nicola Vacca (Galaad Edizioni)


«Non si può iniziare a scrivere di Emil Cioran 
se non partendo dal dubbio [...]».
p. 25.



Di questi tempi, per ciò che concerne la saggistica italiana, è difficile trovare un autore che non costruisca un itinerario sul suo ego anziché sull’opera e sul vissuto del suo soggetto/oggetto di studio. Per fortuna esistono ancora autori (e editori!) che fanno proprie l’onestà intellettuale e la gratitudine disinteressata verso chi ha saputo aprirgli la mente. Nicola Vacca, scrittore e critico letterario, una mente libera pubblicata da editori lungimiranti, ha saputo ancora una volta regalarci un’ottima prova di critica dopo Sguardi dal Novecento  e Vite colme di versi.

Lettere a Cioran di Nicola Vacca, Galaad Edizioni, 2017, è disarmante non solo per la chiarezza dell’esposizione e la profondità di vedute, ma anche per il mettersi a nudo dell’autore di fronte a un mostro sacro del calibro di Cioran. Gli aspetti del pensiero e della scrittura del grande filosofo rumeno sono affrontati in maniera lineare, senza istrionici zigzagamenti, nel nome di una ricerca da cui traspare l’assiduità e la franca frequentazione del filosofo. Con un prologo poetico – mi viene da pensare che trattandosi di un’opera scritta da un poeta notevole non poteva essere diversamente – questo saggio ci accompagna a conoscere gli aspetti più intimi di un pensatore che aveva centrato il suo lavoro sullo “squartamento” di ogni stadio dell’esistenza umana. Vacca ci invita al viaggio nei bui meandri cioraniani, e lo fa con arguzia e vivacità, tenendo alto il ritmo della narrazione, come si conviene per un personaggio spesso ostico come il nostro. Ecco, passi come il seguente danno prova di come alcuni tratti salienti del pensiero di Cioran, tralasciati o maliziosamente celati dai più, vengano messi in risalto dall’opera dello scrittore gioiese:

«In apparenza, Cioran è un pessimista irriducibile [...]. Leggendolo ci accorgiamo, però, che tutto il suo sconfortante pessimismo non è altro che il pretesto – il modo, la strada, lo stile – per trasferire sulla pagina un’intelligenza lucida, armata di disarmanti sillogismi, che sempre chiamano in causa la coscienza di chi legge» (p. 39).

Un Cioran visto, dunque, in tutta la sua terribile potenza che scardina certezze, con la sua prosa, dice Vacca «frammentaria, discontinua e convulsa», ma anche un Cioran che, come ogni grande intellettuale e uomo di eccelsa dignità non si piange addosso, non segue la logica degli “ismi”, ma soffre insieme all’uomo per l’uomo. A tal proposito, l’autore di questo Lettere a Cioran ci mette in guardia da facili conclusioni cui il lettore superficiale del filosofo di Rășinari potrebbe giungere: «Cioran non è un nichilista: scrive solo ciò che prova; quando non prova nulla, non scrive» (p.67). Cos’è tutto ciò se non un vero atto d’amore (e di verità) dell’autore del saggio verso un compagno di viaggio e di scrittura, un padre del pensiero che come pochi ha saputo scendere a fondo nell’esistenza umana? D’altronde, come ha colto benissimo Mattia Luigi Pozzi «Scrivere di Cioran non può che essere una confessione. Una confessione che Nicola non teme [...]» (p. 13 e quarta di copertina). Chi voglia avvicinarsi al pensiero di Cioran e chi, già conoscendolo, voglia approfondire alcuni punti nevralgici della sua scrittura e della sua speculazione, troverà in questo agile libro di Vacca gli stimoli giusti per affrontare un viaggio che non potrà lasciare indifferenti.  

 
Nicola Vacca è nato a Gioia del Colle, nel 1963, laureato in giurisprudenza. È scrittore, opinionista, critico letterario, collabora alle pagine culturali di quotidiani e riviste. È redattore della rivista «Satisfiction». Ha pubblicato: Nel bene e nel male (1994), Frutto della passione (2000), La grazia di un pensiero (2002), Serena musica segreta (2003), Civiltà delle anime (2004), Incursioni nell’apparenza (2006), Ti ho dato tutte le stagioni (2007), Frecce e pugnali (2008), Esperienza degli affanni (2009), con Carlo Gambescia il pamphlet A destra per caso (2010), Serena felicità nell’istante (2010), Almeno un grammo di salvezza (2011), Mattanza dell’incanto (2013), Sguardi dal Novecento (2014), Luce nera (2015), Vite colme di versi. Ventidue poeti dal Novecento (2016), Commedia ubriaca (2017).