mercoledì 14 agosto 2013

L'ISTRUITO E L'IGNORANTE



Conoscevo un poeta ignorante. Uno di quelli che scrivevano senza saper scrivere. Uno a cui avrei voluto dire “Non pubblicare, scrivi un diario personale piuttosto. Tieni per te i tuoi pensieri”. Lo trovavo un po’ sciocco, a tratti paradossale, perfino banale. Così misi una certa distanza tra lui e me. Come a dire: “Sì, va bene bello mio. Abbiamo una corrispondenza (ci scriviamo delle mail). Abbiamo pubblicato entrambi per la stessa casa editrice. Però io so quanto vali. Dunque: stai al tuo posto”. Non gliel’ho mai detto. Avrei dovuto, forse. Un giorno però ebbi a che fare con un gruppo di poeti e scrittori acculturatissimi, che scrivevano benissimo. M’accorsi ben presto che erano privi d’umanità. Anzi, erano privi di pietà. T’avrebbero lasciato schiattare sul marciapiede se ti fosse venuto un colpo. Non t’avrebbero aiutato neanche a pagarli. Come quel giorno in cui videro un uomo – un extracomunitario fecero loro con un disprezzo che traspariva chiaro dietro quello sguardo fintamente alternativo – accasciarsi al suolo. Io corsi a prenderlo, a sollevarlo. Senza essere un eroe, ché di eroi ce n’è già troppi in giro. Lo sollevai e gridai agli esimi letterati di chiamare un’ambulanza. E dovetti ripeterlo una seconda volta, incazzato. Solo allora – ma a malincuore – chiamarono il 118. Ecco, in quel momento pensai che il poeta ignorante m’avrebbe aiutato. Lui non m’avrebbe lasciato morire così, come una cosa rotta e abbandonata, come un rifiuto. Ché lui c’aveva un cuore grande come una casa anche se era un sempliciotto. Glielo dissi a quegli esimi letterati. E loro mi risposero che così avrei salvato la pellaccia ma non la letteratura. Che era una cosa immonda scambiare un aiuto da crocerossina con la poesia e la letteratura. Gli risposi che preferivo un uomo vivo piuttosto che uno morto. E che i libri, da morto, uno se li poteva rifilare su per il culo. Non capirono. Non m’aspettavo che capissero. Le cose troppo semplici, alle volte, sono le più difficili da capire.  

Pubblicato sul numero di domenica 4 agosto de "Il Paese Nuovo": www.ilpaesenuovo.it